LOTTE e SOREN HAMMER.
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IL POSTINO.
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Parte 2.
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Titolo originale: ENSOMME HJERTERS KLUB. 2011.
Traduzione di: Anna Grazia Calabrese.
2013. Giangiacomo Feltrinelli Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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CAPITOLO 5.

L'autunno si faceva sentire. La vite canadese nella propriet
di fronte alle finestre della Sezione Omicidi che davano
su Niels Brocks Gade aveva cambiato colore: le foglie
verde pallido si erano macchiate qua e l di giallo e arancio,
e pareva sorridessero nella leggera pioggia del mattino. Presto
sarebbero diventate rosso fiamma e a quel punto, secondo
il personale calendario di Konrad Simonsen, il periodo
estivo poteva dirsi definitivamente concluso. Il commissario
alz la testa e guard oltre il tetto dell'edificio. Nuvole pallide
e grigie, che a malapena si distinguevano dal cielo bluastro
alle spalle, si muovevano lente verso est come una colonna
di fumo in uscita da un camino.
Per stare al passo con i ritmi della Contessa, Simonsen si
era recato in ufficio prima del solito. Lei aveva un sacco di
cose da fare e in tal modo avrebbe potuto lavorare a lungo
evitando al tempo stesso di tornare a casa troppo tardi. Lui
pens che tanto l'avrebbe fatto ugualmente e in fondo non
aveva senso partire insieme se facevano il tragitto ciascuno
con la propria macchina. Quella per era stata un'idea sua,
perci...
Quel vortice di pensieri si ferm quando il commissario
vide il biglietto. Lei lo aveva attaccato con un pezzo di nastro
adesivo al centro dello schermo tv della sua dpendance.
Perch, non appena not il foglietto, Simonsen non ebbe
dubbi che lo avesse scritto lei. Nessuno all'infuori di Pauline
Berg avrebbe potuto lasciargli una nota proprio in quella
stanza, se non altro perch era l'unica a conoscenza della sua
recente abitudine di cominciare la giornata facendo un po' di
zapping in tv per una breve panoramica sulle ultime notizie.
Stacc il biglietto dallo schermo e not con irritazione la
piccola ma chiara impronta che la colla del nastro adesivo vi
aveva lasciato sopra. Ma perch diamine non aveva usato il
bordo? Lesse la nota, stupito. Pauline Berg lo informava con
poche parole che non sarebbe venuta in ufficio, perch era
partita per Frederikssund a indagare sul caso Juli. Nient'altro,
se escludeva quel fin troppo intimo un caro saluto, Pauline alla fine. Se avesse attaccato il biglietto sulla tv il giorno
precedente, prima di andare a casa, o se fosse arrivata presto
quella stessa mattina per ripartire subito dopo, non lo sapeva.
In che senso il caso Juli'? borbott rivolto al biglietto
e aggrottando le sopracciglia. Poi il suo cervello colleg gli
elementi giusti e a quel punto Simonsen lasci cadere la
fronte sulla mano stretta a pugno. No, no, ditemi che non 
vero.
Una lunga telefonata con il capodistretto di Frederikssund
l'inform che invece era vero eccome.
Il capo distretto fu in effetti molto comprensivo e dopo
che Konrad Simonsen gli ebbe spiegato cosa si celasse dietro
il comportamento di Pauline Berg, per quel che lui stesso
aveva capito, l'uomo si mostr pronto alla pi completa collaborazione.
Capiva benissimo il problema dal punto di vista
di Simonsen, ciononostante non era accettabile che un qualsiasi
agente girovagasse a piacere nel suo distretto a indagare
su un non-caso relativo a una persona che senza ombra di
dubbio era morta di morte naturale, bench tragica. Konrad
Simonsen non pot fare altro che dargli ragione: la scelta di
Pauline era stata quanto meno inopportuna. Promise di richiamarlo
in giornata e di fare tutto ci che era in suo potere
per mettere le briglie alla sua irrequieta sottoposta. Mentre
pronunciava queste parole, per, sapeva gi che l'impresa
sarebbe stata difficile. Una preoccupazione che trov immediata
conferma non appena ebbe contattato Pauline sul cellulare
e a rispondergli era stata la segreteria telefonica. La
preg di rientrare all'istante al QG, senza altre deviazioni,
mentre pensava che forse i contatti non autorizzati che la
Contessa aveva all'interno della compagnia telefonica potevano
aiutarlo a localizzare il telefono della ragazza, cos
avrebbe almeno saputo dove diavolo si trovasse. Cerc di
rilassarsi un po' e si convinse che forse stava esagerando. Dopo
aver riflettuto ancora un paio di minuti, decise di sondare
la possibilit di ottenere un breve colloquio con il capo della
polizia. La responsabile dell'ufficio segreteria di quest'ultimo
fu categorica, quando seppe della richiesta di Konrad
Simonsen: Non oggi, commissario. Neanche un minuto, a
meno che non sia assolutamente urgente.
Simonsen la conosceva bene: era una donna disponibile
ed efficiente, oltre che sempre gentile con le persone.
No, non posso dire che lo sia.
Lei gir la sedia e lo guard. Si tratta di Pauline Berg?
Il suo arrivare subito al punto non lo sorprese. Conferm.
Ho sentito dire che si  messa a indagare per conto suo,
ma se sei venuto qui per richiedere una sanzione disciplinare,
levatelo dalla testa. Non ti fisso neanche un altro appuntamento,
sarebbe tempo perso. Se Pauline non commette
un'azione contro la legge o che metta in pericolo se stessa o
altri, pu dormire fra due guanciali. E non c' nessuna restrizione.
Neanche questo colse Simonsen alla sprovvista. Erano
queste le regole, lo sapeva benissimo. Ma in tal caso aveva un
problema e solo lei poteva aiutarlo.
La risposta della segretaria suon affettata, quasi civettuola:
che cosa mai poteva fare lei?
Konrad Simonsen le raccont tutto ci che sapeva. Nel
suo delirio narcisistico, Pauline Berg si era convinta che ora
poteva finalmente seguire il caso che aveva sempre desiderato.
Il suo caso, anche se tale non era affatto. Purtroppo per
aveva chiari parallelismi con quello di Simonsen, il che l'avrebbe
probabilmente stimolata ancora di pi.
Ti riferisci al postino ucciso?
S, proprio quello. Ma la donna del distretto di polizia
di Frederikssund non  stata uccisa. La sua morte  gi stata
traumatica per la sua famiglia, se poi devono anche passare
per la trafila di un'indagine di polizia superflua e non autorizzata...
Lui la bland in tutti i modi, facendo attenzione a che non
se ne accorgesse. Non pensi che Pauline possa rientrare nei
ranghi, se glielo chiedi? domand la donna.
Ne dubito. Spesso fa quello che le pare, ed  chiaro che
se lo pu anche permettere.
S, direi di s. Dimmi cosa devo fare.
Konrad Simonsen punt l'indice contro la porta chiusa
del capo della polizia. Convincilo a passarmi il caso della
morte di quella donna. Vedr di chiudere la faccenda senza
troppe rogne. 
Come credi che possa farti assegnare un caso che non
esiste?
Non ne ho idea, ma tu sei bravissima in queste cose, se
vuoi. Non glielo puoi chiedere per iscritto?
E cosa credi che dica la polizia del Nordsjaelland? Di
certo penseranno che siamo degli idioti. 
Andr a Frederikssund domani mattina e spiegher la
faccenda al capodistretto in privato.
Lei ci pens su un attimo. Le sue precedenti riserve sulla
propria capacit di influenzare gli altri erano sparite. Va bene,
Simonsen, disse in conclusione. Ce l'avrai nero su
bianco al pi tardi domani.
Konrad Simonsen era nervoso per il pessimo modo in cui
era iniziata la giornata. Si rinchiuse nelle quattro mura del
suo ufficio per un paio d'ore, isolandosi dal resto del mondo,
con alcune relazioni dell'interpol che desiderava leggere da
tempo, e lasci che il caso del postino restasse dov'era. Di
tanto in tanto telefonava al cellulare di Pauline Berg, ogni
volta senza risultati.
Il suo umore, tuttavia, sub una decisa impennata nel momento
in cui l'interrogatorio del prete accompagnato dal vescovo
si trasform nella pi perfetta performance di lavoro
investigativo cui avesse assistito da anni.
Poco prima dell'arrivo dei due sacri ospiti, il commissario
si era recato nell'ufficio di Arne Pedersen, il cui occupante
- a sorpresa - non mostrava alcun segno di agitazione.
Poco dopo aveva fatto il suo ingresso anche il questore: sorridente,
rilassata e piena di aspettative, vestita di giallo acceso
come un pulcino di Pasqua. Un pulcino in possesso, purtroppo,
di un telefono cellulare che si mise a squillare non
appena la donna entr nella stanza. Konrad Simonsen e Arne
Pedersen si scambiarono un'occhiata. I capi che si presentavano
agli incontri, ma che quando si arrivava al dunque
passavano met del tempo in indifferibili telefonate, li conoscevano
fin troppo bene. Sul questore per si erano sbagliati,
perch quella che a loro era sembrata una mancanza di
stile, si rivel una dimostrazione di professionalit. La telefonata
del questore fu rapida e concisa. Non appena ebbe
chiuso la comunicazione disse: Me lo sentivo, oh se me lo
sentivo. S, era la reception, i nostri ospiti sono in arrivo e a
quanto pare assisteremo a una esibizione di liturgia ecclesiastica.
Ma a questo gioco possiamo giocare anche noi, io per
prima me la cavo piuttosto bene con le parate ufficiali. Datemi
cinque minuti, sar subito di ritorno. Non siate nervosi,
mi raccomando, l'agente incaricato dell'accoglienza sta cercando
di guadagnare tempo. I nostri ospiti avranno il benvenuto
che si meritano.
Detto questo, si dilegu.
Ma di che diavolo stava parlando? domand Arne Pedersen.
Di abbigliamento, credo, ma non ne sono sicuro. Fra
cinque minuti lo sapremo. Non senti le farfalle nello stomaco
dall'emozione?
Ieri ti avrei strozzato, oggi ti adoro.
Spero che troverai un valido compromesso fra i due
estremi. Ma ora ricordati di non forzare la mano. Certe volte
non hai abbastanza pazienza.
Il questore riapparve in ufficio con addosso l'uniforme
ufficiale, che sulla sua corporatura minuta risultava ancora
pi solenne. La divisa era inappuntabile, con distintivi di
grado e galloni, che avrebbero fatto effetto anche a chi non
era abituato a visioni del genere. Perfettamente abituati erano
invece i due agenti, che subito si misero sull'attenti. Quello sfoggio di simboli era dimostrativo: le vistose spalline e
l'elmo sotto il braccio, con la corona reale cinta da una fronda
di quercia ricamata in oro, parlavano l'inequivocabile lingua
del potere. Il questore domand con voce squillante:
Siamo pronti per accogliere i nostri ospiti, Arne? Ormai
stanno arrivando. Certo,  la prima volta nella storia della
Danimarca che la corona e la croce incrociano le spade. Sar
interessante vedere chi resiste pi a lungo, oggi.
Tenne la porta aperta per Arne Pedersen, che rapidamente
la precedette.
Konrad Simonsen rimase ad aspettare nel suo ufficio, fino
a quando non sent chiudersi con un tonfo la porta della
stanza degli interrogatori. Dopodich si affrett a infilarsi
nel locale attiguo, da cui pot seguire il corso degli eventi
attraverso uno specchio monodirezionale.
Il vescovo era addobbato con tutti i paramenti sacri. Era
un uomo fra i quaranta e i cinquant'anni, con un viso aperto
e carnoso e lo sguardo sicuro. Indossava una tonaca di seta
viola, che scivolava con naturalezza sul suo corpo possente;
sulla testa aveva una papalina in tinta che, oltre a completare
il solenne abbigliamento, nascondeva in parte una piccola
area glabra, cosa che Konrad Simonsen scopr quando il prelato
spost di qualche millimetro la papalina e si gratt la
cocuzza. Ma quel che pi balzava agli occhi era la grande
croce con il Cristo sofferente che gli pendeva sul petto da una
catena d'oro. Questo, e la sua impressionante tranquillit.
Il questore indic agli ospiti i loro posti, offr t, caff e
acqua minerale, mentre presentava se stessa e Arne Pedersen.
Terminati i convenevoli, appoggi il berretto sul tavolo
davanti a s e introdusse la conversazione. Ringrazi con la
dovuta enfasi per la partecipazione all'incontro e garant il
massimo rispetto per il credo religioso dei due testimoni.
Konrad Simonsen not che la donna si rivolgeva quasi esclusivamente
al vescovo, mentre Arne Pedersen studiava con
attenzione il prete. Il questore riusc inoltre a rendere
convincenti le sue parole sulla collaborazione e la stima reciproca,
il che elev di molto il livello della sua prolusione.
Il vescovo non rimase impassibile, e la replica nella quale
espresse il suo pi vivo desiderio di collaborare con la polizia
per quanto possibile suon del tutto sincera. Quando tutti
credevano che il questore avrebbe lasciato la scena ai veri
attori della performance, ecco che lei si mise a parlare del
viaggio che aveva fatto a Roma la scorsa primavera. Il vescovo
ascoltava con interesse, e prima che qualcuno arrivasse a
parlare di perdita di tempo, i due capi stavano chiacchierando
amabilmente di Colosseo, Piazza di Spagna e relativa scalinata,
muri color ocra e viuzze, mentre i rispettivi subalterni
lanciavano occhiate impazienti ora al soffitto, ora l'uno all'altro.
Konrad Simonsen appoggi la fronte sulle mani e giur
che mai e poi mai avrebbe coinvolto un giurista in un interrogatorio.
Fu solo venti minuti pi tardi, dopo che il questore e il
vescovo ebbero passato in rassegna tutti gli argomenti possibili
- dai pronipoti di lei, all'ordinazione di lui, all'estasi di
entrambi per la Capella Sistina, e i loro precettati ascoltatori
ebbero sbadigliato un numero infinito di volte, che finalmente
si giunse all'argomento dell'incontro. Dalla sua postazione,
Konrad Simonsen poteva vedere Arne Pedersen che con
discrezione allungava una mano sotto il tavolo e la posava
sulla coscia del questore. Che nessuno nello Stato, e men che
meno Arne Pedersen, potesse permettersi di palpare le cosce
del questore senza un accordo preventivo era lampante, e la
faccia un attimo prima rassegnata di Konrad Simonsen si
apr in un largo sorriso d'intesa. I ricordi delle vacanze e gli
scambi di informazioni personali non erano stati privi di significato.
Da un lato la chiacchierata aveva senza dubbio instaurato
nuove relazioni di gruppo, ovvero da capotrib a
capotrib e da indiani a indiani; dall'altro erano stati demoliti
quei meccanismi di difesa che nel prete di sicuro si erano
attivati all'inizio dell'incontro.  difficile stare all'erta e annoiarsi
nello stesso tempo.
Il questore concluse con un paio di frasi e a quel punto
Arne Pedersen sganci la bomba: Chi ha deciso che Jorgen
Kramer Nielsen dovesse essere cremato? domand rivolgendosi
al vescovo con un tono di voce aspro, quasi contrariato.
Il questore, che ormai aveva assunto una posizione di
rilassata attesa, domand meravigliata: E stato cremato?.
Da come formul la frase sembrava quasi che il postino
fosse stato imbalsamato e venduto, tanto che tutto d'un fiato
si corresse dicendo: Chiedo scusa, non vi interromper pi.
Arne Pedersen tacque, abbastanza a lungo perch il vescovo
si sentisse in dovere di ripetere lui stesso la domanda al
prete: In effetti, chi ha deciso che dovesse essere cremato?.
Il prete esit e ancora una volta Arne Pedersen ne approfitt
per sparigliare le carte e ripartire da capo.
Forse non ha molto senso cominciare da questo punto,
sar meglio tornarci in un secondo momento.
Arne guard il prete. Vorrei che con parole sue ci raccontasse
tutto quel che sa di Jorgen Kramer Nielsen, nel rispetto
del segreto confessionale a cui  legato.
Il prete parl. Non ne ricavarono grosse novit, ma si
consolid il ritratto del postino come di un uomo poco socievole.
La loro relazione di coinquilini era pi che civile,
persino amichevole, ma priva di coinvolgimento personale.
Se non altro Konrad Simonsen e Arne Pedersen trovarono
risposta ad alcune delle domande che si erano posti il giorno
prima. Negativa, per lo pi. In sostanza, stando a quel che ne
sapeva il prete, il postino non aveva stretto particolari legami
con nessun membro della comunit parrocchiale, dell'incidente
aereo non aveva idea, e l'unica persona che ricordava
avesse mai fatto visita al vicino era un idraulico. In rarissime
occasioni, aveva avuto l'impressione che al primo piano ci
fossero due persone, anche se... ecco, non ne era proprio sicuro.
Un unico argomento continuava a mostrarsi degno di
interesse: la conversione al cattolicesimo da parte del defunto.
Ci spieghi un po' meglio questo punto.
Fu un cambiamento a cui Jorgen pensava da tempo, da
molto prima che io e lui ci conoscessimo. La sua concretizzazione
 dovuta al fatto che io fossi una delle tante persone
intenzionate ad acquistare la casa che aveva messo in vendita.
Se fosse stata solo una questione di soldi, io sarei stato
escluso dall'acquisto. Con questo non voglio dire che io abbia
ottenuto la casa in regalo, lungi da questo, e d'altronde
ve ne sarete accertati anche voi.
Arne Pedersen conferm: Certo, risulta tutto in regola.
E rispetto ai valori di mercato dell'epoca, non  che la casa
sia stata venduta a un prezzo cos conveniente.
Konrad Simonsen fece un sorriso. Arne Pedersen non
aveva idea di che cosa stesse parlando.
Eppure altri avevano offerto di pi. Io non me lo potevo
permettere. Ma tutti i pretendenti' furono invitati, a uno a
uno, a partecipare a un breve colloquio che si tenne presso
l'ufficio postale. Jorgen voleva essere sicuro che non avrebbe
finito per abitare con qualcuno che non gli piacesse. Non
appena si accorse che ero un prete cattolico mi parl del suo
desiderio di convertirsi. Com' naturale, gli promisi che se
davvero quella era la sua predisposizione lo avrei aiutato,
sottolineando al tempo stesso e con forza che ci non sarebbe
dipeso dal fatto che scegliesse di vendere l'abitazione a
me o meno. Ciononostante, credo che sia stato comunque
decisivo nella sua scelta di individuare me come acquirente.
Sa perch avesse deciso di trasferirsi al primo piano? E
per quale ragione ha venduto la casa?
Lo so, certo. Stando alle sue dichiarazioni, perch non
aveva pi voglia di prendersi cura del giardino.
Che per non  cos grande.
No, ma questo fu ci che mi disse. Quanto alla vendita,
si era deciso a questo passo perch l'inquilino del primo piano
si era trasferito in una struttura protetta. Questa fu la
motivazione concreta.
Konrad Simonsen pens che la cosa coincideva perfettamente
con il periodo in cui Jorgen Kramer Nielsen aveva
allestito la sua galleria di specchi in soffitta, nove anni prima,
a giudicare anche dal massiccio acquisto di spray per pulire i
vetri, testimoniato dagli scontrini del Netto. Ma una parte
dei collage con le fotografie della ragazza l'aveva di certo creata
molti anni addietro.
Arne Pedersen scrut il prete: Stava dicendo che
Kramer Nielsen meditava da tempo di convertirsi?.
Da molto tempo, s.
Perch?
Non posso rispondere.
Perch non lo sa?
Non posso rispondere.
I sottoposti di entrambi i capi scossero afflitti la testa, e
Konrad Simonsen registr che l'ultimo non posso rispondere
era in realt un chiarissimo no. Arne Pedersen concluse la prima
parte con un breve riassunto delle informazioni che il prete
conferm. Poi diede un altro colpetto affettuoso al questore
e disse: Questi erano i fatti in generale, ora se permettete....
Il questore si intromise. Un momento, lei ci ha promesso
di dirci perch Jorgen Kramer Nielsen  stato cremato!
disse rivolgendosi di nuovo al vescovo.
Konrad Simonsen era deliziato dalla piega che aveva preso
la conversazione. Quella che era partita come una semplice
domanda su chi avesse deciso la cremazione e sul perch
ci fosse avvenuto, veniva ora presentata come la promessa
di una risposta. Per di pi al vescovo, che non aveva idea
della situazione. S, ha ragione. Allora, perch abbiamo
scelto la cremazione?
Il prete rispose dopo un breve attimo di riflessione: Sono
stato io a prendere la decisione. Jorgen Kramer Nielsen
desiderava essere cremato.
Dopo una lunga pausa il vescovo gli chiese: Te l'aveva
detto lui?.
Il prete era sulle spine. No... non direttamente, ma lo
sentivo. Aveva... aveva paura del buio, rispose riluttante.
Le parole non avevano neppure fatto in tempo a uscirgli
di bocca che Arne Pedersen gli mise sotto il naso una fotografia.
Aveva forse a che fare con questa?
S, ma non posso dire altro.
Conosce questa ragazza?
No.
Non sa neanche come si chiama?
No.
Le domande cadevano a valanga, mentre Arne Pedersen
non staccava lo sguardo da quello del prete.
Sa qualcosa sul suo conto?
Non posso rispondere.
Se non sapesse niente di lei, potrebbe rispondere?
In tal caso non ci sarebbe niente da dire.
Quindi potrebbe?
S.
In caso io le chieda se  morta, mi pu rispondere?
Lo farei volentieri, ma non posso.
 morta?
La porta si apr e un'allieva dai capelli rossi della segreteria
del questore entr con un vassoio di nuove bottiglie di
acqua minerale. Senza dire una parola, ma con un sorriso
gentile sulle labbra, la ragazza ritir le bottiglie vuote e spar.
Neppure Konrad Simonsen riflett pi di tanto sulla faccenda.
Le procedure venivano sempre un po' distorte quando
c'erano di mezzo i capi. Arne Pedersen ripet la domanda che
aveva posto prima dell'interruzione: E morta?.
Non posso rispondere.
Il tempismo del questore fu stupefacente. Con un mezzo
secondo di anticipo sul vescovo, disse rivolta ad Arne: Qui
c' qualcosa che non quadra.
Il vescovo rincar la dose: Lo penso anch'io.
Il prete si gett avidamente sulla pausa che segu, senza
rendersi conto di cosa stesse accadendo intorno a lui. Ed era
chiaro che non se n'era accorto nemmeno Arne Pedersen,
che domand al vescovo: Qual  il problema?.
Il problema  che la ragazza  appena uscita da l, rispose
l'alto prelato indicando la porta che aveva varcato l'allieva.
Il questore aveva una voce stridula quando bacchett
il suo sottoposto: Cerchiamo di gestire meglio i reperti fotografici,
Arne, questo episodio  molto imbarazzante.
Arne pass in rassegna la cartelletta. La fotografia della
giovane allieva dai capelli rossi la lasci sul tavolo davanti al
prete. Sono molto rammaricato, disse guardando nel vuoto.
S, la ragazza che  appena uscita  due-tre anni pi vecchia
di quanto l'altra non abbia fatto in tempo a diventare.
Per la prima volta il prete osserv la foto con attenzione.
I suoi occhi addolorati vi indugiarono a lungo, prima che
Arne la riprendesse per sostituirla con quella di una ragazza
pi giovane, bellissima, che il laboratorio di Kurt Melsing
aveva come per magia fatto emergere dalle nuvole. O forse
 lei a essere morta?
Il vescovo scosse pesantemente la testa. La storia comincia
a diventare troppo ingarbugliata per me. E comunque,
giovanotto, ha gi ottenuto la risposta alla sua domanda,
non crede? Perci non credo che potremo offrire un ulteriore
contributo.
Arne Pedersen lasci cadere l'argomento. Poi svicol
con disinvoltura fra un paio di punti irrisolti riguardo al luogo
in cui era stato ritrovato il defunto e infine dichiar chiuso
l'interrogatorio. Al questore non rimase che ringraziare
per la collaborazione, cosa che fece con la stessa impeccabile
formalit con cui aveva iniziato. Mi dispiace che ci sia stato
l'equivoco delle foto, si scus uscendo dalla porta, magari
torneremo sulla questione quando avremo le idee un po' pi
chiare.
Arne Pedersen arross come uno scolaretto. Ma il vescovo
era in vena di perdono e si dichiar lieto che l'interrogatorio
si fosse svolto all'insegna della collaborazione reciproca.
Sono cose che succedono, per ci piacerebbe essere
ancora d'aiuto. Nonostante tutto.
Esatto, esatto, e comunque  stato un incontro molto
piacevole. Spero che abbiamo portato rispetto alla vostra fede,
nonostante io non abbia ancora capito di che cosa potete
parlare e che cosa invece  un tab.
Il prete le indirizz un sorriso tirato: Devo cercare di
gestire meglio anch'io i miei reperti fotografici.
Nel pomeriggio Konrad Simonsen si dedic alla tinteggiatura,
un'attivit che adorava e nella quale si gett anima e
corpo non appena arrivato a casa.
Aveva avuto il permesso di utilizzare un'ala della foresteria
della Contessa trasformandola in una galleria destinata a
ospitare provvisoriamente i collage della soffitta di Jorgen
Kramer Nielsen. La scusa che accamp per giustificare la
suddetta esposizione a uso privato fu pessima: i collage si
dovevano poter vedere in un ambiente piacevole, quando
avrebbe invitato psicologi, studiosi del comportamento e fanatici
della fotografia a fornire la loro interpretazione delle
immagini. Nessuno se la bevve, ma allo stesso tempo nessuno
aveva voglia di scavare nella vera motivazione del commissario.
Alla fine, dopo un giro nel laboratorio di Kurt Melsing,
i collage erano stati trasferiti a Sollerod e confinati in un
angolo in attesa di essere esposti nella stanza rimessa a nuovo
allo scopo. Le operazioni di sgombero, nonch alcune piccole
riparazioni, erano state eseguite da un paio di operai, ma
Konrad Simonsen volle a tutti i costi dipingere la stanza e
aveva appena cominciato a mettere mano alla terza parete
quando la Contessa rincas e lo trov nel capanno. Rimase a
lungo sulla soglia a osservarlo. Alla radio suonavano una vecchia
canzone danese, che Simonsen accompagnava mimandola
mentre con cura e metodo faceva scivolare il rullo sulle
superfici davanti a s. Di tanto in tanto indietreggiava di un
passo per osservare il risultato dei suoi sforzi. Non appena si
accorse della presenza della Contessa, spense la radio. Mi
stai spiando?
Proprio cos. Com' andato l'interrogatorio di Arne?
Lui glielo spieg tenendo sempre il rullo in mano.
Ne sono usciti orgogliosi allora?
Puoi ben dirlo. Avresti dovuto vederli. Se ne andavano
in giro sottobraccio come due teenager innamorati a godersi
gli applausi del pubblico, mentre si sperticavano in complimenti
reciproci, uno spettacolo quasi nauseabondo.
E il pubblico naturalmente eri tu.
Certo, anche se alla lunga lo spettacolo  diventato noioso.
Ma quel che  giusto  giusto: hanno fatto un gioco di
sponda perfetto, regalandomi una serie di piccole ma preziose
informazioni.
Bello, no?
Il prete ha dato semplicemente per scontato che la foto
che gli era stata mostrata fosse quella della ragazza della soffitta,
e ha risposto di conseguenza. Perci non c' dubbio che ne
avesse gi sentito parlare.
S, questo l'ho capito. E Arne non ha pi paura del nostro
questore?
Ma che paura! La chiamava Gurli e l'abbracciava neanche
fosse un peluche.
Quanto mi sarebbe piaciuto vederli!
 tutto videoregistrato. Nel loro sfrenato entusiasmo si
sono dimenticati di bloccare la registrazione, e siccome non
era il mio interrogatorio, non mi sono voluto immischiare.
Aspetta e vedrai,  fantastico.
Potrebbe essere un bel numero per la colazione di Natale
di quest'anno. Comunque ero venuta per sapere quando vuoi
mangiare e per vedere come andava con l'imbiancatura.
La Contessa si guard intorno.
Diventer molto... vivace. Hai scelto colori di primavera,
a quel che vedo.
Ti piace? E non  ancora finito.
Lei si diresse verso di lui. Senza avvicinarsi troppo. Che
un'ala della foresteria si trasformasse in arcobaleno le andava
benissimo, ma al suo cardigan non voleva far patire lo
stesso psichedelico destino. Mi piaci tu. Ti stai divertendo?
S, molto.
Sei andato a fare jogging?
 ovvio, e fra non moltissime settimane potr saltare del
tutto la fase della passeggiata.
Sono orgogliosa di te, ma c' qualcosa di cui dobbiamo
parlare.
Lui s'irrigid impercettibilmente. Frasi del genere suonavano
sempre sinistre in bocca a una donna. Racconta.
Lei raccont.
Fra colleghi se ne era discusso a lungo, sia pure solo
quando il commissario non poteva udirli. N Pauline Berg,
naturalmente, con la quale nessuno sapeva bene come comportarsi
e che perci tendevano a evitare. Il capo della Omicidi
non si schiodava dalla convinzione che per risolvere l'assassinio
del postino bisognasse indagare sul suo passato. E se
si stesse muovendo nella direzione sbagliata? Non poteva
essersi trattato di un semplice furto con effrazione in cui il
ladro era stato colto sul fatto? O di un paio di giovani sbandati
convinti che nella villa abitasse un uomo pieno di soldi?
E poi ci sono molti altri scenari possibili, prosegu la
Contessa con cautela, ma tu guardi solo al passato di Kramer Nielsen,
hai la testa completamente rivolta all'indietro.
La risposta di Simonsen fu vaga e perci inquietante:
Ora chiudo un buco da cui filtrava la pioggia e stucco le
crepe, un lavoro che avrei dovuto fare da tempo.
A casa tua?
Lui ripose il rullo sul vassoio e spieg: Non  importante
che io abbia torto o ragione. Forse mi sto cacciando in un
vicolo cieco, forse no. Ricordati che nessuno al mondo si interessava
a Jorgen Kramer Nielsen quando era vivo. Ora che
 morto, lo faccio io. E per quanto mi riguarda, mi sto prendendo
del tempo per cose alle quali non avevo mai dato importanza.
Il caso e le circostanze hanno voluto che ora mi si
sia presentata l'opportunit. Dove mi porter tutto questo
non lo so. Ma finch ho te e Anna Mia a fianco, sono sicuro
che non andr tanto male.
La Contessa esplose in una limpida risata liberatoria, decidendo
all'istante di sacrificare il prezioso cardigan. La pittura
era a base d'acqua e poteva essere facilmente rimossa.
In caso contrario, avrebbe avuto un buon pretesto per andare
in centro a comprarsi un cardigan nuovo. O forse due.
Sei dolce a dirmi questo. Avevo paura che non riuscissi a
separare le cose.
Ci riesco benissimo. Ma ora non ho pi voglia di parlare
di questo.
La Contessa gli accarezz la schiena. Poi si stacc da lui:
Ho saputo che hai qualche difficolt con Pauline.
Era vero, ma lui pensava di rimandare il problema al
giorno dopo. E poi si era leggermente tranquillizzato. Tutto
sommato Pauline stava agendo un po' come lui. Solo in parte,
certo, perch per il resto la sua situazione era molto diversa.
Ma a prescindere dal cosa e dal come, bisognava aspettare.
Per ora non voleva confrontarsi con lei e basta.
La Contessa accett, le sembrava ragionevole. Era importante
che lui la prendesse con calma. Poi punt l'indice
sui collage in fondo al locale e chiese:  questa ragazza
qui?.
Lui guard nella direzione indicata.
"... mi sembra di capire che non devo essere gelosa, o
sbaglio?
Che vuoi dire? Non la conosco. E poi Arne ha praticamente
costretto il prete a confermare che  morta. La soffitta
era il suo mausoleo.
E ora gliene costruisci tu uno nuovo?
Pass un po' di tempo prima che Simonsen desse una
risposta, e quando si decise prov a farla sembrare una battuta.
Senza riuscirci. Sai com', era abituata alla luce.
E Rita? Anche lei era abituata alla luce?
Quel nome si insinu fra di loro. La Contessa aveva tirato
a indovinare, ma prima o poi si sarebbe arrivati a quel punto.
Lui non sapeva cosa rispondere, cos gliss.
Quella ragazza che distribuiva fiori, quella che hai malmenato
alla manifestazione... l'hai incontrata anche dopo,
non  cos?
S.
E si chiamava Rita?
S, ma questa  la mia storia e la racconter quando ne
avr voglia. Adesso voglio finire di dipingere.
A lui la cosa sembrava ragionevole, ma la Contessa lo
ignor: E ancora viva?.
Non lo so, ma penso proprio di s. Perci se credi che
stia allestendo tutti questi preparativi per lei, sei
completamente fuori strada.  questo che hai pensato?
Temuto, pi che pensato.
Lui si piazz di fianco ai collage e prov a stabilire un
contatto con il viso fra le nuvole che appariva sul primo di
essi. Dopo esserci riuscito, disse: Lei era pi bella di Rita.
Era pi bella della maggior parte delle donne.
Sono stato promosso a persona sensata ora?
S, senz'altro. Per premio avrai broccoli, cavolo e pomodori
fra mezz'ora.
E se fossi stato bocciato?
Avresti avuto broccoli, cavolo e pomodori fra mezz'ora.
Aveva incontrato Rita due giorni dopo la manifestazione.
In quel periodo abitava in un appartamento a Bronshoj. Stava
lavando i piatti del giorno prima - lo ricordava benissimo -
quando avevano suonato alla porta. Uno squillo prolungato,
aggressivo. And ad aprire e vide davanti a s due ragazze.
Su come avessero trovato il suo nome e indirizzo, nessuna
delle due si era lasciata sfuggire una sillaba, e lo stesso valeva
per i loro nomi. Erano andate a trovarlo con l'unico scopo di
mostrargli quel che aveva fatto. Nonostante i venticinque anni
trascorsi da allora, Konrad Simonsen ricordava con spietata
chiarezza la vergogna che aveva provato nel vedere i lividi
blu di Rita, quando quest'ultima si era sollevata la t-shirt
sopra la testa. All'epoca non andava di moda portare il reggiseno,
cos come non era ben visto fare ammucchiate sul
pianerottolo, perci, quando aveva sentito una porta aprirsi
con forza al piano di sopra e un rumore di passi lungo le
scale, Simonsen non aveva avuto altra possibilit che trascinare
le ragazze nel suo appartamento. L'oltraggio al pubblico
pudore non era uno scherzo negli alloggi popolari che il
welfare state danese metteva a disposizione, e meno che mai
se a macchiarsene fosse stato un agente di polizia da cui ci si
aspettava che fosse un baluardo contro il degrado e la sovversione
giovanile, sia sul piano etico sia sul piano politico.
Era occorso un bel po' di tempo per far capire alle sue
riluttanti ospiti che alla manifestazione ci era andato gi pesante
perch aveva avuto paura. In un primo momento Rita
e l'amica avevano pensato che stesse scherzando. Gli sbirri
erano dei fascisti, che obbedivano al tacito ordine dello stato
di massacrare di botte quanti pi dimostranti fosse possibile.
Usate i manganelli e picchiate duro, usate i manganelli e picchiate
duro. Non ricordava la voce stridula al megafono,
mentre la folla veniva bastonata e il sangue scorreva a fiumi?
Lui era rimasto della propria opinione: la verit era che odiava
le manifestazioni e lo stesso valeva per la maggior parte
dei suoi colleghi. Quando erano schierati in assetto antisommossa,
poi, quel giorno, poco prima che la picchiasse... Dio,
non ricordava di aver mai avuto tanta paura. O meglio, lo
ricordava eccome, perch gli era toccato il crowd control anche
alla manifestazione precedente. Alla fine le due ragazze
gli avevano creduto, ma lui ormai era un fiume in piena e non
moll l'argomento. E i cileni allora? Non avevano forse paura
anche loro? Paura dei carnefici di Augusto Pinochet, dopo che
la CIA aveva rovesciato e assassinato il presidente Salvador Allende?
Ma era poi il Cile o qualche altro stato sudamericano?
Non ricordava esattamente. Rita aveva sempre un popolo
sottomesso da portare a esempio. Forse erano i palestinesi
ad aver paura, eh s, loro ne avevano certo motivo. Ripresero
a discutere, ma capivano entrambi che il fatto che i palestinesi
dei territori occupati avessero paura, non significava che
lui non potesse provarne altrettanta a Osterbro. Alla fine le
due ragazze avevano accettato la sua spiegazione e lui si era
scusato con Rita, dicendole che gli dispiaceva moltissimo. Il
che fra l'altro era vero.
A quel punto credeva che se ne sarebbero andate. Neanche
per sogno. Invece di togliersi dai piedi, le due amiche
avevano cominciato a ficcanasare dappertutto nel suo appartamento,
senza inibizione alcuna, come se fosse la cosa pi
naturale del mondo. Rita si era diretta nella camera da letto
per ispezionare il suo guardaroba, lui l'aveva seguita nascondendo
alla bell'e meglio le mutande che non aveva fatto in
tempo a gettare nella cesta del bucato. Nel frattempo l'amica
di Rita la chiamava urlando dalla cucina - dove lo nasconde il
sale questo qui? Aveva fame e perci aveva messo a bollire
l'acqua per il riso. Lui corse ad aiutarla, poi sent delle urla
provenire dal soggiorno. Rita aveva addosso la sua divisa di
poliziotto. Era di parecchie taglie pi grande di lei, tanto che
sembrava quasi nuotarci dentro, ma questo non pareva darle
il minimo fastidio. Era uscita sul balcone e bloccava a gran
voce gli occasionali passanti gi in strada. Simonsen aveva
cercato di costringerla a rientrare, ma lei si era aggrappata
con forza alla ringhiera. Alla folla che gli urlava contro, lui
aveva risposto con un sorriso tirato, poi si era scusato con il
vicino che nel frattempo era uscito sul suo, di balcone. Nel
frattempo l'acqua nella pentola in cui bolliva il riso era traboccata.
L'amica di Rita gli sbarr la strada mentre correva
verso la cucina. Eri proprio tu da piccolo? Che tenero! Aveva
messo le grinfie sull'album di famiglia. Spense la fiamma e
mise in salvo il pranzo, mentre Rita offriva all'asta il suo casco
da poliziotto al capannello di gente che aveva radunato
dabbasso. L'incasso andr tutto all' associazione In difesa dei
gatti, tutto a In difesa dei gatti, chi offre venti corone? Venti
corone, chi offre di pi? Venticinque? Ehi, tu con la cravatta,
hai l'aria di uno che ha la grana, non vuoi offrire venticinque
corone?
Era impossibile controllare una situazione del genere. Ci
rinunci.
La sera avevano bevuto t e guardato la tv. La tv A COLORI !
Era il suo vanto. Anche se Rita, prima che iniziasse il film,
l'aveva definita un passatempo per colletti bianchi, dandogli
pacche di scherno sulle spalle. Il televisore era un Arena ventuno
pollici, con un bel telaio di teak e un audio limpido che
arrivava fino alla cucina senza distorsioni. L'aveva acquistato
a rate un paio di anni prima per vedere l'atterraggio sulla
luna degli astronauti americani. Il primo passo su un corpo
celeste sconosciuto, un'immagine che - ne era certo - avrebbe
fatto parte dei suoi ricordi di giovent una volta diventato
vecchio. E poi quella comunicazione cos diretta, e per di pi
a colori. Ma l'incerto, storico passo che fece Neil Armstrong
non divenne mai la foto simbolo della sua giovent. Quel
compito sarebbe toccato a un'altra immagine. Ironia della
sorte, in bianco e nero.
La Contessa mise in fuga i suoi pensieri. Hai della vernice
gialla fra i capelli, Konrad. Devi farti un bagno prima di
andare a dormire, la mia stanza da letto non la voglio color
canarino.
Lui promise che l'avrebbe fatto. Poi pens che la stanza
da letto era improvvisamente diventata la sua, della Contessa.
In altre circostanze era la loro, per esempio quando c'era
da fare il cambio delle lenzuola.
Hai la testa da un'altra parte, a che cosa stai pensando?
Erano seduti sul divano, dopo cena, la Contessa con un
libro in mano e lui con un quotidiano che non stava leggendo.
A una fotografia che mi  venuta in mente.
La fotografia mostrava un uomo sulle scale ripreso di lato.
La testa stempiata e le mani giunte erano in netto contrasto
con il lungo cappotto nero e le scarpe tirate a lucido.
L'uomo era in ginocchio. Alle sue spalle si vedevano fotografi,
spettatori occasionali e un unico agente con galloni sulle
spalline e berretto. Tutti avevano gli occhi puntati sull'uomo,
ma si tenevano a rispettosa distanza, come se gi sapessero
che quell'imprevedibile attimo sarebbe diventato storia. Sullo sfondo, si potevano scorgere le sagome delle case, gli
squallidi isolati tirati su in fretta e furia. Nella citt dove tutti
gli edifici erano nuovi. La fotografia del cancelliere tedesco
che si inginocchiava davanti al monumento al ghetto di Varsavia
fece il giro del mondo e Willy Brandt era l'unico politico
stimato e visto con ammirazione sia da lui, sia da Rita. E
da diversi milioni di altre persone. La Germania aveva un
cancelliere che univa invece di dividere, mica roba da poco
in un'epoca di rivolte giovanili. L'uomo in ginocchio sulla
scalinata ricevette il Nobel per la pace, e mai quel premio fu
pi meritato.
La Contessa domand: Di che fotografia si tratta?.
Di quella di un grande statista, il pi grande della sua
generazione.
Lei ne indovin subito il nome, ovviamente. D'altronde
non era cos difficile. Lui and a farsi il bagno.
Fin dal momento in cui suon la sveglia, costringendolo
ad aprire gli occhi, Konrad Simonsen pens che la giornata
che stava per iniziare non gli piaceva. Una sensazione che
non miglior affatto nel corso della mattinata, visto che non
era ancora riuscito a mettersi in contatto con Pauline Berg. A
rispondergli era la solita segreteria telefonica, di cui ora aveva
davvero le scatole piene. Fece colazione con il muso lungo
e la Contessa lo lasci in pace. A poco a poco era diventata
brava a captare i suoi stati d'animo e ad adattarvisi, se le andava
a genio. Quella mattina era gi pronta per andare al lavoro.
Lui la salut con un bacio distratto e frettoloso. Dopo
che la Contessa se ne fu andata, Simonsen riordin il tavolo
della colazione, poi diede un'occhiata poco convinta al giornale
del mattino e infine si rec a Frederikssund.
Il capodistretto si rivel persona piacevole e di buon senso.
Accolse Konrad Simonsen nella guardiola perch il suo
ufficio era in ristrutturazione. Si sedettero in un angolo dove
nessuno poteva disturbarli e il capodistretto gli fece un breve
resoconto del decesso su cui Pauline Berg si era gettata credendolo
un caso di omicidio.
Una donna venticinquenne, Juli Denissen di Frederiksvaerk,
era stata ritrovata morta il 10 giugno al Melby Overdrev, un
vecchio campo per esercitazioni militari dalle parti di Kattegat,
fra Asserbo e Hundested. Era una zona protetta e inserita
nel Parco nazionale di Kongernes Nordsjaelland. La scoperta
del cadavere era avvenuta in circostanze sgradevoli.
Era stato infatti il pianto insistente e disperato della figlioletta
di due anni della donna ad attirare un guardaboschi della
piantagione attigua. Era un decesso insolito, in parte per la
giovane et della ragazza, in parte perch era avvenuto in un
luogo relativamente isolato. Era diventato quindi oggetto di
un'accurata indagine da parte della polizia del Nordsjadland,
che per non vi aveva trovato niente di sospetto. Il referto
dell'autopsia aveva confermato in modo inequivocabile che
la donna era morta a causa di una grave emorragia cerebrale,
pertanto il caso fu classificato come morte naturale e archiviato.
Juli Denissen era stata cremata nella Kregme Kirke
sabato 2 agosto.
Il capodistretto concluse: Grosso modo i fatti sono questi.
Naturalmente c' una lunga serie di dettagli sui quali ho
sorvolato. Ho un paio di cartelle che pu prendere, se vuole,
cos potr leggere tutto.
Konrad Simonsen scosse energicamente la testa. No
grazie, ne faccio volentieri a meno. Non ho il minimo dubbio
sulle cause naturali del decesso.
 confortante saperlo. Ciononostante il capo della polizia
le ha inviato una relazione sulle circostanze della morte
della donna. Abbiamo ricevuto una mail ieri, ma di sicuro lei
ne  gi al corrente. Spero davvero che non saremo costretti
a impegnare altre risorse su questo caso, perch sarebbe una
perdita di tempo.
Simonsen assicur al capodistretto che non c'era nessun
caso in ballo, e che la trasmissione dei dati era avvenuta solo
ed esclusivamente perch la polizia del Nordsjadland potesse
avvertirlo nell'eventualit che qualcuno... rimestasse nel
torbido. Non riusc a trovare un'espressione migliore, comunque
l'uomo afferr chiaramente il concetto e ribad:
Rimestare nel torbido, certo, pu ben dirlo. Ma l'unica persona
che lo sta facendo  la sua collaboratrice, l'agente Pauline Berg.
S, purtroppo. Mi dica che cosa ha combinato.
Niente di pi di ci di cui abbiamo parlato al telefono.
Ora per posso anche lavarmene le mani, la faccenda non 
pi di mia competenza.
Vorrei che apponesse un contrassegno sulle due cartellette
di cui mi parlava, in modo che possano essere esaminate
in caso di eventuali sanzioni da parte mia o sua.
Volentieri. Mi dica, non riesce a entrare in contatto con
lei?
Sfortunatamente  piuttosto difficile. Sollev una mano
nell'aria: "... so bene che non  una buona scusa, si giustific,
ma la situazione di Pauline non  affatto normale,
come le ho spiegato.
Soffre di PTSD?
PTSD, Post Traumatic Stress Disease, sindrome da stress
postraumatico. Konrad Simonsen ci aveva fatto un pensiero.
Il comportamento di Pauline al lavoro era a volte vicino
all'autodistruzione. Cacciava se stessa e le persone che la circondavano
in situazioni che finivano per farla sentire... difficile
spiegarlo... rifiutata, schiacciata o semplicemente ignorata.
Sapeva che per molte persone questa fase precedeva quella
in cui si autoinfliggevano un intenso dolore fisico. Entrambe
le reazioni avevano lo scopo di soffocare la situazione
postraumatica a cui erano state esposte. Ma lui non era uno
psichiatra, perci non se la sentiva di appioppare ad altri diagnosi
mediche improvvisate.
Rispose sincero: Non lo so. A volte  di umore instabile,
altre lavora come prima del rapimento. Naturalmente noi
speriamo che col tempo trovi un suo equilibrio. Ma temo
che consideri la morte della giovane donna come una chance
per indagare su un caso che sia solo suo. E c' un'altra cosa:
mentre Pauline era rinchiusa nel bunker, la donna (Juli Denissen)
si rivolse a me fornendomi un'informazione che fu di
fondamentale importanza per farci localizzare il bunker stesso
prima che fosse troppo tardi. Credo che Pauline metta le
due cose in relazione, che senta di dovere qualcosa a questa
donna, se cos posso dire. Ma  solo un'ipotesi, non ne ho
mai parlato con lei. Comunque non c' dubbio sul fatto che
ora come ora eviti sia me che tutti gli altri superiori.
Il capo distretto capiva e di certo non era insensibile alla
delicata situazione di Pauline Berg, di cui conosceva le cause,
come quasi tutto il corpo di polizia danese.
Nel pomeriggio Pauline ha un appuntamento con qualcuno
che le mostrer il luogo in cui  morta la donna, disse
l'ufficiale.
Con chi? Non con qualcuno di voi, spero.
Con i parenti della donna, il patrigno e la sorella.
Come lo sa?
Il marito della sorella ci ha telefonato ieri. E frustrato
per via del... come chiamarlo, coinvolgimento della moglie e
voleva sapere per quale motivo abbiamo riaperto il caso. Fra
l'altro  la sorella di Juli per modo di dire,  solo un'amica
molto stretta.
Il capodistretto gli mostr sulla cartina il punto in cui era
morta la donna. Konrad Simonsen ringrazi. Poi parlarono
per qualche minuto del pi e del meno, di conoscenti comuni
e della nuova riforma della polizia.
Mentre Konrad Simonsen si avviava alla porta, dopo essersi
stretti la mano, l'altro gli domand: E vero che la conosceva?
La donna che  morta, intendo.
No, non la conoscevo, rispose il commissario dopo
una breve esitazione.
Konrad Simonsen cerc di trasferire le indicazioni del
capodistretto al suo GPS. Senza riuscirci. Per un attimo valut
l'ipotesi di tornare indietro per chiedere ulteriori ragguagli,
poi decise di fermarsi a Frederiksvaerk, dove senza difficolt
trov la casa della cultura in cui operava anche l'ufficio
turistico. Mangi un ottimo burger light accompagnato da
un'insignificante insalata e si fece dare un piccolo pieghevole
con al centro una mappa della zona che gli interessava. L'addetta
alle informazioni gli aveva segnato il percorso con la
penna. Risalito in macchina, segu le sue indicazioni e lasci
la strada principale subito dopo aver raggiunto Asserbo. A
quel punto si inoltr in un sentiero nel bosco alquanto dissestato,
che lo costrinse a un continuo slalom per aggirare le
buche. Dopo dieci minuti di percorso la strada sfoci in un
ampio parcheggio. Posteggi la macchina nell'angolo pi remoto,
quasi a ridosso della spiaggia, scese e si guard intorno.
La zona era circondata da blocchi di granito dipinti di
bianco, con una fila di querce battute dal vento al centro.
Oltre alla sua macchina, ne vide solo altre due. Pioveva, non
molto, giusto un paio di gocce qua e l, ma abbastanza da
indurlo a prendere l'ombrello dal bagagliaio, senza aprirlo.
Cominci a risalire una delle dune che portavano alla spiaggia.
Era piuttosto ripida, tanto che pi di una volta dovette
aggrapparsi a un ciuffo di loietto marino per avanzare. Giunto
in cima, gli si apr davanti la vista del mare verde e impetuoso,
con le bianche creste spumose che apparivano e scomparivano
all'orizzonte, dove cielo e acqua si confondevano.
Alla sua sinistra la costa si curvava in un arco regolare, si interrompeva
in un promontorio e proseguiva pi avanti, punteggiata
dalle tegole rosse di un gruppo di case di Hundested.
Il vento sibilava nelle orecchie del commissario e, se si
voltava nella sua direzione, il suono che esso produceva sembrava
quello di una tela che sventolava con tale forza da coprire
persino il mugghio della risacca.
Simonsen rimase per un po' a osservare lo scenario. Poi
scese verso la sabbia e si incammin in direzione nord attraverso
il campo che si apriva a perdita d'occhio fra dune e
piantagioni. Qui era al riparo dal vento, ma intanto la pioggia
si era intensificata, costringendolo ad aprire l'ombrello. Il
sentiero che stava percorrendo diventava qua e l solo un
labile tracciato. Che a un certo punto lo condusse a un cartello:
un cerchio giallo con una mezza bomba nera da cui si
sprigionavano schegge stilizzate in un arco rosso. La grafica
era pessima, ma sul messaggio dell'insegna non potevano esserci
dubbi: la zona era un ex campo di esercitazioni militari
e chi vi si avventurava lo faceva a proprio rischio e pericolo.
Il commissario prosegu. Su e gi sulle soffici dune, dove
l'erica cresceva fitta lasciando pochissimo spazio a corti ciuffi
di fiori che spuntavano dalla sabbia. Esplor la zona, senza
vedere altro che natura. Di tanto in tanto si fermava a guardare
se qualcuno avesse cercato riparo dalla pioggia nella
piantagione accanto a lui. Il margine del bosco era delimitato
da vecchi pini marittimi, che con le loro cortecce arrossate e
le cime ricciolute assomigliavano a una pagina a colori dei
libri d'avventura della sua infanzia: invitanti ma anche un
po' pericolosi. Di esseri umani non ne vide.
Dopo una passeggiata di neanche dieci minuti avvist
due sagome scendere dalla cima di una duna in fondo. Cambi
direzione e si diresse verso di loro. Avvicinandosi, si accorse
che una delle due persone era Pauline Berg. Acceler
il passo, sforzandosi di affrontare la situazione con la massima
calma possibile al momento dell'incontro. Non aveva
niente da guadagnare a gonfiarsi di rabbia come un pallone.
Le due donne erano bagnate fradice. Nessuna di loro era
vestita in modo adeguato al clima. Il commissario salut con
garbo Pauline Berg, come se niente fosse, poi si present alla
sconosciuta che la accompagnava. Lei si present a sua volta,
stringendogli la mano.
Linette Krontoft era una corpulenta ventenne chiara di
capelli, con un paio di occhi blu ravvicinati e un sorriso triste,
di certo dovuto alla situazione. Konrad Simonsen not
che aveva denti insolitamente bianchi e regolari, poi pens
anche che avrebbe avuto bisogno di fare uno o due scioperi
della fame, e infine che non aveva nessuna voglia di incontrarla
in una circostanza come quella.
Allora, dov' stato trovato il cadavere? domand con
calma.
Linette Krontoft indic il fondo dell'avvallamento su cui
si trovavano. Il commissario offr il suo ombrello alle due
donne, che ne avevano bisogno pi di lui. Poi scese a piccoli
passi laterali lungo l'avvallamento, si ferm e guard prima
l'arco di dune che lo circondava, quindi la terra coperta di
sabbia, nella quale era affondato con un piede. Infine risal.
Cattur lo sguardo di Pauline Berg e pens che i suoi occhi
ostili non promettevano nulla di buono. Linette Krontoft lo
attacc: Lei non  certo qui per aiutarci, ma per ostacolare
il lavoro di Pauline, non  cos?.
Lui non rispose, si limit a spostare lo sguardo dall'una
all'altra delle due donne, sentendo pi che mai voglia di una
sigaretta. Quando si decise a parlare, lo fece misurando ogni
parola. Voi due avete una scelta. Volete ascoltarmi?
Accettarono con riserva, Pauline persino con aperta contrariet.
Se continuate le ricerche per conto vostro e senza di me,
vi renderete presto conto che non avrete nessun appoggio o
risposta da nessun ramo della polizia, poich tutte le persone
che furono d'aiuto in questo caso, quel 10 luglio, riceveranno
da me una lettera con l'ordine di ignorarvi nell'eventualit
in cui vi rivolgeste a loro. La seconda possibilit  invece
che noi tre prendiamo contatto, in via ufficiosa e privata, con
un eccellente patologo di mia conoscenza. Devo per avvertirvi
che ci vorr del tempo per ottenere un appuntamento e
nell'attesa ve ne dovete stare tranquille. Se il patologo, dopo
aver esaminato il referto dell'autopsia, esprimer il minimo
dubbio sulla natura della morte di Juli Denissen, vi prometto
che istruir un'indagine ufficiale. Se al contrario confermer
che la causa del decesso  stata naturale, sarete voi a promettermi
di lasciare Juli in pace.
E al professor Arthur Elvang che si riferisce? domand
Pauline. Erano le prime parole che aveva pronunciato
da quando si erano visti. Il commissario si volse verso di lei.
S, si riferiva proprio ad Arthur Elvang. Poi aggiunse: Ora
torno indietro e risalgo in macchina, dove aspetter un
quarto d'ora prima di ripartire. Se avrete deciso di collaborare
con me prima di quel momento, continueremo a parlarne, altrimenti
aspetto in serata una telefonata da te, Pauline.
Dopodich se ne and senza aspettare la loro reazione e
senza riprendersi l'ombrello.
Ricevette la risposta solo la sera. Pauline Berg lo aveva
chiamato. Lei e il gruppo avevano discusso della proposta
del commissario e deciso di accettarla, con la condizione di
terminare prima le riprese dell'appartamento di Juli, visto
che stava per essere sgomberato. Il gruppo, per l'amor del
cielo, e quel confidenziale Juli, senza cognome... era tutto
assurdo. Simonsen scosse la testa avvilito, ma contemporaneamente
si congratul con Pauline per aver preso l'unica
decisione ragionevole. Poi d'un tratto, non appena lui le
chiese con la massima delicatezza se sarebbe tornata al lavoro
luned, Pauline scoppi a piangere. Era proprio un'incapace,
lo sapeva da s. Era impossibile contare su di lei. Le
autoaccuse si succedevano senza sosta. Lui non aveva idea di
cosa dire, n riusciva a indovinare come avrebbe trascorso la
successiva mezz'ora. Quando, come Dio volle, Pauline la
smise, tirando su con il naso e chiedendo scusa per questo e
quello, il commissario si vers un bicchierino di cognac per
la prima volta da mesi e lo bevve tutto d'un fiato, senza neppure
un pizzico di senso di colpa. Dopodich spense il cellulare,
accese la tv e si addorment.
La Contessa lo svegli un'ora dopo, al suo ritorno, e annusandolo
si accorse immediatamente che aveva bevuto. Lo
rimprover: la sua salute non poteva tollerare quegli strappi
alle regole, se lo voleva ficcare in testa? La giornata si concluse
cos nello stesso modo antipatico in cui era iniziata. Quella
notte Simonsen dorm nella sua stanza al primo piano.
L'estate, prolungatasi per via dell'anomala ondata di caldo
all'inizio del mese, era ormai finita. Il tempo era diventato
instabile e ventoso, le mattinate fredde. Konrad Simonsen
dovette fare uno sforzo per riprendere le sue corsette, che
peraltro aveva iniziato ad apprezzare, ma non era divertente
correre controvento e certo non con tutti i tipi di clima.
L'indagine sull'uccisione del postino Jorgen Kramer
Nielsen era in stallo. Il commissario chiam a rapporto Arne
Pedersen e la Contessa per cercare di smuovere le acque,
visto che ce n'era davvero bisogno.
Si riunirono nell'ufficio di Arne mercoled 24 settembre,
di mattina.
Inizi con una panoramica sugli ultimi sviluppi, decisamente
non entusiasmanti.
Un minuscolo brandello della carta fotografica usata per
i collage era stato inviato in Germania per un'analisi tecnica.
Confrontando i prodotti cartacei di diversi periodi, gli agenti
si sarebbero fatti un'idea di quando erano stati realizzati i
collage.
Vorrei avere la data precisa di fabbricazione soprattutto
del primo, ma per ottenere una risposta ci vorr del tempo.
Perci l'unico passo concreto su questo fronte  che abbiamo
accertato che la ragazza fotografata non  n la sorella
minore n la madre di Kramer Nielsen da giovane.
I due ascoltatori gli fecero eco, n la sorella minore, n la
madre da giovane, okay, questo era stato appurato. Si vedeva
benissimo che erano entrambi impegnati in indagini che ritenevano
pi importanti, nonostante si sforzassero di commentare
i dati di Simonsen con osservazioni appropriate.
Ho pensato perci di utilizzare un po' di tempo per analizzare
lo schema delle effrazioni avvenute nel quartiere.
Non era emerso niente che lasciasse intuire che l'omicidio
fosse collegato a un furto o a una rapina finita male. La
posizione della villa, inoltre, non la rendeva appetibile a
eventuali ladri d'appartamento, che di sicuro preferivano case
pi isolate.
N furto, n rapina. Che cos'altro c'era da aggiungere? La
Contessa fece qualche tiepido commento, Arne Pedersen
guard l'orologio e Konrad Simonsen prosegu il suo breve
elenco. La cosa che pi mi secca  che non riesco a trovare
i negativi che sappiamo essere da qualche parte, e che mostrano
la ragazza dei collage. Ma non ci sono. Un'ipotesi pu
essere che chi l'ha ucciso abbia portato i negativi con s, la
sostanza per non cambia. Abbiamo passato al setaccio l'ufficio
postale e tutti gli effetti personali di Nielsen non meno
di quattro volte per luogo, con nessun altro risultato se non...
insomma, il resto lo sapete.
Aveva organizzato tre squadre da due uomini ciascuna.
Persone precise, pazienti, che non erano andate in escandescenze
quando lui, per la quarta volta, aveva dato l'ordine di
cercare i negativi che ormai nessuno di loro sperava pi di
trovare. Per fortuna la giovane coppia che ora abitava nell'appartamento
di Jorgen Kramer Nielsen si era mostrata molto
collaborativa. Marito e moglie avevano lasciato una chiave a
disposizione della polizia prima di recarsi al lavoro.
Purtroppo, la squadra incaricata di perquisire l'abitazione
aveva avuto l'idea di portarsi dietro il cane di uno dei
componenti perch li aiutasse nelle ricerche. Il marito aveva
telefonato a Konrad Simonsen non appena tornato a casa
per comunicargli che la moglie era fortemente allergica al
pelo di cane. Di conseguenza la coppia dovette essere alloggiata
in un albergo a spese della polizia finch l'appartamento
non fu ripulito da cima a fondo. Per aggiungere il danno
alla beffa, l'uomo aveva fatto rapporto anche su un'altra...
irregolarit, per cos dire.
Konrad Simonsen aveva convocato i due agenti della
squadra per un colloquio informale, che condusse parlando
molto e con toni aspri. Alla fine aveva concluso: Quella poveretta
ora non fa altro che starnutire e annaspare in cerca
d'aria perch  stata intossicata in casa sua da due fresconi
come voi. Ma ammetto che la pensata in origine era furba.
Un cane da telefilm, un commissario Rex, perch no? A proposito,
di che razza ?.
Uno dei due uomini fece notare che il cane era il suo. Che
era sotto addestramento e le sue prestazioni sembravano
molto promettenti. Nonostante l'imbarazzante situazione, si
capiva che era molto orgoglioso del suo animale. Gli ho
fatto annusare prima il rullino di negativi e poi alcune
fotografie. Subito dopo abbiamo esaminato battiscopa, porte,
davanzali, insomma tutte quelle zone dove prima non avevamo
trovato niente.
Il tuo cane  in calore?
No, perch?
E invece ti sbagli, ti dico che  in calore. Perch la verit
 che qualcosa l'ha trovata. La mia superaffidabile fonte non
capisce infatti come mai qualcuno abbia rovistato in una scatola
che conteneva fotografie molto private. Anzi, direi intime.
Gli ho spiegato che le impronte digitali non ci servono
per quel tipo di accertamenti. Ed  vero, verissimo, ma anche
una bella fortuna perch il fatto  che il cane era cos eccitato
che non riusciva a togliere le zampe dalla scatola con le suddette
foto.
Nessuno dei due agenti comment. Restarono muti con
gli occhi bassi e le guance in fiamme.
Non un pelo di cane. Deve sparire anche il pi piccolo,
invisibile pelo del bestione in calore. Datevi da fare con l'aspirapolvere,
come se la vostra futura carriera dipendesse in
tutto e per tutto da questa operazione di pulizia. Levatevi dai
piedi. 
La Contessa domand a Konrad Simonsen: Alla fine sono
riusciti a rimuovere tutti i peli?.
Credo di s, altrimenti sarebbe diventata una faccenda
piuttosto costosa.
Ma in s l'idea del cane non era cos malvagia. Hai fatto
la prova all'ufficio postale e al deposito che contiene gli oggetti
di Jorgen Kramer Nielsen?
Me ne sono occupato di persona e poi ho lasciato un
messaggio sulla segreteria telefonica dell'agente addestratore
di cani. Torna dalle ferie la settimana prossima, perci mi
chiamer al pi tardi mercoled.
Arne Pedersen not asciutto: Non ci scommetterei.
Konrad Simonsen fece finta di niente e prosegu nella sua
avvilente ricostruzione. L'ultimo punto  rappresentato dai
collage che al momento sono esposti a Sollerod.
Nella tua galleria, lo interruppe la Contessa.
Arne Pedersen rise, ma non di scherno. Konrad Simonsen
prosegu come se niente fosse e parl dei vari esperti che
aveva convocato perch esaminassero le immagini della ragazza
fra le nuvole. Si trattava di un paio di professionisti
della fotografia e di uno psicologo del comportamento, che
avevano straparlato di questo e di quello senza arrivare a stabilire
alcunch.
Fammi indovinare: per un solo chiarimento ci sono voluti
tecnici e psicologi?
La domanda l'aveva posta la Contessa, centrando alla
perfezione il punto.
In definitiva la mia galleria, come la chiamate voi, si 
rivelata un fiasco.
Arne Pedersen domand: E la tua chiromante? Non
l'hai consultata?.
Era il segreto peggio custodito di tutta la Sezione Omicidi
che il commissario Simonsen di tanto in tanto si avvalesse, per
le sue indagini, dell'aiuto di una chiaroveggente. Cosa che in
alcune circostanze aveva portato a conclusioni sorprendenti,
in altre non era servita a niente. E ricoverata in ospedale per
una frattura dell'anca, ma forse potrei invitarla a farsi un giro
da me una volta che avr finito la riabilitazione.
I due ascoltatori accondiscesero, dicendo che poteva essere
una proficua iniziativa e che in ogni caso danni non poteva
farne. Il commissario si sfreg le mani in un tentativo di
ottimismo. Bene bene, io mi fermo qui. C' qualcuno di voi
che abbia una brillante idea su come io possa proseguire?
Fiumi di suggerimenti originali per dare impulso alle indagini
non sgorgarono da nessun cervello. Il silenzio scese
compatto sul gruppo. Arne Pedersen fu il primo ad arrendersi:
Forse dovremmo pensarci un po' su, Simonsen, che
ne dici?.
Il giorno dopo Pauline apport il suo contributo al caso
del postino con un risultato concreto. Non epocale, certo,
ma Konrad Simonsen aveva imparato ad accontentarsi di
poco. Al suo arrivo in ufficio, gioved mattina, il commissario
la trov pronta a comunicargli con orgoglio che aveva un
regalo per lui. Che per non era incartato.
Dopo lo sfortunato tour nel Nordsjaelland, la settimana
prima, Pauline si era presentata al lavoro il luned come se
non fosse successo niente e nessuno di loro aveva fatto cenno
all'episodio. Le carte che Simonsen le aveva dato gli erano
state riconsegnate senza annotazioni e ora giacevano nel cassetto
pi in basso della scrivania del commissario, in attesa
che egli si riprendesse e andasse a parlare con il professor
Arthur Elvang per convincerlo a esaminare il referto autoptico.
Esattamente come le aveva promesso sette giorni prima
a Melby Overdrev. Lei non aveva fatto nessuna pressione,
ecco, non gli aveva neppure ricordato quella promessa, ma
Simonsen sapeva che non se ne sarebbe dimenticata e che
perci gli toccava fissare al pi presto un appuntamento con
il professore.
Al contrario di quel che si era aspettato, nella settimana
in corso Pauline era stata pi serena di quanto non l'avesse
vista da tempo. A tratti aveva avuto persino l'impressione di
trovarsi di fronte alla collaboratrice di sempre, quella di prima
del rapimento. E poi era pi socievole, e non soltanto
con lui.
Konrad Simonsen guard il suo regalo.
Il diploma di maturit di Jorgen Kramer Nielsen! Finalmente,
dove l'hai trovato?
Decorava la stanza che il padre occupava presso l'ufficio
postale fino all'arrivo del nuovo direttore. Perci  cos
ben incorniciato. Due dei vecchi postini ricordano che  stato
tte--tte con il ritratto di Federico IX e con quello della
regina Margrethe per sei mesi, fino all'incidente aereo. L'abbiamo
trovato negli scantinati dell'ufficio postale.
Il paparino era quindi contento che il figlioletto si fosse
diplomato.
Ci pu giurare. Il padre era anche il primo impiegato
dell'ufficio postale il cui figlio avesse raggiunto questo traguardo:
a maggior ragione, quindi, c'era di che vantarsi. Ma
ora guardi qua.
Cos dicendo gli porse un mucchietto di carte e spieg:
Questa  la corrispondenza fra Tom Kramer Nielsen e il
ministero dell'istruzione nell'anno 1969, e ora pu tranquillamente
iniziare a farmi i complimenti. Non immagina neanche
quante telefonate ho dovuto fare per mettere le mani su
queste fotocopie. Di tutti i carrozzoni burocratici, quelli che
meno sopporto sono i ministeri. Mentre in altri contesti la
maggior parte della gente si d subito da fare quando sente
le parole caso di omicidio e urgente, sembra che succeda esattamente
il contrario nell'amministrazione centrale.
S, ammetto che possa essere un po' pesante, perci ti
faccio volentieri i miei complimenti.
Lei gli fece un breve riassunto.
Jorgen Kramer Nielsen non si era presentato al suo ultimo
esame di licenza liceale, ovvero il colloquio di matematica.
Le cause si erano perse nella nebbia, visto che il padre
aveva pi volte cambiato versione a riguardo. Fatto stava,
per, che secondo le regole vigenti il ragazzo non poteva ottenere
la maturit: l'unica alternativa era presentarsi all'esame
alla sessione successiva per motivi di salute. Ma questo
non accadde.
Perch no? domand stupito il commissario.
Non lo so, ma il padre piant una grana pazzesca, dicendo
che il figlio non poteva prendere uno zero con il rischio
di invalidare l'intero esame. In effetti gli altri voti di
Jorgen Kramer Nielsen erano abbastanza alti da controbilanciare
un'eventuale valutazione negativa. Sull'argomento il
padre e il ministero dell'istruzione si scrissero un paio di volte,
ma al ministero ottennero il punto, forti del fatto che la
loro interpretazione delle norme vigenti fosse quella giusta. 
Ma alla fine ce l'ha fatta a ottenere la maturit?
Certo, viviamo in Danimarca, o no? Succede che uno
degli ex commilitoni di Tom Kramer Nielsen abbia fatto carriera
nel posto giusto. E diventato presidente delle scuole
superiori danesi e ai vecchi amici si d una mano quando si
pu, giusto? E allora, abracadabra! e Jorgen Kramer Nielsen
ottiene la maturit. Provi a estrarre l'attestato d'esame dalla
cornice e dia un'occhiata alla firma sul retro.
Konrad Simonsen segu il suggerimento, chiedendo nel
frattempo: Ti ci sei buttata a capofitto, in questa storia. Chi
ti ha raccontato tutti questi particolari?.
Il presidente delle scuole superiori in persona, che  lucidissimo
nonostante si avvicini ai cento anni. Ha parlato per
due ore, un incontro piacevole e molto interessante. Allora,
cosa ne pensa?
Ma  proprio lui! Il Malefico Helge in persona.
Perch lo chiama cos? Devo essermi persa qualcosa.
In realt era un soprannome ingiusto, perch il radicale
Helge Larsen fu un ottimo ministro dell'istruzione, solo che
cadde sotto il fuoco di fila delle rivolte studentesche. L'incarico
che ricopriva era un vero campo minato. Nessun politico
che occupasse quel posto poteva essere apprezzato in
quegli anni. Be', bando alle ciance ora. Certo che aveva preso
una sfilza di bei voti il nostro Jorgen.
Esatto, e guardi matematica scritta e fisica.
E ciononostante non si  presentato all'esame di matematica
orale, n ha intrapreso un percorso universitario. Come
mai?
Be', non ne ho idea, per mi sono sbagliata riguardo
all'anno in cui gli studenti bruciarono i diplomi. Non era
successo nel 1969, ma nel 1970. In Kongens Nytorv.
Pauline si ferm, solo per aggiungere pensierosa subito
dopo: Mi piacerebbe aver vissuto quei tempi, dev'essere
stato emozionante, no?.
Konrad Simonsen scosse la testa. Non per me. Io lavoravo,
e poi non mi sono mai iscritto all'universit.
Un'ulteriore spinta al caso del postino arriv la settimana
dopo senza preavviso, e per giunta in un momento inatteso
per Konrad Simonsen. Aveva preso luned e marted di ferie
dal monte ore che aveva accumulato, che us fra l'altro per
ampliare il suo repertorio di esercizi ginnici. Visto il tempo
inclemente, gli riusciva difficile effettuare il giro di jogging
quotidiano. Entro un paio di mesi, poi, rischiava di trovare
ghiaccio e neve sul marciapiede e a quel punto sarebbe stato
proprio stupido mettersi a correre. Di conseguenza si era
procurato una cyclette che aveva piazzato nella sua galleria.
Luned mattina, mentre sudava - solo per la seconda volta -
in sella alla cyclette, sotto lo sguardo benevolo della misteriosa
ragazza del poster, venne interrotto da un ospite sconosciuto.
Klavs Arnold veniva da Esbjerg. Era un omone di neanche
quarant'anni, con braccia e gambe tozze e un ampio torace.
Non c'era grasso superfluo sul suo corpo e si poteva
intuire che non molti osassero provocarlo nel bar di quartiere.
Il suo abbigliamento era pratico, per non dire trasandato.
I solidi stivali di pelle, che sarebbero stati adatti a un'esercitazione
militare d'autunno, li aveva lasciati fuori dalla porta
prima di bussare.
Mi scusi, lei  il capo della Giudiziaria Konrad Simonsen?
Il commissario rallent la pedalata mentre osservava l'uomo,
che abbass leggermente la testa per poter entrare dalla
porta.
Chi lo desidera?
Chiedo scusa, avrei dovuto presentarmi. Klavs Arnold,
sottufficiale dell'Anticrimine di Esbjerg. 
Strinse con vigore la mano a Simonsen, dopodich abbass
il carico sulla catena della cyclette. Permette? E troppo
pesante per lei, non dovrebbe tenerlo oltre il tre. E un
principiante?
Konrad Simonsen ammise alquanto brusco che s, era un
principiante. Subito dopo per si rese conto che l'uomo aveva
ragione. Smise di pedalare ma rimase in sella.
Lei invece  un esperto?
Non direi, per faccio dei turni di guardia nel fitness
center locale per far circolare l'economia.
Porse a Simonsen l'asciugamano. Non la disturber a
lungo. Io e mia moglie siamo a Copenaghen per cercare un
alloggio in vista del nostro trasferimento qui, cos ho pensato
di cogliere l'occasione per risolvere un problema che mi frulla
nella testa da un mese. Mi sono diretto in Questura e per
farla breve la sua fidanzata mi ha spedito a questo indirizzo.
E quale sarebbe il problema?
Ecco, vede, voi mi avete chiesto di scoprire dove alloggia
una certa persona che viene ogni anno a Esbjerg. Se possibile.
Ma ho avuto solo un nome che non ha ottenuto alcun
riscontro, cos ho scritto una mail e telefonato per avere pi
informazioni, tipo l'et della persona, una fotografia, cose
del genere. In un primo momento non mi ha risposto nessuno,
e la cosa si  ripetuta per un bel po'. Poi finalmente ho
ricevuto un messaggio in cui mi avete comunicato le presunte
date di arrivo e partenza dalla stazione di Esbjerg della
persona in questione.
Fece una breve pausa prima di aggiungere: Esbjerg non
 grande come Copenaghen,  chiaro, ma... ecco, non si pu
fare.
Konrad Simonsen prese atto della difficolt della faccenda.
Chi  stato a scriverle? domand minaccioso.
No, questo non glielo dico. Alcuni colleghi mi avevano
avvertito che lei pu reagire maluccio se la pungono sul vivo,
e io non sono certo venuto a mettere la gente in cattiva luce
solo per avere un po' di aiuto.
Quindi non vuole dirmi con chi  entrato in contatto?
No.
E se glielo ordino?
Non pu. Sono in ferie, e anche lei.
Konrad Simonsen studi il torace dell'uomo. Non era facile
notarlo, ma aveva occhio per questi dettagli. Lei  armato,
a quanto vedo, disse con una certa diffidenza.
L'uomo dello Jutland annu. S.
Perch?
In primavera ho ricevuto delle minacce. Anche la mia
famiglia.  sgradevole pensarlo, ma... da allora giro con la
pistola. E in casa abbiamo un'arma custodita in una cassetta
di sicurezza, perci  tutto secondo le regole. Ma non deve
credere che io sia una specie di cowboy, non  cos.
L'uomo si pass la mano sul punto in cui c'era la fondina.
Konrad Simonsen si fece pi cordiale: Vuole birra o
acqua?.
Il resoconto dell'indagine che il commissario fece al collega
fu tristemente rapido. Cosa che con fare irritante Klavs
Arnold sottoline: Non  arrivato a un granch. Posso dare
un'occhiata ai collage?.
L'uomo attravers la stanza senza dire niente. Konrad Simonsen
lo seguiva, sentendosi una specie di sorvegliante. Al
termine del giro lo jutlandese domand: Qual  il primo?.
Konrad Simonsen glielo indic. Pensiamo che sia uno
di questi due.
Rimasero senza parlare per un po', poi Arnold ruppe il
silenzio: Non  facile stabilirlo a occhio nudo, ma un
foto-tecnico potrebbe darci sicuramente una mano.
A che cosa sta pensando?
Credo che la prima foto l'abbia scattata lui durante
un'escursione, nel senso che non l'ha presa da un libro come
lei ritiene che abbia fatto. E in quella circostanza deve aver
conosciuto la ragazza, ammesso che non fosse insieme a lui
fin dall'inizio. Magari hanno fatto il famoso giro da Bergen a
Tromso, non ha detto che aveva messo da parte dei soldi per
un viaggio?
Konrad Simonsen era sbalordito e non si cur di nasconderlo.
Ma i complimenti avrebbe potuto risparmiarseli, perch
l'uomo non ci fece neppure caso.
Chi ha dipinto la stanza? prosegu Arnold. Lo ha fatto
lei? Che bella. Ai miei figli piacerebbe un mondo.
La ringrazio. Tutti gli altri pensano che sia un po' pacchiana.
Quanti figli ha?
Cinque, ma gli ultimi due sono gemelli, non potevo mica
buttarne via uno, rispose ridendo.
Perch vi trasferite a Copenaghen? Voglia di cambiare
aria?
No, accidenti, certo che no. Mia moglie ha un nuovo
lavoro e io e i ragazzi dobbiamo seguirla. Ma per me  stato
difficile trovare qualcosa. Nessuno vuole ritrovarsi uno zotico
come me fra i piedi. Alla fine per ce l'ho fatta.
E dove?
A Helsinge. Si trova fra...
Lo so dove si trova Helsinge. Di che cosa si occupa sua
moglie?
 stata eletta in parlamento. Speravo che non succedesse.
Era solo una sostituta, ma poi il parlamentare titolare si 
ammalato e ha dato le dimissioni.
Quanto tempo rimarr a Copenaghen?
Parto stasera. Domani devo rientrare al lavoro.
No, non deve. Verr nel mio ufficio invece, parler io
con il suo capo.
Perch?
Perch conosco un paio di persone con cui dovr fare
due chiacchiere.

CAPITOLO 6.

Il Sult di Vognmagergade, nel cuore di Copenaghen, era
un ristorante spazioso e pieno di luce, con una buona distanza
fra un tavolo e l'altro e un'atmosfera piacevole. Cos la
pensava Konrad Simonsen, che era arrivato all'ora stabilita,
gi sapendo che lo stesso non sarebbe accaduto con la sua
dolce met, impegnata in un giro di shopping. E i fatti gli
diedero ragione. Dopo aver ordinato del t, si era seduto a
un tavolo vicino alla vetrata e ora stava rimestando distratto
il cucchiaino nella tazza, bench non vi avesse aggiunto n
latte, n zucchero. Era in pausa pranzo e aveva la coscienza
sporca. Prima due giorni di ferie, a cui non sentiva di avere
diritto dopo il lungo periodo di assenza per malattia, e ora
una pausa che poteva facilmente prolungarsi per un'ora e
mezza, se la Contessa non si fosse fatta viva al pi presto.
La mattina non era stata del tutto soddisfacente. Sul
versante no c'era il fatto che sarebbero passati dei secoli,
prima di poter effettuare la ricerca degli introvabili negativi
fra i mobili e gli effetti personali di Jorgen Kramer Nielsen
con la collaborazione di un cane addestrato. Stando a quanto
gli aveva detto il padrone quella mattina, infatti, il cane
era raffreddato. Probabilmente era una bugia, nonch una
piccola vendetta per le seccature che aveva inflitto all'agente
e al collega di costui la settimana prima. Ma ammesso che
cos fosse, che cosa avrebbe potuto fare? Prelevare con la
forza il cane dal veterinario per sospetta assenza ingiustificata?
Naturalmente sarebbe stato possibile farne arrivare un
altro, ma questo significava perdere ancora tempo. Poco male:
tanto per quello malato gli sarebbe comunque toccato
aspettare fino alle calende greche. Un pensiero frustrante.
Aveva assegnato il caso a Pauline Berg nella speranza che la
giovane collaboratrice sarebbe stata in grado di rabbonire il
padrone del cane, in modo che quest'ultimo potesse cavarsela
un po' pi in fretta.
Era andata meglio con Klavs Arnold. Era riuscito senza
problemi a prolungarne il soggiorno a Copenaghen di due
giorni, grazie a una chiacchierata con il capodistretto di
Esbjerg. Klavs Arnold ottenne quindi un giorno libero che
gli diede la possibilit di girovagare per la citt in santa pace.
Il che era anche necessario, visto che lo jutlandese sapeva a
malapena distinguere un angolo di Rdhuspladsen dall'altro.
Oggi lo aveva presentato a un gruppo scelto di colleghi ed
era stato tutto sommato un successo. Con la Contessa fu
amore a prima vista, come lei stessa aveva detto senza remore
prima di uscire per il giro di shopping. E la scintilla sembrava
essere scattata anche fra Arnold e Arne Pedersen, il
che era un'ottima notizia. Konrad Simonsen aveva infatti
temuto che fra i due sarebbe scoppiata una guerra al testosterone
per il controllo del territorio, ma la sua preoccupazione
si rivel del tutto infondata. Al contrario, Arne aveva
dedicato parte del suo tempo ad accompagnare Klavs Arnold
in giro per la Questura, per non parlare del fatto che si
era detto subito favorevole a che l'uomo portasse con s un
agente a Esbjerg per non essere solo nelle ricerche del luogo
in cui alloggiava Jorgen Kramer Nielsen durante i suoi soggiorni
nella cittadina. Ricerche che ora, grazie alla fotografia
del postino di cui era stato dotato Klavs Arnold, diventavano
pi fattibili. Konrad Simonsen si era assunto l'impegno di
procurare un agente capace, senza esserci ancora riuscito. In
compenso Pauline Berg espresse subito e senza mezzi termini
la sua reazione alla vista dello jutlandese: sciatto e rozzo, fu
la sentenza. Il commissario aveva pensato di mandare lei a
Esbjerg con Arnold, figuriamoci! Forse per non sarebbe
stata comunque una buona idea.
Una mano si pos sulla sua spalla e lui per un attimo pens
che fosse la Contessa.
Pu essere cos gentile da smettere? E piuttosto snervante.
L'uomo seduto al tavolo accanto teneva l'indice puntato
sulla sua tazza di t: il commissario ci mise un po' a capire
che si riferiva al cucchiaino con cui da un pezzo stava
rimestando la bevanda. Simonsen si scus e allontan da s
l'oggetto incriminato. Poi diede un'occhiata all'orologio che
aveva al polso, nonostante ce ne fosse uno enorme appeso su
una parete del locale. A un certo punto sent bussare sulla
vetrata. Gir la testa e vide la sua fidanzata in strada, stracarica
di pacchi con i brand pi costosi sul mercato.
Riuscirono a sistemare buste e sacchetti sul pavimento
sotto il tavolo e a ordinare il pranzo. Konrad Simonsen butt
l: Stavo pensando di assumere lo jutlandese, o meglio di
chiedere ad Arne di farlo. Che ne pensi?.
Mi sembra una buona idea. E bravo?
Il suo capodistretto ne  convinto. E l'intuizione che Arnold
ha avuto sul fatto che i primi paesaggi sui poster della
ragazza non fossero foto di altre foto era valida. 
Per si  rivelata sbagliata, o no?
Purtroppo s. Melsing se ne era gi accertato, comunque
era un'ottima intuizione, come ho detto.
Senz'altro, ma forse  un po' poco per un'assunzione.
Ho inoltrato la richiesta di esaminare il suo fascicolo
personale, che credo mi arriver domani. Secondo me Arnold
 perfetto per le nostre esigenze e questo  ci che conta,
alla fin fine. Poi dovr sostenere un periodo di prova, come
da prassi, ma nessuno ci corre dietro, perci intanto possiamo
assumerlo e vedere come se la cava.
La Contessa si dichiar d'accordo sia sul periodo di prova,
sia sull'assunzione.
Dopo pranzo Konrad Simonsen ebbe il permesso di ammirare
gli acquisti d'autunno della Contessa. Tutti, senza
possibilit di scampo. Dalle buste veniva estratto un pezzo di
stoffa dopo l'altro, spiegato, commentato e riposto. Ci volle
il suo tempo: la Contessa aveva letteralmente mandato in fumo
la carta di credito. Konrad Simonsen fece del suo meglio,
ma alla fine non sapeva pi come variare le sue osservazioni:
non aveva pi superlativi a disposizione, il che era un problema.
Per esempio, non faceva in tempo ad apprezzare come si
conveniva una maglia, che subito doveva confrontarla con
quella precedente. Ti piaceva di pi quella lilla a righe? La
verit era che lui la maglia lilla a righe, se l'era gi dimenticata.
Ma se la Contessa lo scopriva, ecco che l'oggetto
dell'onta veniva tirato fuori di nuovo dalla busta affinch lui
potesse procedere al confronto. Quale ti sembra pi bella?
La risposta tutte e due non era ammessa, poteva scordarsela.
Come Dio volle, quella tortura a un certo punto fin. Era rimasto
un ultimo pacco, dai contorni spigolosi. La Contessa
apr la busta di plastica e mise il contenuto sul tavolo. Era
una macchina fotografica, pi precisamente una Nikon F6
Reflex, cos lesse sulla confezione. Ciononostante domand:
Che cos'?.
Il regalo di compleanno per Anna Mia. Ti ricordi? Avevamo
parlato di regalarle una macchina fotografica, che poi
 quello che desidera.
Era vero, ora se lo ricordava bene. Osserv il pacco con
aria diffidente. Lei aggiunse: Se deve avere il suo regalo prima
che vada a Bornholm, non  troppo presto comprarglielo
ora. Non  prevista per la settimana prossima, la partenza?.
S, certo, ma questo aggeggio sembra troppo costoso.
Il gesto di replica della Contessa gli fece intendere che
per lei non era un problema. Niente di sorprendente, cose di
questo genere non le interessavano davvero. Aveva ereditato
gran parte del suo patrimonio dal padre, che a detta sua aveva
accumulato una fortuna con truffe e trucchi legalizzati,
ovvero con la compravendita di appartamenti che poi ristrutturava
spendendoci il minimo indispensabile. Lei era
perci diventata ricca in et relativamente avanzata e non si
era mai abituata a gestire tutti quei soldi. Il risultato era che
li spendeva e spandeva senza per questo intaccare un granch
il patrimonio. A volte per la sua stravaganza superava i
limiti. Come ora, per esempio. Simonsen disse, piuttosto contrariato:
Se devo fare un regalo di compleanno a mia figlia,
voglio sapere quanto costa. E poi voglio pagarne la met.
Lei fece un leggero, brusco movimento con la testa, poi
spar la cifra: Quattordicimila corone per l'apparecchio e
quattromila per una lente telescopica che mi spediranno domani.
Non appena la Contessa ebbe pronunciato queste parole,
sia lei sia il commissario capirono di avere un problema.
Restarono un attimo in silenzio a scrutarsi a vicenda, poi
Konrad Simonsen disse categorico: Non va bene, devi riportarla
indietro.
E cosa c' che non va? Non te la senti di sacrificare novemila
corone per tua figlia?
Lui si sent umiliato e rispose a muso duro: Certo, cosa
credi? Ma regali di questa portata non sono usuali nella nostra
famiglia. Senza contare che umilierebbero la madre e il
fratellastro di Anna Mia, quando si presenteranno con i loro
pacchettini da cinquecento corone.
In tal caso potrai dire loro che il tuo megaregalo va a
compensare quello che non le hai fatto per la cresima. E poi,
da quando in qua ti preoccupi dei sentimenti della madre di
Anna Mia?
Simon arross fino alla radice dei capelli: So benissimo
come gestire i miei rapporti con lei senza metterla in imbarazzo,
ringhi.
Che vuoi dire con questo? Sentiamo, che vuoi dire con
questo? sibil la Contessa.
Lo sai benissimo cosa voglio dire.
Stizzita, lei radun le sue buste e usc dal locale a testa
alta e schiena dritta, lasciando la confezione con la macchina
fotografica sul tavolo.
Un'ora dopo Simonsen arriv in Questura con la scatola
della discordia sotto il braccio. Era ancora imbronciato, ma
disposto ad affrontare la questione con la fidanzata in termini
e toni pi pacati. Si rec quindi nell'ufficio di lei, senza
per trovarla. In corridoio s'imbatt in Arne Pedersen. Ciao
Simonsen. Che idea super hai avuto a mandare la Contessa a
Esbjerg!
Lui rimase a bocca aperta. Arne Pedersen not l'immagine
sulla confezione sotto il suo braccio. Guarda guarda, una
Nikon F6, una meraviglia, a quanto pare. Posso vederla?
Lui gli porse la scatola. Tieni, chiedi alla Contessa, 
la sua.
Nel suo ufficio trov Pauline Berg. Se ne stava spaparanzata
sul divano della dpendance a leggere un appunto. Era
di ottimo umore: Ce ne ha messo di tempo! Comunque stia
a sentire. Ho preso un appuntamento con il padrone del cane
per domani alle dieci presso il deposito della Express Flyt
a Hvidovre.
Lui le punt l'indice contro: Fuori dal mio ufficio!.
Pauline usc ridendo e facendogli notare che anche lui
ogni tanto faceva le bizze. Non appena la porta si richiuse
alle spalle della collaboratrice, il commissario prese possesso
del divano, pensando che era tutto uno schifo.
Il clima si era rinfrescato, le mattine erano persino gelide
e nel giardino della Contessa le rose rampicanti nei pressi del
garage erano piene di ragnatele fra i rami: perfettamente filate,
cariche di miriadi di piccole perle di rugiada che luccicavano
al sole, invitando Konrad Simonsen a fermarsi per goderne
la vista per qualche secondo.
Anche l'economia danese si era raffreddata. La gente risparmiava,
si sapeva quel che si possedeva, ma non quel che
sarebbe arrivato. La consapevolezza della crisi prendeva
sempre pi piede, l'incertezza aumentava e il capo della polizia
aveva invitato l'intera compagine statale a un megaincontro
presso lo Oksnehallen a Copenaghen, dove sarebbe
stata allestita una videoconferenza destinata a chi era stato
cos sfortunato da perdersi l'originale dal vivo. I tempi duri,
tempi di risparmi e tagli, dovevano essere visti come una
sfida, come un impulso al fiorire di nuovi processi creativi,
come un'opportunit unica per un nuovo modo di pensare.
Alla Sezione Omicidi l'argomento di conversazione della
settimana divent come fare per evitare di partecipare al
meeting.
Konrad Simonsen sentiva la mancanza della Contessa. La
sera prima le aveva parlato a lungo al telefono, e si erano
chiesti scusa a vicenda. Lei per era dell'idea che fosse salutare
una breve separazione di qualche giorno. Lui si dichiar
d'accordo, ma ora che era mattina e si era svegliato solo, faceva
fatica a trovare quella condizione salutare. Si affrett
a fare il bagno e la colazione e si present al deposito della
Express Flyt di Hvidovre dopo un'ora buona da quando si
era svegliato. Era ancora assonnato, ma felice di iniziare la
giornata di lavoro. Cos pensava meno a lei.
Nell'ingresso incontr un addestratore di cani-poliziotto
scontroso e di poche parole e un festoso labrador che non
aveva ancora superato lo stadio di cucciolo. Quattro uomini
con possenti bicipiti e coperti di tatuaggi erano intenti a spostare
i mobili di Jorgen Kramer Nielsen al centro del locale.
Lavoravano sodo senza perdersi in chiacchiere e mancava
poco a che terminassero. Konrad Simonsen pens che Arne
Pedersen si sarebbe beccato un bel conto dalla Express Flyt,
ma per fortuna non era un suo problema. Poco dopo arriv
Pauline Berg, che fece le feste al cucciolo e scambi con atteggiamento
seducente qualche parola con l'addestratore,
mentre mangiava uno yogurt. Era di umore eccellente.
Al cane fu consegnato un rullino da annusare, dopodich
lo misero all'opera. Il labrador si insinu fra un mobile e
l'altro per fermarsi vicino a una libreria vuota che si mise a
grattare con furia. Dopo avergli dato una pacca di incoraggiamento,
l'addestratore pronunci le prime parole della
giornata: Ha trovato qualcosa.
I tre agenti ispezionarono la libreria con cura. Era di teak,
con un pannello posteriore e sei scaffali rimovibili. Fu esaminato
ogni centimetro quadrato. Ribaltarono la libreria e ne
analizzarono il fondo, ma non venne alla luce niente. Il cane
si era sdraiato. La sua coda ondeggiava da una parte all'altra
sul pavimento, mentre seguiva il padrone con gli occhi. Poi
gli agenti estrassero i ripiani dalle staffe di metallo e ispezionarono
anche questi minuziosamente, uno per uno, quindi
girarono e rigirarono la libreria in tutte le posizioni possibili,
svitarono le staffe e le esaminarono con cura. Niente da fare.
Zero risultati. Konrad Simonsen lanci un'occhiata torva al
cane. Passato un altro quarto d'ora, lasciarono perdere la libreria
e l'addestratore rimise il cane al lavoro con un secco
ordine. Il labrador balz in avanti di un mezzo metro e si
mise a ballare una specie di tip-tap su uno dei ripiani che
giaceva sul pavimento. Il padrone ripet: Ha trovato qualcosa.
Konrad Simonsen e Pauline Berg ispezionarono per l'ennesima
volta la mensola. L'addestratore domand: Si vede
niente?.
Konrad Simonsen rispose asciutto: Come no, un ripiano
laminato di teak 30x60, spessore dodici-quattordici millimetri,
credo, e con una scanalatura per le staffe su ciascun lato.
Altro?
Si, dei graffi su uno dei lati, sembrano fatti da un cane.
L'intervento era stato di Pauline Berg, ma la sua ironia
and sprecata. L'addestratore decret: C' qualcosa in questo
ripiano.
Non c' un bel niente.
Provate a mischiare tutti i ripiani, tenendo d'occhio il
primo.
Cos dicendo allontan il cane di un paio di metri, poi si
voltarono entrambi di spalle. Evidentemente non era il caso
di sottovalutare le capacit intellettive della bestia, cos
Konrad Simonsen si rassegn a mischiare i ripiani. Pauline
Berg aveva rinunciato al progetto. Stia attento a che non
imbrogli, disse ammonendo l'addestratore.
Non lo far.
Konrad Simonsen aveva finito e il cane ricevette un nuovo
ordine. Corse verso la mensola e graffi l'altro lato. Il
commissario constat: Ha trovato qualcosa.
A quel punto Simonsen torn a esaminare il ripiano, poi
scosse la testa. Aveva rinunciato al progetto anche lui ora.
Restitu la mensola all'addestratore, che a quanto pareva ne
sapeva di pi, di oggetti del genere. L'uomo decret: Non 
laminato. Ci sono tre millimetri di legno di teak sugli strati
esterni e quattro millimetri di panforte in mezzo, il che vuol
dire che  possibile scavare la parte centrale della mensola
con i denti di una sega a mano, se uno ha la pazienza necessaria.
Il panforte  pi morbido dell'impiallacciatura e una
volta scavato si ottiene un nascondiglio perfetto. Non  la
prima volta che vedo un trucco del genere.
Prese il cellulare dalla tasca, mentre Pauline Berg gli chiedeva
candidamente: Chiama per chiedere un altro cane?.
L'uomo non rispose. Illumin a lungo la scanalatura da
un lato. Credo che ci sia una fenditura. Forse il tizio ne ha
scavato un pezzo con un altro panforte, che ha infilato dentro
per camuffare il buco all'interno. Avete per caso un oggetto
appuntito e flessibile? Che so, una graffetta oppure un
cavo d'acciaio sottile?
Konrad Simonsen dovette percorrere tutto il deposito
per trovare un piccolo ufficio nascosto dietro una parete di
vetro. Sgattaiol dentro e rub una manciata di graffette da
un magnete che per fortuna trov su una delle scrivanie. Al
ritorno le porse all'addestratore che distese una graffetta e la
rimodell a mo' di uncino. I resti li lasci cadere sul pavimento.
Consegn il cellulare a Pauline Berg, che lo us per
fare luce mentre l'uomo, con la massima concentrazione, infilava
l'attrezzo che aveva costruito nella scanalatura. L'operazione
riusc al primo colpo e insieme alla graffetta rimodellata
venne fuori una striscia sottile di panforte. L'uomo illumin
il nascondiglio. C' una busta qui dentro.
Konrad Simonsen disse sorridendo: La affideremo ai
tecnici. Noi ci fermiamo qui, ma devo dire che lei e il suo
cane avete svolto un lavoro favoloso, a dispetto del mio scetticismo.
Mentre uscivano il cane ricevette un buon bocconcino e
Konrad Simonsen pens che avrebbe dovuto portarne uno
anche all'addestratore. Se lo sarebbe meritato. In sostituzione
di una pi concreta ricompensa, gli diede un paio di pacche
sulla schiena.
Konrad Simonsen dovette aspettare quattro lunghi giorni,
prima di sapere se la sua indagine fosse arrivata al punto
di svolta di cui aveva un disperato bisogno. Impieg quel
lasso di tempo per risolvere una questione in sospeso che lo
aveva irritato a lungo.
Il postino in pensione che era andato a trovare alla casa
di riposo gli aveva mentito. Nel 1969 i giovani non usavano
mettere da parte soldi per andare lontano. Chi voleva viaggiare,
si preparava un pranzo al sacco e partiva. Ma il fatto
pi significativo era un altro: Jorgen Kramer Nielsen non
aveva mai avuto un passaporto, il che mal si addiceva all'immagine
di un giovane uomo appassionato di viaggi. Questo
pensiero lo aveva gi colpito la prima volta che aveva esaminato
gli effetti personali del postino insieme ad Arne Pedersen,
ma se ne era ben presto dimenticato. Gli era tornato in
mente molto tempo dopo, una mattina qualsiasi mentre era
in bagno. Il cervello era un organo strano. In seguito aveva
incaricato un agente di tenere d'occhio il pensionato e tutte
le pedine erano andate al posto giusto.
Il commissario era tornato alla casa di riposo per un confronto
con il vecchio. Lei mi ha mentito l'ultima volta che ci
siamo visti. Mi aveva detto che Jorgen Kramer Nielsen risparmiava
sulle spese per fare il giro del mondo, ma non 
affatto vero.
L'uomo si trincer dietro l'et avanzata. Non me lo ricordo.
Inoltre mi aveva fatto credere che fosse un ragazzo allegro
e vivace, fino al momento dell'incidente aereo di cui furono
vittime i genitori e la sorella. Ma neanche questo  vero.
 passato un sacco di tempo dall'ultima volta che abbiamo
parlato, io ricordo a malapena che lei era qui.
Sta mentendo di nuovo. La sua memoria  perfetta,
invece.
Come fa a dirlo? E poi chiunque pu ricordare male.
Ammira la polizia?
Il viso inasprito del vecchio si contrasse in una smorfia
che lo rese ancora pi arcigno. Invece di rispondere alla domanda,
si limit a scuotere la testa stizzito.
Lei ha cercato pi volte di diventare poliziotto, da giovane.
Non avevo l'altezza richiesta. Un'ingiustizia mortale.
 per questo che ha mentito? Oppure perch ce l'aveva
con il direttore delle poste? O con suo figlio?
Io ce l'ho con tutti.
Konrad Simonsen non stentava a crederci. Allora tir
fuori dalla tasca due pacchetti di sigarette. Aveva provato a
escogitare un modo per motivare il vecchio pensionato, senza
che gli venisse in mente altro che una misera carota.
Ho sentito dire che senza una pensione integrativa o altre
tipologie di risparmio  veramente dura cavarsela da pensionati.
Il direttore mi ha detto che questa  la sua marca
preferita.
Mise le sigarette sul tavolo e aggiunse: Voglio la verit,
senza fronzoli di nessun tipo.
Il vecchio fiss avidamente i due pacchetti e smise di lottare
contro se stesso. Jorgen si dimostr strano fin dal primo
giorno che venne assunto. Suo padre non mi piaceva per
niente, era uno sbruffone, uno stronzo di prima qualit. Il
figlio invece non faceva male a nessuno, per neanche si dava
da fare con il lavoro. Insomma, stava l e basta.
Questa musica l'ho gi sentita.
Tutti pensavano che fosse un tipo strambo, persino suo
padre. Strambo, ma innocuo.
E non stava progettando nessun viaggio.
Non credo proprio che ne sarebbe stato capace. Non
era come gli altri.
Gli altri chi?
Gli altri giovani che venivano assunti in quegli anni. Ecco,
non li sopportavo proprio, quei capelloni puzzolenti,
senza rispetto per nessuno. A demolire erano bravi, anzi, era
l'unica cosa che sapessero fare. Ora di botto dovevamo darci
tutti del tu. Non si capiva pi un tubo in quegli anni, e a
gente del genere avrebbero dovuto far assaggiare il manganello,
glielo dico io.
E lei gliel'avrebbe fatto assaggiare?
Eccome, peccato che la legge me lo impedisse. Tutta la
societ era china a novanta gradi di fronte a questa marmaglia.
Veniva permessa qualunque porcheria pornografica,
nessuno che difendesse la morale comune, per non parlare
del decoro dei tempi andati. E invece  crollato tutto come
un castello di carte, perch eravamo cos tolleranti', certo.
E mentre il flower power diventava terrore rosso, tossicodipendenza,
rumore invece che musica, e femministe per le quali
tutto ruotava intorno alle loro follie, noi fessi stavamo nelle
retroguardie a sganciare soldi...
Konrad Simonsen lo interruppe: Okay, basta cos. Credo
di aver colto il quadro d'insieme, ora per cerchiamo di
attenerci un po' di pi ai fatti. Il direttore delle poste, era
anche lui cos tollerante'?.
Per la verit no, quando venni assunto io. Mancava poco
che la mattina ci ispezionasse le orecchie per vedere se ci
eravamo lavati. Dieci anni dopo, per, quei maledetti potevano
piombare nel suo ufficio senza neanche bussare. Si era
messo al passo con i tempi, il furbo.
Che cosa mi dice del figlio? Aveva anche lui i capelli
lunghi? Puzzava?
Il vecchio riflett. Non c'era alcun dubbio che stesse facendo
del suo meglio per meritarsi le agognate sigarette.
No, non aveva i capelli lunghi, ce li aveva tagliati a spazzola,
questo lo ricordo bene. Sporco e puzzolente invece lo era,
come tutti gli altri, del resto.
Era un po' strambo anche da bambino?
Non ne ho idea. Non l'avevo mai visto prima dell'assunzione.
C' altro che pu dirmi su di lui?
Il vecchio riflett di nuovo. Avr comunque le mie sigarette?
S, sono sue.
Allora le dico che non c' altro. Anzi s, un'altra cosa ci
sarebbe. Cascasse il mondo, doveva avere le ferie sempre e
solo nel mese di giugno. In giorni precisi, ora non ricordo
quali, comunque prendeva una settimana per andare in barca.
Dove, non lo so. 
Glielo disse lui che andava in barca?
No, ma al ritorno era abbronzato in un modo molto
particolare. Per esempio sotto il mento, questo  il riflesso
del sole che rimbalza sull'acqua.
Interessante. Le viene in mente altro?
No.
Konrad Simonsen si alz. Mi dica solo un'ultima cosa: 
stato per fare un dispetto alla polizia o perch ce l'aveva
con il direttore dell'ufficio postale, che mi ha mentito la
prima volta?
Alla polizia sono stati dei bastardi, mi mancavano solo
due centimetri.
Per avere carta bianca contro gli hippy?
Avrei fatto salti di gioia. Due maledetti centimetri.
Di centimetri gliene mancavano nove, e poi i suoi voti di
licenza della scuola dell'obbligo erano troppo bassi. E non si
illuda che io creda alla faccenda della barca. Lei evita il contatto
visivo quando mente. Pagina numero uno del manuale
su modalit e interpretazione della menzogna.
L'uomo lo salut con una smorfia di scherno.
Sulla via del ritorno Konrad Simonsen cerc invano di
liberarsi dell'amara frustrazione del vecchio, ma certi ricordi
rimasti per anni sepolti nella sua memoria, all'improvviso
tornarono prepotentemente a galla. Il flower power si trasform
in terrore rosso... in un certo senso l'anziano ex postino
aveva ragione, nonostante altri paesi fossero stati colpiti da
quella degenerazione in maniera ben pi grave della Danimarca.
Ma nella mente degli eletti, delle avanguardie, delle
punte di diamante della rivoluzione - o come diavolo si definivano
- non c'era niente che per gli altri non dovesse andare.
I capelloni rasati. Si era inventato questa espressione
per definire gli amici di Rita, per i quali i fiori, l'hashish e la
musica non bastavano pi. Bisognava anche realizzare una
rivoluzione e navigando sull'onda del cambiamento, con il
libretto rosso di Mao nella tasca posteriore, il loro progetto
rivoluzionario guadagnava sempre pi terreno fra i giovani.
O per essere pi precisi: fra i giovani istruiti della classe
media, che studiavano nelle Universit di Copenaghen oppure
rhus. La democrazia venne gettata via con l'acqua
sporca, la meravigliosa dittatura del proletariato era dietro
l'angolo... l'angolo per era lontano, e nel frattempo i fiori
appassirono.
I poster nella stanza di Rita furono sostituiti. Lei aveva
abitato nella taverna della villa di sua madre a Gentofte fino
al momento di trasferirsi nello studentato. Gli idoli rock erano
stati abbattuti e rimpiazzati da manifesti di propaganda
politica di gruppi di guerriglieri di ogni parte del mondo.
Rita pontificava di mobilitazione contro la borghesia e lo stato
fascista. Parlava come un libro stampato. La chitarra era
stata regalata, la musica sostituita da libri che lui non comprendeva,
e che lei leggeva senza piacere.
Un giorno di giugno lui si rec in bicicletta a Louisiana,
il museo di arte moderna a Humlebaek, nel Nordsjaelland. L
compr un poster raffigurante Guernica di Pablo Picasso,
simbolo degli orrori della Guerra civile spagnola. Sulla via
del ritorno fu sorpreso da un acquazzone e il tubo di cartone
contenente il poster arrotolato si inzupp di pioggia. Non ci
fu nulla da fare e certo non poteva permettersene uno nuovo.
Inoltre era gi arrivato dalle parti di Vedbaek e non aveva
nessuna voglia di tornare indietro. Un paio di giorni dopo
diede il poster a Rita come regalo per il suo compleanno: lei
mostr di apprezzarlo e lo attacc sulla sua porta, il posto
d'onore dei manifesti. Rimase l per due settimane, ondulato
per i danni causati dalla pioggia e dalle forme ancora pi
inquietanti di quelle che l'artista aveva conferito all'opera.
Ma un bel giorno Guernica spar. Al suo posto apparve Leila
Khaled, la bella dirottatrice palestinese con la kefiah, il mitra
AK-47 e quel suo sguardo particolare, quasi fosse rivolto a un
neonato in culla. Rita gli spieg: il cubismo era una forma
d'arte degenere tipica della classe media, che metteva in discussione
la rivoluzione degli operai. Per di pi il museo
Louisiana, che aveva dato alle stampe il poster, era gestito da
un capitalista dell'Occidente nazista. Lui domand con una
punta di sarcasmo nella voce: Perci quando arriver la rivoluzione
dobbiamo abbattere il museo? Ci lavorano un sacco
di persone, sai.
Ma Rita aveva una risposta anche a questo: la gente veniva
tenuta all'oscuro, ingannata dall'ideologia borghese e dal
lavaggio del cervello della stampa capitalista. L'ultimo baluardo
retorico che usava ogni volta che qualcuno non si
adattava alle teorie sue e dei suoi nuovi amici.
Fecero l'amore.
Lui aveva sospettato che quella scopata fosse una specie
di compensazione, da parte di Rita, per aver cassato il suo
regalo di compleanno. Pi tardi, mentre lei era appoggiata
sul suo petto con aria assente, lui disse malizioso: C' qualcosa
che non mi torna, Rita. Perch un direttore di museo
nazista organizza una mostra di Kandinsky e Klee, vale a
dire due pittori messi al bando dal regime di Hitler? Sono di
un'astuzia diabolica questi nazi di ultima generazione.  inquietante.
Lei gli spieg che quella si chiamava tolleranza repressiva.
Lui le accarezz i capelli e le sugger sommessamente di interessarsi
un po' di pi a Kandinsky e Klee, e un po' meno a
Marcuse e Habermas. Lei si alz dal letto. Che diavolo ne
sapeva lui? Lui, con la sua licenza ginnasiale da quattro soldi
e il curriculum da sbirro.
Due mesi dopo, Rita si era iscritta all'universit.
I cupi ricordi del passato continuarono a scuoterlo fino al
momento in cui parcheggi la macchina nel garage di Sollerod.
Dove si rese conto che non avrebbe affatto voluto tornare
a casa. Una sensazione che aveva provato altre volte
nella vita, ma mai cos a lungo come oggi. Spaventoso. Se
non altro perch si era perso completamente nel suo passato
al punto da aver dimenticato il percorso che aveva fatto. Rimase
seduto in macchina per un po', senza essere in grado di
decidere se volesse tornare indietro o restare. Alla fine scese
dall'auto, and a cambiarsi e si avvi per fare il suo giro di
jogging, ben deciso a battere il proprio record. Con l'unico
risultato di forzare troppo la mano e registrare, alla fine, il
peggior tempo da settimane. Al termine del giro mangi
qualcosa e subito dopo ripart per il complesso edilizio di
Telium, vicino al Rigshospitalet di Copenaghen. Era piuttosto
teso, quando arriv.
Il professor Arthur Elvang era finalmente andato in pensione,
dopo aver guidato l'istituto di medicina legale di Copenaghen
per una generazione. Ora era stato nominato professore
emerito con il diritto di accedere all'istituto se e
quando ne aveva voglia. Il personale aveva avvertito Konrad
Simonsen che il professore non usufruiva spesso di tale diritto,
cosa di cui tutti si rammaricavano, visto che Elvang restava
uno dei migliori patologi del paese. Era una brutta notizia
anche per il commissario perch, stando cos le cose, l'unica
possibilit che aveva di contattare il professore era andare a
trovarlo in privato. Si diresse quindi a Klampenborg, a nord
di Copenaghen, ansioso - per non dire terrorizzato - all'idea
di come il vecchio lo avrebbe accolto. Non sempre infatti Arthur
Elvang si mostrava amichevole, anzi, a dirla tutta, era
quasi sempre straordinariamente villano.
Individu senza problemi la villa del professore in una
traversa di Klampenborgvej, non lontano da Dyrehaven.
Dopo essere rimasto qualche minuto in macchina per raccogliere
le idee, scese e si avvi verso la porta principale. Suon
il campanello. Pass un po' di tempo prima che la porta si
aprisse e nell'ingresso spuntassero la testa e il corpo minuto
del professore. Le formule di cortesia e i convenevoli che il
commissario aveva pianificato gli restarono in gola, mentre il
professore cercava di metterlo a fuoco attraverso le lenti
spesse. Che diavolo ci fai qui?
Konrad Simonsen emise un sospiro di sollievo. Aveva temuto
che il vecchio gli sbattesse la porta in faccia. Ora si era
stabilito un contatto. Gli spieg nel miglior modo possibile
ci che sapeva, mentre Elvang lo osservava con la testa leggermente
inclinata e un'espressione scettica sulla faccia.
Quando il commissario ebbe terminato, il professore ordin:
Di nuovo!.
Konrad Simonsen ripet il racconto, rendendosi conto
lui stesso che la sua storia era... atipica. E in questi termini si
espresse anche il professore, sia pure in maniera pi diretta:
Non ho mai sentito una cazzata del genere dai tempi del
catechismo. Vieni!.
Arthur Elvang usc e fece il giro della casa, con il
commissario alle calcagna. In una legnaia il vecchio trov un rastrello,
che gli porse mentre prendeva le carte che Konrad
Simonsen teneva in mano. Il professore indic il suo prato
all'inglese, disseminato di foglie provenienti dall'albero di
castagno al confine con il vicino.
Nel frattempo datti da fare con il rastrello. Le mie consulenze
non sono gratuite!
A Konrad Simonsen occorse un'ora per finire il lavoro, al
professore non pi di cinque minuti. Si incontrarono sul
portico. Se hai sete, vai pure in cucina a prenderti un bicchiere
d'acqua, concesse Arthur Elvang.
Konrad Simonsen ringrazi declinando l'offerta. Gli premeva
di pi sapere a quali conclusioni era giunto il professore
dopo aver esaminato il referto autoptico di Juli Denissen.
Tuttavia gli tocc aspettare. Ho sentito che pure la tua seconda
signora ti ha mollato, grugn Elvang.
Arrossendo suo malgrado, Konrad Simonsen lo sment.
La Contessa era andata a Esbjerg per lavoro, tutto qui. Fra s
e s si chiese chi diamine fosse la fonte informativa del professore.
Quali sono le tue attuali conclusioni? domand
alla fine.
Le mie attuali conclusioni sono identiche alle mie conclusioni
finali, che sono identiche alle uniche conclusioni
possibili. Ma io credevo che volessi aspettare finch non saresti
tornato con le due donne. Non era di questo che stavi
cianciando poco fa?
S, ma vorrei sapere in anticipo la tua risposta.
La mia risposta  che la ragazza  morta semplicemente di
emorragia cerebrale, eccessiva fuoriuscita di sangue nel cervello.
 scritto nero su bianco, caro mio, te ne avrebbe potuto
parlare anche uno studente al primo anno di medicina.
Dieci minuti dopo Konrad Simonsen se ne andava a zonzo
fra i ben noti sentieri di Dyrehaven. Di che cosa avrebbe
potuto parlargli, invece, una studentessa al primo anno di
Architettura e Accademia dell'arte nel 1972? Fu in quell'anno
che le loro strade si divisero, dopo che il gelo era sceso fra
loro. Se lo ricordava come fosse il giorno prima, persino la
data: 2 novembre.
Lei indossava il suo giaccone afgano, foderato di lana di
pecora all'interno e rivestito in pelle all'esterno, decorato
con ricami di fiori gialli e rossi, con lunghi brandelli che pendevano
da tutte le parti, come se il fabbricante non avesse
avuto voglia di finire il lavoro. L'abbigliamento adatto a chi
lavorava nei campi per davvero, acquistato a caro prezzo
nell'esclusivo negozio Janus in Larsbjornsstraede a Copenaghen.
Ma ci che contava era il simbolo. Lui la adorava con
quel giaccone addosso, bench spesso ne avesse riso. Sul
davanti si chiudeva solo con degli alamari, perci se la temperatura
era bassa, lei moriva di freddo. Certo, indossare
quel giaccone era un bel segno di solidariet con chi lavorava
nei campi, ma non per questo meno scomodo nel mese di
novembre.
Su proposta di Rita, erano andati fino a Dyrehaven in
bici: lei voleva parlargli di una questione importante. Quando
si erano accordati, al telefono, lui aveva intuito dal tono
di voce della ragazza che si trattava di una cosa seria ed era
arrivato a immaginarsi che volesse interrompere la loro relazione.
Forse era meglio cos. L'ultimo anno era stato difficile,
c'erano troppi argomenti a dividerli. Spesso a lui sembrava
di amarla e odiarla contemporaneamente, e lo stesso valeva
per il suo ambiente, o almeno per le persone a lei pi vicine.
Un giorno ne prendeva le distanze, l'altro quasi la invidiava.
I suoi nuovi amici politicizzati, invece, non li invidiava affatto.
Rita aveva iniziato a studiare alla facolt di Architettura,
dove si sfibr con le teorie dell'economia marxista-leninista.
L'lite doveva sudarsela la rivoluzione, in quegli anni. Rita
aveva preso una stanza al Gronjordskollegiet nel quartiere di
Amager, settimo piano con splendida vista su Amager Faelled
e, in lontananza, sulle guglie e le torrette della citt. Lui
le aveva dato una mano con la tinteggiatura e il trasloco. Poi le
aveva fabbricato la libreria, centimetro per centimetro. Era
stato veloce ed efficiente, ma il risultato era orribile a vedersi.
La libreria occupava tutta una parete: d'altra parte Rita
aveva un sacco di libri. Lui aveva scorso rapidamente qualche
titolo a mano a mano che li riponeva sugli scaffali, chiedendosi
poi chi mai avrebbe progettato case in Danimarca,
in futuro, se nessun architetto imparava a farlo.
Il 1972 fu un anno denso di grandi avvenimenti. Lui e
Rita erano in disaccordo pi o meno su tutto e specialmente
sulla strage di Monaco. Durante le Olimpiadi undici atleti
israeliani vennero massacrati in un attentato eseguito dal
gruppo terroristico palestinese Settembre Nero. Il mondo intero
ne rimase scioccato, e lui non fece eccezione. Era stato
un atto di una codardia e di un'efferatezza senza precedenti.
Dopo i giorni del lutto, le Olimpiadi proseguirono. Ma il gioco
era morto. Lui spense la televisione, ormai le gare non gli
facevano pi effetto. Dopo l'attentato affront Rita, e per una
volta senza mezzi termini. Congratulazioni, Rita. I tuoi amici
hanno ottenuto proprio una bella vittoria, undici atleti inermi:
spero che tu ne sia orgogliosa. Lei fece un gesto di stizza:
al diavolo ci che era successo a Monaco. Finch i compagni
nella prigione di Stammheim venivano tenuti in isolamento,
una forma di tortura, senza che all'opinione pubblica mondiale
gliene importasse un tubo, lei non si sarebbe certo stracciata
le vesti per la morte di qualche sportivo. Lui si era infuriato.
I compagni di Stammheim - Andreas Baader, Ulrike
Meinhof, Gudrun Ensslin e Jan-Carl Raspe. Assassini, tutti e
quattro. Per quanto lo riguardava, potevano anche marcire in
isolamento. Qualche tempo dopo lui si procur un cosiddetto
Wanted poster da un collega della polizia di frontiera di
Krus. Non era stato difficile: di manifesti simili ce n'erano
in giro molti, esposti in tutti gli uffici pubblici della Germania Ovest.
Venti giovani uomini fotografati a forti contrasti in
bianco e nero. La didascalia diceva semplicemente Terroristi.
Con un deciso tratto di pennarello nero, mise una croce sulle
facce di quelli che erano morti o in prigione. Poi appese il
manifesto sulla porta della stanza di Rita, dove era rimasto
un'intera giornata senza che lei se ne accorgesse. Quando finalmente
lo scopr, and su tutte le furie, tanto che quasi non
riusciva a respirare. Lui per neg con forza. Io? Ma figurati,
saranno stati gli altri studenti. Magari ce n' qualcuno che non
 d'accordo con le tue posizioni. Hai mai valutato quest'ipotesi?
Il 2 ottobre Rita e la sua adorata sinistra si buscarono una
legnata che non avrebbero dimenticato. La Danimarca aveva
votato a larga maggioranza per l'ingresso nella Comunit
Europea. Erano a casa sua per seguire i risultati delle elezioni
alla televisione. Lui si era scatenato in spudorate manifestazioni
di giubilo, ma Rita non aveva reagito come si era
aspettato. Quella sconfitta non aveva un grande significato
per lei. Sei mesi prima si era gi lanciata a capofitto nel Movimento
popolare contro la UE, ora non gliene importava
quasi nulla. E non perch la sua parte politica avesse perso.
No, ci doveva essere qualcos'altro. Qualcosa di spaventoso.
Quella sera, per la prima volta, lui ebbe la netta sensazione
che ci fosse un problema serio nell'aria. Lei aveva paura.
La quercia alle cui radici si erano seduti, c'era ancora.
L'avrebbe riconosciuta fra mille. Si sedette ai suoi piedi. Di
nuovo. E avvert quasi la sensazione che Rita fosse l, accanto
a lui. Forse il motivo per cui l'amava a dispetto di tutto, era
la sua capacit di sorprenderlo. Di intraprendere azioni che
lui non avrebbe potuto prevedere o di dire cose che non si
sarebbe aspettato. Era impossibile etichettarla. E proprio
quando era convinto di conoscerla, doveva ricredersi. Quel
giorno di trentacinque anni prima non era stato certo un'eccezione.
Lei teneva la testa appoggiata contro la sua spalla, il
primo contatto fisico fra loro dopo molto tempo. Lui pens
che fosse finita. Lei gli aveva detto con calma: Konrad, sono
incinta.
La sua mente si era affollata di pensieri. Matrimonio, responsabilit,
soldi. Si era sentito sommerso. Un bambino,
sarebbe diventato padre.
Non sono sicura che sia tuo. Penso di s, per... non
lo so.
Non ricordava se e che cosa avesse risposto. Ma certo
non aveva dimenticato la frase successiva di Rita: Non voglio
questo bambino. Non  il momento. Non ora.
Lui protest. Senza troppa convinzione. Lei non lo stette
neppure a sentire. Mi abbracci un po'?
Lui la tenne stretta, come lei aveva chiesto. Era poco prima
che la Danimarca si pronunciasse per il libero aborto.
La villa a Sollerod era grande, quando lui era solo. La Contessa
gli mancava, era cos, inutile negarlo. A se stesso, poi.
Il sabato aveva lavorato al caso del postino, pi che altro
per passare il tempo in modo utile. Aveva riletto un paio di
relazioni che si era portato a casa e trascorso gran parte del
pomeriggio a riesaminare gli scontrini del supermercato
dell'uomo, nella speranza di trovare qualcos'altro di interessante
oltre a ci che aveva scoperto Pauline. Non c'era. Allora
scrisse una mail al prete, dopo aver scartato l'idea di andare
a fargli visita di persona che per un attimo gli era balenata
in mente. E lo fece per il semplice motivo che ne aveva voglia:
quell'uomo gli aveva fatto un'ottima impressione. Ma
non se ne fece nulla. Nella mail gli aveva chiesto in poche
parole se nell'esercizio del suo lavoro gli fosse mai capitato
di imbattersi nell'organizzazione inglese Missing Children,
che Jorgen Kramer Nielsen aveva menzionato nel suo testamento.
Dopo un'ora ricevette la risposta sotto forma di un
link al sito dell'associazione, oltre a tanti cari saluti e a un
cortese grazie per l'ultima volta. Il sito lo aveva gi consultato
in precedenza, perci non sapeva che farsene di quell'informazione.
Ma era valsa la pena fare un tentativo.
Sabato pomeriggio, sul tardi, Konrad Simonsen fu protagonista
di un piccolo episodio che gli scald il cuore. Qualcuno
suon alla sua porta. Con una leggera esitazione, pens.
Quando and ad aprire, vide davanti a s Maja Norgaard
con un timido sorriso sulle labbra e un sontuoso bouquet di
fiori in mano. Non l'aveva pi vista dal giorno del burrascoso
colloquio che avevano avuto nel bar dalle parti di Enghave
Station, un mese prima. Aveva un bell'aspetto, lo sguardo
limpido e presente, com'era giusto che fosse alla sua et.
Gli strinse la mano e lo ringrazi con un filo di imbarazzo,
confondendosi con le parole come se non fosse riuscita a
prepararsi in anticipo. Ma sul significato del suo discorso
non c'erano dubbi: aveva ripreso in mano la sua vita,
continuando a bere acqua tutti i giorni e tenendosi lontana da
tutti i tipi di droghe, cosa che avrebbe fatto da l a cent'anni.
Sua madre, psicologa e assistente sociale, l'aveva aiutata.
Konrad Simonsen si sedette sulla scala di pietra. Non voleva
invitarla a entrare, sarebbe sembrato inopportuno. Al contrario
non l'avrebbe respinta se avesse avuto voglia di parlare.
La ragazza si sedette all'altra estremit del gradino e con
una leggera esitazione, come se cercasse di mettere insieme
le idee, cominci a parlare: E strano. Per tutto il periodo
che ho frequentato la scuola ho sempre sentito dire che non
bisogna prendere di mira o emarginare gli altri. Ma solo ora
capisco l'importanza fondamentale di questo concetto. Avrei
potuto essere un po' pi carina con Robert, tutti, non solo io.
Era innamorato di me, che c'era di male in fondo? Avrei dovuto
vedere oltre le apparenze, non fermarmi al fatto che
fosse cos grasso, parlare con lui, fargli capire che mi piaceva
come persona. Avrei potuto farlo facilmente, senza... senza....
Si blocc. Avrebbe significato molto per lui, ne sono
certa.
 vero, Maja, ma ci che  successo non  colpa tua,
anche questo ti deve essere chiaro.
Lei sorrise incerta. Lui le parl di altri casi in cui delle
persone si erano messe nei guai senza che potessero addossarne
la colpa a chi stava loro intorno. Lei lo ascoltava con
gratitudine, mentre lui ritoccava le sue storie qua e l per
meglio adeguarle alla situazione. Alla fine il commissario si
alz, seguito da Maja. La psicologa dice le stesse cose che
mi ha detto lei, cio che la colpa non  mia. 
Ma certo, perch  vero, sai.
Lui la ringrazi ancora per i fiori e lei si allontan esitando,
ma dopo pochi passi si gir e corse ad abbracciarlo. Rimasero
cos per un po', poi Maja si stacc e usc dal giardino
agitando la mano per salutarlo finch raggiunse l'auto in attesa.
Era felice.
La domenica arriv Anna Mia senza preavviso. Avevano
appuntamento per il giorno dopo, quando il padre le aveva
promesso di portarla a cena fuori, perci la visita fu una gradevole
sorpresa. Era seduto in cucina, mentre la figlia saccheggiava
il frigorifero: aveva una fame da lupi. Se mi hai
comprato un regalo per il compleanno, perch non me lo dai
ora cos domani evito di portarmelo dietro in citt?
Non buttava bene. Aveva rimosso tutto ci che riguardava
regalo e compleanno dopo la baruffa con la Contessa. E
quel che era peggio, Anna Mia colse al volo la sua espressione
sbigottita, interpretandola a modo suo: Pap, ti sei dimenticato
del mio compleanno?.
Era un campo minato. C'erano stati tanti compleanni nella
vita di Anna Mia in cui non aveva desiderato altro che un
regalo da suo padre. Non importava cosa, andava bene tutto.
Le salirono le lacrime agli occhi e pos sul tavolo il coltello
da burro. Al commissario non rest altro da fare che raccontarle
la verit.
Lei si asciug gli occhi e ridivenne se stessa. Al cento per
cento. Insomma, dov' adesso? La macchina fotografica,
voglio dire, domand con finta noncuranza. Vorrei proprio
vederla.
Lui aveva riposto la confezione nella veranda insieme alla
lente telescopica, che era stata consegnata a mano un paio di
giorni prima. Pochi secondi dopo che ebbe rovistato nel nascondiglio,
i due pacchi facevano bella mostra di s sul tavolo.
Anna Mia prese la macchina fotografica. Oddio, ma 
fantastica!
Lui fin di imburrarle il pane, mentre lei ammirava lo
splendido oggetto. Si scambiarono qualche battuta. Forse
poteva contribuire alla spesa con un po' di soldi suoi, spalmando
la somma su un certo numero di mesi. Lui respinse la
proposta e and a prendere forbici, nastro adesivo e carta da
regalo, consapevole che non poteva andare a finire che cos.
Pap, ma te la puoi permettere? gli chiese Anna Mia.
Poteva eccome. Aveva un ottimo stipendio, che diamine,
ma dopo essersi trasferito nella villa della Contessa era come
se il suo status economico fosse sempre a confronto con
quello di lei e questo ovviamente non poteva accettarlo. Ciononostante
al momento spendeva un po' meno di quel che
guadagnava, il che peraltro confermava che era la Contessa a
fare la spesa il pi delle volte. D'altra parte lei si rifiutava di
ripartire le uscite in modo equo. Non le andava di perdere
tempo in quisquilie del genere. Tutto questo per Konrad
Simonsen non lo spieg alla figlia. Si limit a un laconico ed
essenziale: S.
Incartarono i regali insieme, avvolgendoli nella carta natalizia,
l'unica che era riuscito a trovare. Come la prender
tua madre?
Poco prima, mentre lui parlava, Anna Mia si era resa benissimo
conto del problema, dichiarandosi in parte d'accordo
con il padre sul fatto che il regalo suo e della Contessa
non dovesse superare troppo, in valore economico, gli altri
che avrebbe ricevuto. Ma la soluzione era a portata di mano:
Porter solo la lente telescopica.
Ecco fatto. Cosa c'era di tanto difficile?
Quando il luned mattina Konrad Simonsen si present
al lavoro, trov sulla scrivania la busta, a lui indirizzata, del
dipartimento della Scientifica. La apr eccitato e ne rovesci
il contenuto davanti a s: come si era aspettato, c'erano delle
fotografie in bianco e nero - per la precisione dodici - di
notevoli dimensioni e che a una prima occhiata sembravano
essere state scattate in vacanza. Le studi tutte con attenzione,
ma su una si sofferm pi delle altre. Per quanto poteva
vedere, le foto riprendevano tutte ragazzi e ragazze in diverse
situazioni quotidiane, all'interno e all'esterno di una casa
estiva. In ciascuna di esse riconobbe la ragazza dei collage,
ritratta in compagnia degli altri amici in sei fotografie, e da
sola nelle altre sei. La busta ne conteneva una pi piccola
con i negativi: erano stati tagliati a uno a uno, in modo da
poter essere compressi. Il commissario ne scelse uno a caso e
lo guard controluce, constatando che corrispondeva a una
delle fotografie della soffitta. Anche il numero coincideva.
Le informazioni pi illuminanti e dirette arrivarono da
una pagina di giornale. Era ripiegata una sola volta al centro.
Il commissario la spieg con delicatezza e ne riconobbe la
provenienza: Jyllands-Posten, facciata della seconda sezione,
domenica 17 febbraio 1974. L'immagine sorridente di una ragazza
campeggiava a tutta pagina. Il titolo recitava: Il prezzo
della ribellione, e la didascalia dava alla ragazza un nome: Lucy
Selma Davison lasci la sua casa a Liverpool nel 1969 e fu vista
per l'ultima volta ad Hanoich il 14 giugno dello stesso anno.
Konrad disse a bassa voce nell'aria: Lucy Selma Davison.
Rimase un minuto a osservare il ritratto della ragazza. Poteva
avere quindici-sedici anni, al massimo diciassette, non
di pi. Aveva il viso dolce e morbido su cui spiccava il nasino
leggermente appuntito e spruzzato di lentiggini alla base.
Negli occhi si coglieva l'ombra di un sorriso birichino, forse
timido, forse di leggera sfida. I lunghi capelli biondo scuro
erano tirati dietro le orecchie e fissati con due fermagli rossi,
uno per lato, mentre la frangia tagliata dritta le scendeva
quasi sulle sopracciglia. Non c'era traccia di trucco sul suo
viso, e d'altra parte non ne aveva bisogno.
Con cautela, come se stesse facendo un gesto proibito,
Konrad Simonsen fece scivolare la punta delle dita sulla foto del
giornale mormorando: Com'eri bella Lucy, com'eri bella.
Poi ripieg il foglio e pens a ci che sapeva di Liverpool.
Quasi niente. Il Litanie era partito da Liverpool, questo se lo
ricordava dal film, e i Beatles venivano da Liverpool. Nessuna
delle due informazioni era particolarmente significativa, a
suo parere. Liverpool nel maggio 1969. Che cosa era successo
quel giorno in quella citt? Era del tutto impreparato: un
ottimo punto di partenza.
A Konrad Simonsen andava benissimo che la Contessa
avesse posticipato a mercoled il suo ritorno dallo Jutland.
Ci gli dava un pi ampio margine di tempo da dedicare al
lavoro, visto che di colpo si era ritrovato con un bel po' di
cose da sbrigare. Al telefono aveva informato la fidanzata
della sua scoperta ed entrambi avevano concordato che ora
pi che mai era indispensabile fare luce sul comportamento
di Jorgen Kramer Nielsen durante i suoi viaggi estivi annuali.
Un punto a cui stavano lavorando lei e Klavs Arnold, senza
averlo ancora risolto.
Solo dopo aver interrotto la comunicazione venne in
mente al commissario che non le aveva detto niente del chiarimento
avuto con Anna Mia a proposito del regalo di compleanno.
Scosse la testa come parlando fra s e s. Ma quale
chiarimento, era stata una resa bella e buona, questa era la
giusta definizione. Poi si ricord anche che doveva cancellare
all'istante l'appuntamento serale con la figlia. Non era in
tempo, ma fu fortunato: Anna Mia non rispose al cellulare e
lui pot cos accontentarsi di comunicare le sue pi sentite
scuse alla segreteria telefonica. Dopodich corse al lavoro.
Il marted Pauline Berg si present nell'ufficio del commissario
di buon mattino, vispa e pimpante. Fu felice di vederla,
perch cos aveva l'occasione di comunicarle gli sviluppi
dell'indagine che a poco a poco si stavano accumulando.
A parte questo, col tempo si era abituato al comportamento
un po' sballato e a tratti provocatorio della sua sottoposta,
anzi, quasi gli piaceva. Sempre se non oltrepassava i
limiti, beninteso. Ciao Pauline, spero che tu ti senta in forma.
Abbiamo un mucchio di cose di cui parlare e altre pi
concrete per le quali mi serve il tuo aiuto.
Pauline si sedette, mentre scrutava l'ufficio del superiore
con diffidenza. I tabelloni erano ricoperti di fotografie, su un
tavolo giaceva una montagna di carte geografiche impolverate
e il tabellone era pieno di diagrammi. L'ha chiamata la
Contessa, perch non risponde al telefono?
Sono stato nello scantinato quasi tutto il giorno, pi tardi
ti spiego. Intanto dimmi una cosa: come te la cavi con
l'inglese?
Molto bene. Ha chiamato anche Arne, neppure lui 
riuscito a contattarla. Esattamente come sua figlia, che fra
l'altro non l'ha beccata neanche ieri sera. Avevate un appuntamento.
L'ho cancellato.
Lei lo guard con aperta disapprovazione e aspett il seguito.
D'accordo, forse era un po' tardi - l'ho avvertita prima
di tornare a casa - ma adesso ascolta. Voglio che tu faccia
una telefonata in Inghilterra, pi tardi nel corso della giornata.
Il mio inglese telefonico  pessimo, mi sfuggirebbero troppi
dettagli. Al momento non so di preciso da dove dovresti
cominciare, non mi sono ancora preparato, ma far in modo
di trovare un contatto in alto loco che potresti usare come
punto di partenza. Magari qualcuno ha una conoscenza personale
che potremmo sfruttare, un capo della polizia per
esempio, ma come ho gi detto me la vedo io dopo.
Che cosa dovrei scoprire?
Vita, morte e miracoli di una ragazzina di diciassette anni
scomparsa nell'estate del 1969. Veniva da Fairfield, Liverpool,
e si chiamava Lucy.
 la ragazza dei suoi collage?
S. Sono successe davvero molte cose, compresa l'identificazione
della ragazza. Si chiamava Lucy Davison e aveva avuto
contatti con Jorgen Kramer Nielsen prima di scomparire.
 morta?
Ne sono convinto, ma non posso ancora dirlo con certezza.
Per questo il contatto in Inghilterra deve essere individuato
con cura. Non vorrei che alla sua famiglia venissero
date false speranze. In teoria i suoi genitori potrebbero essere
ancora vivi.
Che cosa devo riuscire a sapere in concreto?
La cosa fondamentale era ovviamente verificare se Lucy
Davison non fosse tornata a Liverpool sana e salva, o se non
fosse stato appurato in altro modo che fine avesse fatto. Negli
archivi non aveva trovato niente a riguardo, nonostante
avesse passato al setaccio milioni di casi di ragazzi scomparsi
nel 1969 e dintorni. Il commissario prosegu: Per ho dodici
fotografie che la ritraggono. Sono state scattate da Jorgen
Kramer Nielsen e sono molto vicino a scoprire quando. Domani
andr all'archivio regionale per dare un'occhiata alle
liste degli esami e ai verbali dei commissari - pensa un po',
questi documenti li tengono nascosti in eterno - ma in realt
sulle date non ho dubbi.
Cio non ha dubbi sui giorni di ferie che Kramer Nielsen
prendeva a giugno?
Esatto, ne sono sicuro al novantanove per cento.
Devo dire che  arrivato lontano.
Mi  costato anche una bella sfacchinata, ma se tutto
procede secondo i piani sar in grado di presentare qualche
solido indizio gi domani. A proposito, do per scontato che
tu abbia visto la mia convocazione. Poi dovrebbe tornare anche
la Contessa e dovrebbe essere disponibile pure Arne. 
Che cosa contengono quei cartoni che tiene l?
I temi di danese dell'esame di maturit nell'anno 1969
al Brondbyoster Gymnasium e le prove scritte della suddetta
materia svolte durante l'anno. I primi li ho fotocopiati all'archivio
regionale, le seconde arrivano dagli scantinati, mentre
i cartoni verdi contengono le annate del giornale scolastico
dal 1967 al 1969. Si chiamava La Staffetta.
E dovr leggere tutta questa roba entro domani?
Solo per sommi capi. Gran parte di ci che c' scritto
non  interessante.
Mi vuole scusare un attimo, Simon? C' una cosa che
devo assolutamente sistemare. Torno fra un quarto d'ora.
Il quarto d'ora pass, ma non fu Pauline Berg a riapparire.
Konrad Simonsen si accorse della presenza del questore
solo quando la donna si sedette di fronte a lui. Salve, Simon.
Sta lavorando fino a tardi in questi giorni?
Be', ecco... s, in effetti s. Salve. Cosa posso fare per lei?
Sono qui per aiutarla. Ho sentito che c' un problema
con l'inglese. S, mi sono imbattuta in Pauline Berg che ha
accennato al fatto che sta cercando delle informazioni
dall'Inghilterra, per essere precisi da Liverpool.
Konrad Simonsen cominci a trovare interessante la conversazione.
Il mio inglese purtroppo non  sufficiente e inoltre
ci manca un riferimento, preferibilmente a un certo livello
della scala gerarchica, che possa aprirci qualche porta.
In tal caso io sono la persona giusta, anche se neppure il
mio inglese  da favola. Una volta partecipai a una conferenza
a Liverpool, dove feci esperienza della parlata della gente
del luogo. Non capii quasi niente, perci speriamo che siano
comprensivi con me al telefono.
Davvero lo farebbe? Certo, sarebbe di grandissimo aiuto.
In questa settimana abbiamo un po' battuto la fiacca.
Stiamo preparando l'incontro con i collaboratori a Oksnehallen,
ma ormai dovremmo esserci. E non le nascondo che
mi sono piuttosto appassionata al suo caso, dopo avervi preso
parte da una posizione defilata.
Mi fa piacere. Sto compilando una lista delle domande
a cui mi piacerebbe avere una risposta. La avr domattina
presto nel suo ufficio.
E invece qui  il punto, Simon, perch lei questo non lo
far. Ora mi racconter della ragazza che ha destato il suo
interesse e subito dopo andr a casa a fare le valigie.
Le valigie? Perch? Dove devo andare? Domani ho una
riunione importante.
Non pi, l'ho posticipata di una settimana. E incredibile
cosa non riescono a tirar fuori dal cilindro, al dipartimento
di Informatica, quando c' un caso urgente in ballo.
Di che caso urgente sta parlando? Non ci capisco pi
niente.
Avrebbe dovuto partecipare a una conferenza - o meglio
seminario - dell'interpol, su cui lei aveva avuto qualche dubbio.
Poi aveva scoperto che la polizia di Copenaghen aveva a
disposizione tre posti per il seminario e non due. E in queste
circostanze era importante tenere alta la bandiera e fare finta
che non fosse tutta una perdita di tempo. E pensare che una
volta un seminario del genere si era trascinato per tutto il
weekend, Dio solo sapeva il perch. Comunque era un'ottima
notizia che lui fosse disponibile, perch altrimenti non
avrebbe saputo davvero chi mandarci. Lo disse in tono gentile
ma fermo: Partir in aereo domani alle 12,30 e dovr
essere all'aeroporto di Kastrup due ore prima.
Dove si svolge il seminario?
A Nesebar, in Bulgaria, dalle parti del Mar Nero. Un
luogo molto culturale, senza contare che ci sono anche le
terme, se uno vuole rilassarsi un po' dopo la conferenza del
mattino.
Qual  l'argomento?
C'erano vari argomenti e molto importanti: collaborazione
fra diversi paesi, lavoro di squadra internazionale, gruppi
di esperienza virtuale, tutti di notevole significato, in particolare
per la Danimarca, che aveva come noto una serie di riserve
di ordine giuridico sulla collaborazione fra stati membri
della UE. Lui non capiva il nesso: che c'entrava l'interpol
con l'Unione Europea? Il questore gli spieg che si trattava
di contatti personali, ovvero l'alfa e l'omega della cooperazione
internazionale, e di instaurarli soprattutto nei maggiori
paesi dell'Unione. Il suo entusiasmo era contagioso e lui la
ascoltava con crescente interesse.
In ogni caso avr un programma,  ovvio. In segreteria
stanno preparando tutto il necessario.
Konrad Simonsen diede una sbirciata al tabellone. Il questore
segu la traiettoria del suo sguardo. La capisco, Simonsen,
ma si tratta di una sola settimana di attesa. Lei sa bene
quanto sia fondamentale la collaborazione internazionale nel
nostro lavoro, e il peso che a essa d l'attuale dirigenza. Oltretutto
la Bulgaria  un nuovo paese UE, il che rende ancora pi
indispensabile essere rappresentati come si deve. L'Interpol 
la nostra spina dorsale, non lo dice forse lei stesso?
Certo, certo, ma  tutto cos improvviso, e poi la mia
indagine... ma non importa,  chiaro che pu aspettare una
settimana. 
Potr farsi dare un passaggio in aeroporto da Pauline
Berg, domani, cos pu impartirle le sue direttive durante il
tragitto. Nel giro di una settimana lei e tutti gli altri avranno
tutto il tempo di preparare la riunione. Altrimenti dovr spostarla
di un altro paio di giorni.
Va bene, facciamo cos allora.
Grazie infinite Simonsen, sono veramente contenta. Nel
frattempo mi metter a cercare le informazioni che le servono
in Inghilterra. Come si dice, una mano lava l'altra.
Il sorriso da-un-orecchio-all'altro del questore era irresistibile.
Mi racconti della ragazza.
Tanto per cominciare il commissario stacc una delle sue
fotografie dal tabellone e gliela mostr. Poi prese l'articolo di
giornale. Il questore studi la foto scrupolosamente. Com'era
bella. Sa come si chiama?
Il commissario snocciol i pochi dati concreti di cui disponeva,
poi fece un breve riassunto dell'articolo.
Come si intuiva dal titolo, la prospettiva era quella di sparare
a zero contro le rivolte giovanili e relative nefaste conseguenze.
In particolare venivano presi di mira i molti adolescenti
che lasciavano le loro cittadine di provincia per convergere
nelle grandi citt. A Copenaghen l'indice era poi
puntato su Christiania, che l'articolo in piena coerenza con
il taglio generale chiamava La caserma di Bdmandsstrasde.
Konrad Simonsen spieg: Il vero obiettivo era chiaramente
fare pressione, attraverso la stampa, sul nuovo governo affinch
sgomberasse la cosiddetta Citt dell'hashish - d'accordo,
non era scritto proprio in questi termini, ma credo
che lei abbia capito.
Perfettamente. Poul-il-Buono doveva chiamare i bulldozer.
Aveva fatto centro. Era proprio questa infatti la recondita
speranza del giornale. Ma l'elemento interessante per lui era
la storia di punta. Allora come adesso, i giornali vendevano
casi umani, non le statistiche sui giovani scomparsi, bench
ce ne fossero molti in quegli anni. E neppure quelle sui poveri
disgraziati che avevano pagato il prezzo pi caro dell'evoluzione
della societ, sprofondando nella spirale della droga
e della prostituzione. La storia della coppia proveniente
da un grazioso quartiere operaio di Liverpool, che ogni estate,
distrutta dal dolore, andava in pellegrinaggio nelle citt
danesi e svedesi in cerca dell'amata figlia scomparsa, aveva
invece fatto il giro di tutte le casette dello Jutland.
Sta parlando dei genitori di Lucy?
S, George e Margaret Davison. Stavano attenti al centesimo,
mettendo da parte un po' di soldi dal loro magro stipendio,
pur di poter viaggiare ogni estate, muniti di volantini e
manifesti fatti in casa, per cercare informazioni sulla figlia. Fra
l'altro erano cattolici, o forse sono, non so se siano ancora vivi.
Certo che comincia a essere sempre pi interessato a
questo caso, non  cos, Simon?
Forse, vedremo. In ogni caso i genitori hanno accettato
che la figlia possa essere morta, e in questa eventualit pregano
vivamente che la ragazza possa tornare a casa ed essere
seppellita in terra consacrata.
Poveretti.
E gi. Magari aspiravano anche loro al flower power, al
libero amore, al sol dell'avvenire... ma andate a quel paese!
Cos dicendo si infil gli occhiali e lesse dal giornale.
Un mercoled qualunque trovammo una breve lettera di
addio. Fu la pi brutta mattina della nostra vita. Lei se n'era
andata, la nostra bambina ci aveva lasciati. Copiose lacrime
bagnano il viso del signor Davison, che tuttavia non fa nulla
per asciugarle. Piange e basta, impotente e disperato. La signora
Davison riprende il racconto da dove si  interrotto il
marito. Non capiamo dove abbiamo sbagliato. Le abbiamo
dato tutto, tutto ci che ci potevamo permettere. Come ha potuto
trattarci in questo modo, senza nessuna sensibilit? Come
ha potuto farci questo? Sono domande sospese nel nulla. Chi
pu darci una risposta?
Okay, poi va avanti pi o meno sulla stessa linea... s...
influenza negativa di elementi distruttivi... qui c' una colonna
che non ci interessa... Ecco, aspetti, qui c' qualcos'altro.
Sappiamo che due giorni dopo  partita con un giovanotto
della nostra concessionaria di auto. L'ha portata ad Harwich,
da dove si  imbarcata di nascosto sul traghetto per la Danimarca,
meta che riteniamo sia riuscita a raggiungere. La signora
Davison annuisce. Era una ragazza dolce e serena, incantava
tutti. Da bambina era cos facile averci a che fare, ma
nell'ultimo anno aveva preso a frequentare una brutta compagnia.
Hippy e musicisti di strada.
Su questo punto lo Jyllands-Posten imbastisce una storia
senza fine, come pu ben immaginare, dopodich arrivano
altri fatti concreti.
Fece scorrere il dito lungo la colonna, trovando subito il
punto che stava cercando.
Abbiamo ricevuto una cartolina dalla Svezia, timbrata
Orsa 22 giugno 1969, e qualche tempo dopo la tenda e lo zaino
di Lucy furono ritrovati dalle parti di Lycksele, una cittadina
nell' estremo nord della Svezia. Tutto questo nell'aprile del
1970. La tenda era in mezzo a un bosco. La signora Davison
prende di nuovo la parola, mentre suo marito ricomincia a
piangere, rammaricandosi di non riuscire a dominarsi. La polizia
svedese prese il caso di Lucy molto seriamente. Tu istruita
un'indagine e battuto il bosco palmo a palmo per trovarla.
Molte persone parteciparono alla ricerca: poliziotti, volontari e
soldati dell' esercito svedese, lo Hemvrnet, ma nessuno trov
niente. A quel punto la polizia avanz l'ipotesi che Lucy non
fosse mai arrivata in Svezia, e che quindi qualcuno avesse piantato
la sua tenda e poi spedito una cartolina fingendo di essere
lei. Purtroppo la polizia danese non sembra intenzionata a occuparsi
del caso. Abbiamo provato a insistere pi di una volta,
e lo stesso ha fatto il nostro parroco, ma sempre invano. Perci
spero con tutto il cuore che le mie parole abbiano convinto la
stampa a pubblicare il caso di Lucy. 
Konrad Simonsen smise di parlare. Aveva finito.
C' una cosa che non capisco, sottoline il questore.
Come si fa a spedire una cartolina facendo finta di essere
un'altra persona? Non credo sia cos difficile appurare se la
scrittura sia autentica o meno.
In effetti questo dettaglio ha colpito anche me, ed  appunto
una delle domande che la pregherei di rivolgere alla
polizia inglese, ammesso che sappia qualcosa della faccenda.
Penso anche che sarebbe opportuno se in un primo momento
non dicessimo alla famiglia che forse abbiamo delle novit.
Hanno sofferto abbastanza.
Sono completamente d'accordo. Come ci regoliamo
con la polizia svedese? Sembra certo che abbiano delle informazioni
sulla ragazza. Li ha contattati?
Mi hanno assicurato che mi spediranno al pi presto
una copia della relazione finale.
Devo fare un po' di pressione, giacch ci sono?
Non  necessario, di solito sono molto efficienti, anche
se il collega della Rikskriminalpolisen mi ha fatto notare che
avevamo ricevuto una relazione gi alla fine del 1972. Che
cosa ne sia stato e che cosa abbiamo fatto noi in quella
circostanza, non sono riuscito a scoprirlo. L'articolo che abbiamo
letto aveva in un certo senso ragione nel dire che non ci siamo
dati troppo da fare.
Secondo lei la ragazza  mai arrivata in Svezia?
Io credo che Lucy Davison sia stata uccisa fra il 15 e il
19 giugno 1969 in una casa estiva da qualche parte sul Mare
del Nord, e che sia stata sotterrata in un posto qualsiasi da
Jorgen Kramer Nielsen e da cinque dei suoi compagni di
classe del Brondbyoster Gymnasium. Credo anche che il postino
abbia pagato questo suo gesto con la vita.

CAPITOLO 7.

Quando l'aereo decoll da Kastrup, a Konrad Simonsen
venne in mente Lucy. Si concesse per cinque minuti di chiamarla
per nome e di cercarla fra le nuvole che gli scivolavano
accanto come popcorn giganti. Poi decise di non pensare pi
alla sua indagine. Il questore aveva ragione nel sostenere che
potevano occuparsene gli altri collaboratori fino al suo ritorno.
Inoltre aveva trascorso l'intera mattinata a istruire Pauline Berg per filo e per segno. Qualche minuto dopo si addorment,
per svegliarsi solo quando la hostess gli diede una
leggera scrollata. L'aereo stava per atterrare e lui doveva allacciarsi
la cintura di sicurezza.
Per tutta la durata della conferenza, Konrad Simonsen
ricevette informazioni sul caso del postino una sola volta.
Accadde durante una pausa pranzo, mentre - immerso nella
gigantesca jacuzzi dell'albergo fra un argentino e un coreano
- si godeva il meritato relax dopo le fatiche della mattinata.
Aveva posato il cellulare sul bordo della vasca alle sue
spalle, nel caso chiamasse la Contessa. Quando sent il ronzio
dell'apparecchio, non riusc a raggiungerlo, ma uno degli
onnipresenti camerieri arriv subito in suo aiuto. Con un
agile balzo in avanti, l'uomo prese il cellulare e lo allung al
commissario, che cos pot rispondere alla telefonata. Ma la
connessione non c'era. Simonsen ripet il proprio nome un
paio di volte, poi lasci perdere. A quel punto per, l'argentino
di fianco a lui cominci a parlare in una lingua misteriosa
con l'indice puntato contro il suo cellulare. Il commissario
glielo porse speranzoso, ma l'uomo lo respinse. Ancora parole
misteriose. Che il coreano tradusse in inglese senza aprire
gli occhi: You got mail. Not a phone call.
Konrad Simonsen odiava gli SMS e aveva imposto ai subordinati
il divieto categorico di comunicare con lui in quel modo
infantile. Persino Anna Mia si atteneva a questa regola,
anche se la trovava una sciocchezza. Con immane sforzo, riusc
finalmente a estorcere all'apparecchio il contenuto del
messaggio, che era di Pauline Berg. Salve, Simon. Spero che si
stia godendo la sua conferenza.:) Io e Arne siamo sull'orlo
di una crisi di nervi. Qui non si capisce niente, beato lei che  via.
Ricevuta relazione dall'altra sponda. Lucy non  mai stata in
Svezia. Vuole saperne di pi? Ho un sacco di tempo.
Lui rispose con un s, per scrivere e spedire il quale
impieg cinque minuti. Trenta secondi dopo ricevette un altro
SMS.
Gli svedesi eseguirono un'indagine perfetta nel 1969. La
tenda era in un bosco, aperta. Nessuno vorrebbe pernottare in
un posto del genere. Lontano dalla strada e dalla citt. Nessun
segno di normali attivit rilevato nella tenda. Solo il sacco a
pelo ancora arrotolato di Lucy e lo zaino intatto. Segue...
Il commissario aspett, incerto se rispondere o meno.
Dopo un po' ricevette il messaggio successivo.
Trovate nel borsellino banconote da dieci corone svedesi
nuove. Risalgono a una banca di Copenaghen! No monete svedesi.
No impronte dig. su banconote. Nemmeno le sue! Per
Scient. trovato impronte su carta nuove di zecca.
Stavolta non fece niente. Pass il solito mezzo minuto.
La cartolina ha una veduta di Esbjerg. Scritta da lei, ma
spedita con francobollo svedese di Orsa. Niente su arrivo in
Svezia nel testo. Solo che voleva andare a Capo Nord a vedere
sole di mezzanotte. Francobolli (veduta di Vasa) venduti solo
blocco intero. Resto blocco non trovato da ragazza.
Konrad Simonsen sorrise all'argentino, che da gran maleducato
seguiva tutto il suo carteggio. Come se potesse capirci
qualcosa, oltretutto.
Dimenticato di scrivere che Gurli (parole di Arne) ricevuto
originale cartolina da GB. Parecchi altri indizi che Lucy mai
arrivata in Svezia. Cosa pi impressionante per firma su relazione.
Da non crederci! Vuole indovinare?
Imprec fra s e digit un no. Poco dopo fiss imbambolato
il nome del poliziotto pi famoso di tutta la Scandinavia,
se non dell'intero pianeta, come l'argentino sottoline
entusiasta non appena lo lesse sul display. Es mi hero grande.
Un hombre fantastico. 
Il coreano apr un occhio.
I just received a message from a legend gli spieg orgoglioso
Konrad Simonsen.
L'uomo annu senza scomporsi e richiuse l'occhio. Lucky
you"
La voce ottimista della hostess annunci all'altoparlante
che l'aereo sarebbe atterrato all'aeroporto di Kastrup nel giro
di circa trenta minuti. Il clima a Copenaghen era freddo e
ventoso con una temperatura intorno ai dodici gradi.
Konrad Simonsen si era appisolato, ma l'annuncio di servizio,
in combinazione con le scosse di una leggera turbolenza,
lo svegliarono. Si sfreg gli occhi e guard fuori dal finestrino.
Le nuvole grigie circondavano compatte l'aereo, la
terra non si vedeva. Si sentiva a suo agio, piacevolmente sospeso.
In Bulgaria non aveva pensato pi di tanto alla sua indagine.
E neanche a Rita. I flashback non si erano presentati, con
sua grande irritazione. Nonostante tutto avevano condiviso
molte esperienze, buone e cattive, in un clima che... in un clima
che non riusciva a capire. N allora, n adesso. Freddo e
ventoso, non era cos che aveva detto la hostess? Non era il
clima giusto per una ragazza con il cappotto afgano.
Un vento gelido spazzava le strade di Copenaghen, infilandosi
ululando nel portone. Rita tremava dal freddo. Si
appiatt contro il muro, battendo i denti. Konrad Simonsen
guard la porta che conduceva alla scala di servizio, verde e
scrostata. Un garzone stava portando del carbon coke su in
soffitta. Un ettolitro di carbone per sacco, un sacco sulle
spalle alla volta. Il ragazzo era smilzo e scomparve oltre la
porta quasi barcollando, appesantito dall'enorme fardello.
La sua bici longjohn stava a un paio di metri di distanza. Gli
restavano ancora due sacchi.
Mancava un quarto d'ora prima che lui e Rita potessero
salire. Alle undici precise, n un minuto prima, n un minuto
dopo. Era stato Konrad a parlare al telefono con la donna e
queste erano state le istruzioni. La donna, la mammana, la
fabbricante d'angeli... la loro conversazione era durata forse
mezzo minuto, ma era stata sufficiente perch Konrad
Simonsen capisse che la tipa non gli piaceva per niente. Gli
aveva parlato in un danese smozzicato e infarcito di parole
incomprensibili. Forse era per questo che non gli piaceva,
anzi, di sicuro.
Era stato facile procurarsi i soldi. Sarebbe stato disposto
a vendersi il televisore, a usare i risparmi messi da parte per
le ferie e se necessario a chiedere un prestito in banca. Aveva
pur sempre uno stipendio fisso, quindi non avrebbero dovuto
esserci problemi. Ma nessuna di queste cose si era rivelata
necessaria. Tre compagne di studi di Rita alla scuola di Architettura
le avevano organizzato una colletta - senza che lei
lo sapesse - in parte nella casa dello studente dove viveva,
in parte all'universit. Solidariet non era una parola vuota
in quei due luoghi, e nel giro di una settimana le ragazze avevano
raccolto la somma che serviva. La maggior parte di coloro
che avevano offerto il proprio contributo non aveva idea di
chi fosse Rita. E le sue coinquiline non erano scese nei particolari
della situazione. Si erano limitate a dire che una compagna
era finita nei casini... insomma la borsa non girava a
vuoto. Per aiutare una compagna si poteva pure sacrificare
una banconota da dieci, che diamine. Ben presto le cinquemila
corone richieste per l'aborto clandestino furono raccolte.
Konrad e Rita si avviarono alla porta e poi su per le scale,
lei davanti e lui dietro, con la testa piena di tutte le peggiori
storie di ferri da calza sporchi, iniezioni di acqua saponata
nell'utero, dosi letali di chinino. Rita buss. Tre volte, poi
una pausa, poi ancora tre volte. La punizione per chi praticava
l'aborto clandestino, o per ciarlatani simili, poteva arrivare
a otto anni di prigione, non era mica uno scherzo.
La donna che venne ad aprire per condurli nel soggiorno
attraverso una piccola cucina conferm in pieno tutti i pregiudizi
di Konrad Simonsen. Era di mezza et, bassa e grassoccia,
con una faccia slava e piccoli, neri occhi porcini. Non
appena si sedettero, la donna reclam all'istante il suo compenso.
Rita le porse una busta e lei la apr con avida foga.
Cont le banconote due volte, e fu allora che Konrad not le
sue mani e le sue unghie. Volse la testa e guard Rita: era
pallida. Allora si alz deciso, strapp i soldi dalle mani di
quella megera e trascin Rita via con s.
Si erano infilati in una caffetteria per discutere della situazione.
Lui cerc di convincerla a trovare un'altra soluzione,
per esempio l'adozione a distanza, visto che non voleva il
bambino. O meglio, non volevano. Rita disse di no, rifiutando
qualunque proposta diversa dall'aborto. Lui le promise
che avrebbe escogitato qualcosa, senza neppure sapere come.
I medici abortisti non erano una categoria presente
nell'elenco telefonico. Bisognava avere le giuste conoscenze,
e non era il suo caso. Ma nel giro di breve tempo il problema
si risolse da s.
Un paio di giorni dopo - questo era ci che ricordava,
magari era passata invece una settimana - venne chiamato
per una morte dovuta a un'intossicazione da gas. Novembre
e dicembre erano l'alta stagione dei suicidi, e uno dei metodi
pi praticati consisteva nell'aprire il rubinetto del gas e poi
sdraiarsi in cucina. Un modo efficace ma al tempo stesso bastardo
di togliersi la vita. Se i vicini non avvertivano in tempo
la puzza di gas, infatti, una sola scintilla poteva trasformare
in un attimo l'intera scalinata in un inferno di fiamme. Ne
aveva sentito parlare spesso e lo aveva visto con i suoi occhi
due volte. In questi ultimi casi, come accadeva quasi sempre,
gli inquilini del piano di sotto si erano insospettiti, grazie
al cielo. La scalinata era stata evacuata e i vigili del fuoco erano
entrati subito in azione, aprendo tutte le porte e le finestre
e spaccando i vetri di quelle sbarrate.
Konrad Simonsen era seduto sullo scalino pi alto di
fronte alla porta che dava sulla strada, cos si sentiva un po'
pi al riparo. Come da prassi, era stata chiamata la polizia.
Da lui ci si aspettava che mantenesse l'ordine mentre i pompieri
erano all'opera e che allontanasse eventuali curiosi in
un secondo momento, quando cio i vigili del fuoco avrebbero
portato fuori il cadavere. Ma quella sera non c'erano
masse da tenere a bada, n curiosi da mandare via. Perci si
era cacciato in quell'angolo per ripararsi dal freddo, mentre
aspettava impaziente che i pompieri terminassero il lavoro,
lasciandolo libero di tornare in centrale a scaldarsi con una
tazza di caff.
Una persona si diresse verso di lui, che alz lo sguardo.
L'uomo poteva avere poco pi di quarant'anni, aveva lineamenti
marcati e occhi intelligenti, con un'espressione autorevole
che indusse Konrad Simonsen ad alzarsi. Per un attimo
l'uomo lo squadr da capo a piedi, senza nascondere una
specie di disprezzo per quel che vedeva. Poi si infil una mano
nella tasca interna della giacca scamosciata e tir fuori un
distintivo da poliziotto. Glielo mostr un attimo, poi lo rimise
al suo posto e chiuse la cerniera lampo.
Vedi di farti trovare pronto, con la tua ragazza, domani
a casa tua. Ti vengo a prendere verso mezzogiorno.
Sollev il palmo della mano in aria. E niente domande,
per favore, disse prima di andarsene. Konrad Simonsen lo
rincorse confuso. Come facciamo con i soldi? Abbiamo solo quattromila corone. E dove ci vuole portare? Lo devo sapere.
E come fa a sapere che io e Rita...
L'uomo si ferm e lo interruppe. Vi porto in un ospedale,
naturalmente, e l'intervento  gratuito. Vi ho visti dalla
mammana, la teniamo d'occhio per un'altra indagine. Il resto
non ti riguarda. Poi torna presto al lavoro e comportati
come si deve, prima che io ti denunci per negligenza in servizio.
Infine, piantala di stare seduto. Non sei stato assunto
in un'associazione di pensionati.
L'uomo mantenne la parola. Il giorno dopo alle dodici
precise era seduto nella sua Opel Record davanti alle finestre
di Konrad Simonsen. Salut Rita con cortesia e lui con un
mugugno, prima di indicare a entrambi i sedili posteriori.
Durante il tragitto rest in silenzio. Guid in direzione sud
verso la Gammel Koge Landvej per Koge e arriv all'ospedale
provinciale di Roskilde. Qui oltrepass l'accettazione del
pronto soccorso - aggirando un grande capanno per le biciclette
e immettendosi in un sentiero cos stretto che la macchina
vi passava a stento - prima di parcheggiare su un piazzale
erboso di fronte a un edificio basso. Diede un breve
colpo di clacson, poi si gir verso Rita e la imbecc: Tu hai
una forte emorragia....
Rita lo interruppe: Ma se non mi esce una sola goccia di
sangue!.
E certo che non ti esce una sola goccia di sangue,  proprio
questo il problema, porca miseria. Fra un po' verr a
prenderti una donna,  mia sorella, nonch primario del reparto
di Ginecologia. Ti ricoverer in ambulatorio per un
raschiamento. Ci troviamo di nuovo qui alle dieci,  chiaro? 
Era chiaro. Rita lo ringrazi. L'uomo aggiunse: Ti rivolgerai
a mia sorella dandole del lei. Non le piace questa nuova
moda di dare del tu a tutti.
Cinque minuti dopo Rita fu prelevata e Konrad Simonsen
rimase da solo in macchina con l'uomo, da cui era sparita
ogni forma di cortesia. Dimmi un po', hai mai sentito
parlare di preservativi, coglione che non sei altro? gli domand
con un ringhio.
Quella fu la prima volta che si becc una lavata di capo
da Kasper Planck. Ma certo non l'ultima.
In seguito Rita volle restituire il denaro della colletta. E
qui sorse un problema di non poco conto: a chi spettavano
quei soldi? Dopo un lungo dibattito il campo si restrinse a
due possibilit: darli a un'associazione che lottava contro la
giunta militare in Grecia, oppure a un'altra impegnata nella
battaglia contro l'oppressione di Francisco Franco in Spagna.
Nella casa dello studente furono convocati collettivi e
assemblee generali, si tennero dibattiti e discussioni per
tutto il periodo natalizio. Alla fine vinse la giunta. Fosse stato
per lui, Konrad Simonsen avrebbe proposto di sostenere il
programma Tutela della maternit: ma nessuno aveva chiesto
la sua opinione.
Nella sala d'arrivo dell'aeroporto di Kastrup, Konrad Simonsen
trov la Contessa ad accoglierlo. Erano passate quasi
due settimane dall'ultima volta che si erano visti e fu bello
ritrovarsi. Lei gli schiocc un bacio per la statuetta che lui le
aveva portato dalla Bulgaria e un altro per il grazioso bouquet
di fiori che aveva trovato ad attenderla al ritorno da
Esbjerg. Konrad Simonsen invi un ringraziamento mentale
a Maja Norgaard, godendosi fino in fondo tutte quelle manifestazioni
di gratitudine.
Arne, Pauline e Klavs sono gi al QG, pronti a riunirsi
con te non appena li convocherai. Ma hanno anche previsto
di spostare il meeting a domani, se sei troppo stanco per il
viaggio.
Non era troppo stanco, anzi non si era mai sentito cos
riposato negli ultimi anni, o almeno questa era la sua impressione.
Lei sorrise: Benissimo, allora andiamo subito al
QG. Ci sono stati parecchi sviluppi nella tua indagine mentre
eri via.
Konrad Simonsen se ne stava seduto, abbronzato e pieno
di aspettative, fiancheggiato dalla Contessa e da Pauline
Berg, quando Arne Pedersen prese la parola per introdurre
l'incontro che si sarebbe tenuto nel suo ufficio. In fondo
alla stanza Malte Borup gestiva la postazione informatica di
Arne.
Quest'ultimo appariva piuttosto agitato, cosa che stup
non poco Konrad Simonsen. Non era certo la prima volta
che aveva l'incarico di presentare un meeting per fare il punto
su una determinata indagine. Oltretutto i cinque partecipanti
erano tutti vecchie conoscenze - a eccezione di Klavs
Arnold naturalmente, ma non era il caso di innervosirsi a
causa sua. Era invece Pauline Berg a non essere dell'umore
giusto: il commissario non aveva fatto in tempo a chiedere
lumi alla Contessa a riguardo durante il tragitto verso la
Questura.
Innanzitutto bentornato fra noi, Simonsen. Spero che il
tuo viaggio sia stato piacevole e proficuo.
Konrad Simonsen rispose brevemente che s, il viaggio
era stato utile. Mentre parlava not che Arne faceva fatica a
guardarlo negli occhi. E la situazione peggior quando l'ex
sottoposto si affann a rassicurarlo che non aveva alcuna intenzione
di subentrare a lui nell'indagine del postino. Assolutamente
no! Durante l'assenza del commissario, la Sezione
Omicidi si era limitata a integrare i dati che lui aveva gi
raccolto con quelli emersi di recente, e questo Arne non si
sarebbe stancato di ripeterlo. Perci lo sottoline ancora un
paio di volte, riprendendo la stessa solfa quasi dall'inizio.
Quasi, perch a un certo punto Klavs Arnold lo interruppe e
rivolgendosi a Konrad Simonsen disse: L'indagine  sempre
la tua, chiar passando al tu, ma bisogna mettere pi carne
sul fuoco. Probabilmente abbiamo a che fare con un duplice
caso di omicidio, quindi ti conviene sfruttare a tempo pieno
noi e tutte le risorse che hai a disposizione. Questo  ci che
Arne  venuto a sapere dai piani alti, e d'altronde lo capisco
bene.
Arne Pedersen conferm la spiegazione, ma in una versione
pi diplomatica. Poi guard Konrad Simonsen e dopo
un paio di lunghi secondi ottenne la risposta che tutti speravano
di avere: Non c' nessun problema per me, purch sia
io a prendere le decisioni. Non voglio essere secondo a nessuno,
Arne. Se all'indagine partecipi anche tu, sar io il tuo
capo, e non il contrario.
Non fu difficile raggiungere l'accordo con Arne Pedersen,
il cui nervosismo cominci a placarsi. Abbiamo assunto
Klavs Arnold per un certo periodo. Una parte dell'indagine
si svolge pur sempre a Esbjerg, che  la sua zona di competenza.
E poi sono riuscito a farmi installare una nuova
whiteboard, come potete vedere. Per la precisione si chiama
smartboard ed  una specie di incrocio fra uno schermo di
computer e un normale tabellone. Come quello che si trova
nella sala delle conferenze grande, ma non cos avanzato.
Oggi a gestirla ci sar Malte, perch io non sono ancora riuscito
a vedere come funziona.
Tutti ridacchiarono quando Malte Borup fece comparire
la propria fotografia nell'istante preciso in cui Arne lo nomin.
L'atmosfera torn tuttavia subito seria non appena l'immagine
di Malte venne sostituita dal ritratto di Lucy Davison.
Lucy Selma Davison nacque il 20 aprile 1952 a Liverpool.
Il padre si chiamava George e attualmente era un meccanico
in pensione. La madre si chiamava Margaret, ex cameriera.
La famiglia era composta da altri due figli, ovvero il fratello
e la sorella minori di Lucy. La ragazza abbandon la casa
natia il 28 maggio 1969, lasciando solo un biglietto insignificante.
La polizia di Merseyside a Liverpool ne aveva annunciato
la scomparsa per la seconda volta su richiesta della Danimarca
- una richiesta fatta con discrezione e senza informare
la famiglia. Lucy Davison non fece mai ritorno a casa,
e la polizia era convinta che nessuno avesse avuto sue notizie
negli ultimi quarant'anni neppure in Inghilterra.
Arne Pedersen prosegu: Non sappiamo nulla di concreto
sul motivo per cui se n' andata, ma si pu ipotizzare
che sia stata contagiata dal virus della liberazione' che contrassegnava
la giovent in quegli anni. La sua era una famiglia
piccolo-borghese, di fede cattolica, e la citt dei Beatles
prometteva certo emozioni pi intense.
Si pu affermare con ragionevole sicurezza che Lucy
Davison fosse ad Harwich il 14 giugno 1969 e che probabilmente
fosse arrivata a Esbjerg il 16 o 17 giugno. Voleva partire
per l'estremo nord della Norvegia per vedere il sole di
mezzanotte, stando alla cartolina che aveva spedito ai genitori.
I want to see the midnight sun. A Esbjerg entr in contatto
con sei allievi della terza Y del Brandbyoster Gymnasium,
che si erano riuniti nella casa estiva di uno di loro per ripassare
l'ultima materia - ovvero matematica orale - in vista
dell'esame di maturit, previsto per venerd 20 giugno.
Arne Pedersen si interruppe per bere un sorso d'acqua e
nel frattempo la Contessa apr una piccola parentesi per Simonsen:
Li abbiamo chiamati La Banda dei Sei .
Lui annu, anche se il nome non gli piaceva un granch.
Riteneva che fosse troppo accusatorio, e che potesse perci
condurre alle conclusioni sbagliate. Arne Pedersen prosegu:
La nostra ipotesi  che Lucy Davison sia morta nella casa
estiva e che la Banda dei Sei ne abbia nascosto il cadavere.
In un secondo momento due di loro sono partiti per Lycksele
in Svezia, a circa un migliaio di chilometri da Malm in
linea d'aria, e hanno piantato la tenda di Lucy nel cuore di
un bosco fuori citt. Pi o meno a met strada, all'altezza
della cittadina di Orsa, hanno poi spedito una cartolina a
nome suo. Quel che ancora non sappiamo si pu riassumere
in tre punti, ovvero: come  morta Lucy, che cosa ne  stato
del suo cadavere e infine dove si trova la casa estiva-scena del
crimine. Domande?.
Guard Konrad Simonsen, che gli chiese: I suoi genitori
sono ancora vivi?.
S.
Immagino che conosciamo la composizione della banda.
S. Ci arriveremo fra poco.
Che cosa sai dirmi degli altri allievi della terza Y? Dove
sono e cosa fanno oggi?
Non ce ne siamo occupati. A cosa ti serve sapere qualcosa
di loro?
Con sbalordimento di tutti, la risposta la diede Klavs Arnold:
Ben detto, maledizione. Abbiamo un solo colpo in
canna e non possiamo sprecarlo con questi stronzetti.
Pauline Berg intervenne: Non ti seguo.
La Contessa si intromise: S,  vero. Se non ci diamo da
fare per conoscere vita, morte e miracoli dei sei all'epoca del
liceo, non avremo la minima possibilit di valutare le loro
storie quando li interrogheremo. Non  per questo che ho
sprecato ore e ore a leggere gli impossibili temi di danese di
tutta la classe, oltre agli annali scolastici del Brondbyoster
Gymnasium dal 1967 al 1969, mentre tu te la spassavi nelle
terme del Mar Nero? Avresti pure potuto dirmelo, quando
abbiamo parlato! .
Konrad Simonsen si chiam fuori: Come facevo a sapere
che ti eri messa a leggere i temi? Non sono mica un indovino.
Comunque, hai trovato niente di interessante?.
Di colpo si misero a parlare gli uni sugli altri, mentre Arne
Pedersen se ne stava impalato come un baccal senza sapere
se dovesse partecipare al dibattito, aspettare che finisse,
o intimare il silenzio ai suoi ascoltatori. Malte Borup risolse
il problema per lui. Una scritta a mo' di didascalia da film
muto lampeggi sullo schermo: Fate silenzio e ascoltate Arne.
Ma il suono della sirena fu pi convincente e decisivo. Tutti
tacquero e Pauline si copr le orecchie con le mani.
Arne Pedersen lanci a Malte Borup un'occhiata riconoscente,
dopodich continu come se nulla fosse successo:
Metto un paio di uomini a indagare sul resto della classe, va
bene Simon?.
Va bene, ma mi servono solo dati. Nessun contatto, a
quello provvederemo di persona. 
D'accordo. E ora passiamo alle fotografie.
Non c'erano davvero dubbi sul fatto che il fotografo fosse
Jorgen Kramer Nielsen: egli infatti appariva in una sola
delle dodici foto di gruppo, che probabilmente era stata realizzata
con l'autoscatto. E poi fra le sue cose erano stati trovati
i negativi. Al contrario del postino, Lucy Davison era
presente in tutte le fotografie, forse perch Kramer Nielsen
aveva conservato solo gli scatti in cui appariva lei. Era una
supposizione ovvia, sostenuta dal fatto che, secondo gli accertamenti
della Scientifica, l'uomo aveva utilizzato l'immagine
del viso di Lucy ripreso in una delle foto per realizzare
i suoi collage. Perci alla Sezione Omicidi nessuno aveva la
certezza che la banda fosse composta solo dalle sei persone
immortalate. In teoria poteva essercene stata una settima o
un'ottava, che per non gradiva essere fotografata, oppure
forse Jorgen Kramer Nielsen aveva scartato gli scatti che la
ritraevano, con o senza Lucy Davison. Ma questo non sembrava
probabile, bench non avessero del tutto escluso la
possibilit.
Arne Pedersen bevve un altro goccio d'acqua e stavolta
non fu interrotto dal suo pubblico. Si schiar la voce e disse:
Dalle fotografie possiamo ricavare una serie di dati interessanti,
primo fra tutti, naturalmente, l'identit della Banda
dei Sei. Abbiamo una grande quantit di informazioni a
riguardo e ne arrivano continuamente di nuove. Jorgen
Kramer Nielsen lo conosciamo. Poi abbiamo quest'altro, che
per abbiamo subito scartato.
Malte Borup si spost sull'immagine di un ragazzo goffo
e brufoloso, con le orecchie a sventola e un sorriso da idiota.
Si chiama Mouritz Malmborg.
Pauline Berg ridacchi senza motivo e Arne Pedersen la
guard stupito: Cosa c' di cos divertente, Pauline?.
Scusa, hai ragione. E che... ecco a voi Mouritz Malmborg,
e poi appare uno con quella faccia. Poveretto, non deve
avere avuto grandi chance nella vita. Che peccato.
Di nuovo quel risolino sciocco.
Per aveva visto giusto. Mouritz Malmborg non era rimasto
a lungo su questa terra: era morto nel 1973 in un incidente
in motorino. All'epoca studiava Biologia all'Universit
di Aalborg. Arne Pedersen sugger di passare oltre e di concentrare
l'attenzione su quelli ancora vivi.
L'immagine cambi ancora. Stavolta apparve una ragazza
piuttosto in carne e scialba.
Questa invece scoppia di salute.
Era di nuovo di Pauline. Nessuno fece commenti, ma la
Contessa le lanci uno sguardo irritato.
Hanne Brummersted si era laureata in Medicina nel
1977, aveva scritto la tesi di dottorato sulle anomalie cromosomiche
nel 1982 e ora era primario del dipartimento di Genetica
clinica all'ospedale di Herlev. Era residente a Roskilde,
dove si era sposata per divorziare dopo qualche tempo.
Aveva avuto figli in et avanzata, per la precisione due ragazze
di rispettivamente diciotto e quindici anni. La sua fedina
penale era pulita e il livello economico soddisfacente.
La prossima, Malte.
La nuova foto mostrava un'altra ragazza, dai lineamenti
assai irregolari e con un paio di appariscenti occhiali di tartaruga.
Arne Pedersen sfogli i suoi appunti.
Helena Brage Hansen. Nessun percorso universitario,
per quanto ne sappiamo. Attualmente  in una cittadina norvegese
con base a Hammerfest. Non  sposata e si mantiene
con lavoretti saltuari: per esempio nella stagione turistica fa
la guida. Situazione economica e fedina penale non pervenute,
ma ci stiamo lavorando. L'ultima, Malte.
Stavolta le fotografie erano due. Un ragazzo con occhi
gentili e un sorriso abbagliante. E accanto a lui una ragazza,
pallida e malaticcia.
Le ho messe insieme perch sono sposati. Ma all'epoca
non lo erano. Lui si chiama Jesper Mikkelsen, lei Pia Muus...
Pauline fece una risata di scherno, ma Arne Pedersen ne
aveva ormai abbastanza: Adesso la devi smettere. Pu anche
darsi che questi non abbiano il tuo splendido aspetto, ma se
la cosa ti d fastidio, abbi la cortesia di tenertelo per te.
Pauline gli mostr il medio e domand come se niente
fosse: Che cos'ha in faccia, il tipo?.
Un angioma, il cosiddetto morso della cicogna'.
Deve aver avuto il becco grosso, la cicogna.
Posso continuare?
Prego.
Attualmente Pia Muus si chiamava Pia Mikkelsen. Lei e
il marito abitavano ad Aalborg. Dopo il liceo si erano iscritti
entrambi all'Universit di Aalborg, alla facolt di Sociologia,
ma nessuno dei due aveva finito gli studi, che avevano lasciato
infatti dopo soli tre semestri. Per molti anni avevano gestito
un negozio di dischi e articoli musicali, l'AntikvarPladen,
nel centro di Aalborg. Il negozio era specializzato in LP degli
anni sessanta e settanta. Oggi come oggi il locale era chiuso,
ma il loro sito su Internet era molto seguito, con un giro di
affari complessivo di quasi quattro milioni di corone. Non
avevano figli e godevano di una buona situazione economica.
Nel corso degli anni era stata chiamata pi volte la polizia
a causa delle loro violente liti domestiche, ma nessuno dei
due aveva mai sporto denuncia contro l'altro. D'altronde
nelle relazioni degli agenti si sosteneva che i coniugi avessero
ciascuno la propria quota di responsabilit nelle zuffe. A
parte questo, si era ipotizzato che i due avessero interessi
nell'ambiente del porno e dello spaccio di droga di Aalborg,
ma su questo punto la polizia locale aveva ammesso di non
essere mai arrivata a conclusioni definitive. In ogni caso la
coppia non era mai stata indiziata o condannata per qualcosa.
Arne Pedersen allontan gli appunti. In breve, questa
era la Banda dei Sei. Qualche commento?
Klavs Arnold alz la mano, e contravvenendo al suo
schema abituale aspett educatamente che Arne gli concedesse
la parola: Prego, Klavs.
S, la sirena dell'ambulanza di Malte mi fa un po' paura,
ma dimmi una cosa: che intendevi per l'esattezza con l'ambiente
porno di Aalborg? Stiamo parlando di bordelli, di
produzione di film o di una terza ipotesi?
Produzione di film, peraltro del tutto legale. Marito e moglie
pare siano molto interessati a ragazze giovanissime e
vulnerabili. Ma la polizia di Aalborg non ha nulla di concreto,
sono solo supposizioni.
Konrad Simonsen si alz. Zitto un attimo, ordin.
Malte, ce l'hai una foto dove possiamo vederli tutti e sei
insieme, morti compresi, eccetto Lucy Davison?
Il ragazzo scosse la testa.
Ne puoi elaborare una al computer e mostrarcela? Non
fa niente se la foto  composta da pezzi di altre.
Malte poteva farlo benissimo, cos si alz e usc.
Non appena lo studente spar, Konrad Simonsen rimase
a lungo con lo sguardo fisso nel vuoto, mentre gli altri tenevano
la bocca chiusa per non disturbare il flusso dei suoi
pensieri. A parte Klavs Arnold, che a un certo punto sbott
in un S, certo, nessuno pronunci una parola. Poco dopo
Malte Borup torn con la fotografia assemblata. Quando ebbe
mostrato il risultato, Konrad Simonsen si sedette di nuovo
e chiese: Pauline, ci puoi dire che cosa ti viene in mente
quando vedi questi tizi?.
Lei fu prudente: Be', vedo sei ordinari studenti di liceo..."
No, piantala con queste sciocchezze. Dicci cosa pensi
davvero dentro di te. Non sforzarti di essere corretta.
Pauline arross leggermente. Un conto era Arne Pedersen,
lui poteva anche affrontarlo a muso duro. Un altro era
Konrad Simonsen. Con una certa titubanza segu l'invito:
Ecco, so bene di essere una stronza, ma questi qui, accidenti...
sono uno pi brutto dell'altro. Guardate le foto. Ditemi
quello che volete, questo  un gruppo di sfigati come non se
ne sono mai visti. Che tipi assurdi. Se questo  il meglio che
sono riusciti a sfornare i mitici anni sessanta, be', sono proprio
contenta di essere nata....
Grazie, Pauline, la interruppe il commissario, basta
cos, ho avuto la risposta che cercavo.
E sarebbe?
La Contessa spieg: Che probabilmente queste persone
erano degli emarginati, degli sfigati' come dici tu, anche ai
loro tempi. E posso confermarlo con una piccola aggiunta
riguardo a Jesper Mikkelsen. Nelle presentazioni degli studenti
dell'ultimo anno di liceo sull'annuario scolastico, il ragazzo
viene chiamato Yes, yes, yes, yes, Jesper. Da giovane
Mikkelsen balbettava da far piet.
Konrad Simonsen conferm: Dobbiamo sapere quanto
fossero uniti. Erano un gruppo oppure no? E dobbiamo saperlo
prima di parlare con loro, se possibile.
Sgobberemo giorno e notte.
A parlare era stato Klavs Arnold, che con quel commento
fece capire che il tono era diventato un po' troppo autoritario
per i suoi gusti.
Fecero dieci minuti di pausa, per prendere un caff, andare
in bagno o sgranchirsi le gambe. Pauline Berg raggiunse
Konrad Simonsen nel corridoio. So bene che  appena tornato
a casa, disse, ma non pu fare subito qualcosa per quell'incontro
che ci ha promesso con Arthur Elvang? Il gruppo
sta diventando impaziente, e io pure. Il gruppo! Il commissario
aveva sperato che il gruppo avesse cessato di esistere.
E da quante persone sarebbe formato questo gruppo? domand
con malcelata ostilit.
Siamo in cinque.
Bene, d'accordo. Allora puoi riferire al gruppo che ti
verr comunicata una data entro questa settimana. Ma il
gruppo non potr andare da Arthur Elvang. Lo farete solo tu
e la tua amica di Melby Overdrev. Nessun altro.
La Contessa subentr ad Arne nel ruolo di moderatore
del meeting. Rimase per seduta al suo posto mentre esponeva
la relazione sulla casa estiva.
Lei e Klavs Arnold avevano perlustrato Esbjerg e dintorni
per scoprire dove pernottasse Jorgen Kramer Nielsen durante
la sua tre giorni estiva annuale nella cittadina. Dopo
parecchi giorni di duro e infruttuoso lavoro, alla fine avevano
avuto fortuna. Il postino alloggiava anno dopo anno presso
l'ostello della giovent di Norballe. Il primo viaggio risaliva
al 1980, ma nessuno all'ostello aveva idea di cosa facesse
l'uomo. Fedele alle sue abitudini, se ne stava per lo pi per
conto suo. Ma noleggiava sempre una bicicletta e la Contessa
riteneva verosimile che andasse a visitare la tomba di Lucy
Davison, anche se il fioraio di Esbjerg non lo conosceva. Il
che voleva dire che il postino portava i fiori che lui stesso
raccoglieva. Poi avevano cercato di scoprire se Kramer Nielsen
avesse mai incontrato qualcuno della Banda dei Sei durante
i suoi viaggi. Non ci avrebbe messo la mano sul fuoco,
per la Contessa era convinta che ci non fosse avvenuto. E
tanto meno li aveva incontrati tutti insieme.
Vuoi parlare tu della casa estiva? disse poi rivolta a
Klavs Arnold.
No, vai pure avanti. Hai un accento cos affascinante.
Grazie, che cosa carina mi hai detto. Insomma, tocca
ancora a me, anche se non  rimasto molto da dire.
Oltre ad appurare che Jorgen Kramer Nielsen aveva noleggiato
una bicicletta quando alloggiava all'ostello, avevano
trovato conferma che il giro che il postino effettuava poteva
avere un raggio di quindici chilometri. Purtroppo all'interno
di quell'area c'erano centinaia di case estive e dato che le
informazioni concrete rilevate dalle foto erano relativamente
limitate, il lavoro della polizia si prospettava titanico, se avessero
dovuto perquisirle a una a una. Inoltre, poich sulle foto
non apparivano punti di riferimento di nessun genere, non
solo bisognava ispezionare ogni singola abitazione: era necessario
svolgere l'operazione con la massima cura, prima di
poter escludere una certa casa. Come se non bastasse, negli
ultimi quarant'anni le case estive erano spuntate come funghi
nell'area di Esbjerg. In definitiva, sarebbe costato ingenti
risorse di soldi e di tempo passare al vaglio tutte le abitazioni.
La Contessa approfond il concetto: Dalle fotografie
non possiamo interpretare, in base alla vegetazione, se il posto
si trovi nell'interno o sulla costa. La cosa pi realistica
perci  cercare di scoprire se qualcuno della Banda dei Sei
possedesse un alloggio estivo nella zona di Esbjerg. L'indagine
 tuttora in corso. Un'altra possibilit  che ci impelaghiamo
fra imprenditori, falegnami, commercianti di legname e
altri artigiani per avere una valutazione tecnica sui pochi dati
relativi alla casa di cui pur sempre disponiamo.
Konrad Simonsen prese la parola: Non si pu fare un
confronto girando casa per casa con le fotografie in mano?
Assolutamente s, rispose Klavs Arnold.
Perci se gli agenti lavorano sodo  un metodo che pu
dare buoni risultati, no?
Questo  sicuro, solo che ci vuole un sacco di tempo e
non si pu dare a chiunque un incarico del genere. E poi,
come dice la Contessa, costerebbe una fortuna. Ma  senz'altro
una possibilit.
Non potresti condurla tu questa ricerca?
S.
Allora fallo.
D'accordo, purch pensiate voi alle scemenzuole burocratiche.
Naturalmente, nessun problema. Come ha detto Arne
nella presentazione, forse abbiamo a che fare con un caso di
duplice omicidio, perci non possiamo lesinare sulle risorse.
Come reagirebbe la stampa se venisse a saperlo?
Arne Pedersen mugugn di budget e costi senza troppa
convinzione.
Pauline Berg lo zitt: Su questo Simon ha ragione, Arne.
I giornali del mattino faranno Gurli a pezzi. Sai che brutte
prime pagine!.
Arne Pedersen si rassegn e riguadagn il precedente
ruolo di moderatore. Lo schermo mostrava ora la foto di un
uomo, grossolanamente ingrandita. Il suo viso sorrideva felice
all'obiettivo. Era difficile stabilirne l'et.
I nostri amici della banda hanno avuto un ospite. Quest'uomo
appare in due fotografie e come potete vedere  affetto da
sindrome di Down. Riteniamo che abbia un'et fra i venticinque
e i trentacinque anni. Non sappiamo se la sua presenza
significhi qualcosa, se sia un villeggiante o un abitante del
luogo. Se l'ipotesi corretta  la seconda, allora pu aiutarci a
restringere il campo d'indagine sulle case estive. In teoria
potrebbe aver partecipato al giro insieme agli altri, ma non
lo crediamo realistico, fra l'altro per via del suo abbigliamento.
Al momento non abbiamo altri elementi su di lui.
Konrad Simonsen intervenne: Ora che mi ricordo, devo
dirvi una cosa: Jorgen Kramer Nielsen si era tagliato i capelli
poco dopo il suo ritorno a Copenaghen e prima di essere
assunto nell'ufficio postale del padre. Magari non significa
niente, ma ora lo sapete.
Arne Pedersen lo segu a ruota: A questo punto vorrei
fare anch'io una piccola digressione, prima di passare all'ultima
e pi interessante fotografia. Riteniamo che siano stati
Kramer Nielsen e Hanne Brummersted a trasportare gli oggetti
di Lucy Davison in Svezia, visto che tutti e due erano
assenti all'ultima prova d'esame. Ma Hanne Brummersted la
sostenne in un secondo momento, mentre Jorgen Kramer
Nielsen, come sappiamo, mai pi. Inoltre Hanne era l'unica
della Banda dei Sei ad avere la patente.
La Contessa domand: Quanto tempo credete che siano
rimasti in Svezia? Lycksele  un bel po' a nord.
Come minimo tre giorni, se non quattro, a meno che
Hanne non abbia guidato senza interruzione giorno e notte
o Jorgen si sia alternato al volante pur non avendo la patente.
I genitori della Brummersted possedevano una macchina,
ma non sappiamo se la figlia se la sia fatta prestare. Pu averla
presa anche a noleggio, in fondo aveva diciotto anni. C'
altro?
Non c'era.
Allora procediamo verso la nostra ultima fotografia, che
di sicuro  stata fatta con l'autoscatto. Osservatela attentamente,
prima di formarvi un'opinione.
Sullo schermo si stagliarono le figure di sette adolescenti.
Stavano in fila, ognuno con il braccio sulle spalle della persona
accanto, ripresi all'aperto. Jorgen Kramer Nielsen era
l'ultimo sulla sinistra e Lucy Davison l'ultima sulla destra.
I tre maschi non avevano niente addosso, a parte i sandali o le
scarpe, e lo stesso valeva per Hanne Brummersted. Lei per
non sembrava a suo agio, visto che cercava di evitare l'obiettivo
coprendosi il grembo con una mano. Le altre due ragazze
indossavano invece le mutandine. Anche Lucy Davison
era nuda sotto il suo giaccone afgano: con un pizzico di civetteria
lo aveva lasciato semiaperto, mentre posava maliziosa
e ammiccante davanti all'obiettivo. Le altre tenevano gli
occhi fissi a terra. Il clima era triste come la foto.
Il silenzio fu rotto dalla Contessa: Okay, non  necessario
essere professori di psicologia per capire che questi ragazzi
non sono tipi da esibizioni del genere. Poveretti, come
sono impacciati e timidi... la disinvoltura di Lucy Davison se
la possono solo sognare. Ma... che cosa c' sulla pancia dei
maschi?.
Una scritta: No study. Secondo noi si tratta di vernice
rossa, e poi guarda l'indice di Lucy Davison.
Pauline Berg comment: Ci credo che si vergognano.
Una pagliacciata del genere non piacerebbe neanche a me.
Ma in fondo a chi piacerebbe?.
Non  questo il punto, borbott Klavs Arnold con il
suo accento dello Jutland. Il punto : lo faresti?
Neanche per sogno, davanti a una macchina fotografica
poi!
Loro per l'hanno fatto.
Konrad Simonsen intervenne: Perch conobbero la bella
hippy che veniva dal grande Regno Unito. Benvenuti negli
anni sessanta. L'avr pagata con la vita? Invidia, sesso esagerato,
droghe?.
Pauline Berg insistette sull'ultimo filone: Amanite? Magari
avevano preso dei funghi allucinogeni. Si faceva anche
questo all'epoca.
In giugno ce ne sono ben poche di amanite, adesso come
allora.
Non  difficile intuire le tensioni che possono essere
esplose, obiett la Contessa. Forse i componenti della
Banda dei Sei venivano emarginati dai loro compagni di classe,
cosa che non ha certo migliorato i rapporti. E una prospettiva
interessante che varrebbe certo la pena approfondire, ma
prima di avvitarci a spirale su questo punto vorrei dirvi che
non credo affatto che sei adolescenti possano uccidere un
coetaneo cos, di punto in bianco. Pu capitare per un malaugurato
incidente a uno, forse a due, ma a sei  impensabile.
Avendo letto i loro temi, credo di poter dire che nessuno
di loro fosse contento del proprio aspetto, ma stiamo sempre
parlando di normali liceali danesi. Non avevano progettato
di ammazzare nessuno, e se per disgrazia uno di loro lo avesse
fatto, sono certa che gli altri non lo avrebbero coperto.
Non dopo averci riflettuto a lungo una volta tornati a casa.
No, deve essere successo qualcos'altro. Qualcosa a cui non
abbiamo pensato.
Quest'ultima affermazione gener una serie di pensierosi
cenni affermativi da parte degli astanti.
Poco dopo Konrad Simonsen si rese conto che gli altri,
incluso Arne Pedersen, lo stavano fissando in attesa di una
sua decisione. Allora si alz e prima di andarsene dett la
linea per i passi successivi: Con molta discrezione dobbiamo
cercare di scoprire il possibile sui componenti della
Banda dei Sei. La casa estiva ha la massima priorit. Bisogner
parlare con i loro compagni di classe e vedere se salta
fuori qualche novit. Al momento sappiamo troppo poco
per interrogarli.
Le sue parole riscossero l'approvazione generale, sottolineata
dallo squillo di tromba che Malte produsse con il computer,
stavolta preso da un videoclip. Il cane Napoleone,
negli Aristogatti di Walt Disney, ripeteva all'infinito la stessa
solfa. Il capo sono io, decido io quando  la fine. Il capo sono
io, decido io quando  la fine. Il capo sono io, decido io quando
 la fine.
Solo all'occhiata di fuoco della Contessa Malte si ferm,
volatilizzandosi subito dopo.
Dopo il meeting, Konrad Simonsen si diresse a Sollerod
per disfare le valigie. Quando ebbe finito e messo in moto la
lavatrice, si dedic alla sua corsetta, che and peggio del previsto.
L'ottima cucina bulgara aveva lasciato le sue tracce,
non cos profonde per da non poter essere neutralizzate
con un paio di giorni di movimento costante. Il tempo era
grigio e umido, perfetto per correre, in quanto non aveva la
sensazione di morire di caldo se accelerava, ma neppure sentiva
freddo camminando, come stava facendo ora. Una macchina
gli scivol a fianco. Lui la degn a malapena di una
sbirciata priva di vero interesse. Era una Jaguar blu e il commissario
ipotizz che avrebbe parcheggiato nel vialetto della
villa che stava costeggiando. Solo quando l'auto continu a
procedere al suo fianco riusc a mettere a fuoco l'autista, scoprendo
che lo conosceva. Helmer Hammer, un uomo affascinante
sui quarantacinque anni, era un funzionario della
presidenza del Consiglio, incarico che lo collocava nella cerchia
dei potenti dell'amministrazione dello stato. Era anche
abile nel dissimulare i suoi scopi, se necessario. La macchina
si ferm e il finestrino scivol in basso.
Salga in macchina, Simonsen. Ho solo una mezz'ora di
tempo, poi devo rientrare al lavoro. A proposito, bentornato.
Il commissario si infil nell'auto, sbigottito, accomodandosi
sul sedile posteriore. Helmer Hammer spieg: Sono
venuto per dare un'occhiata alla galleria di cui parlano tutti,
e anche per darle un'informazione.
Il funzionario della presidenza del Consiglio misurava la
stanza a passi lenti, concedendosi tutto il tempo di cui aveva
bisogno per osservare i collage a uno a uno. Quando ebbe
finito, fece a Simonsen qualche domanda sulla ragazza.
Si chiamava Lucy Davison, lo inform il commissario.
Veniva dall'Inghilterra e con tutta probabilit  morta.
Helmer Hammer annu compunto, come se quella fosse
la risposta che si aspettava, poi disse: Ho un amico che fa
l'avvocato in centro e ha tutte le carte per diventare un tipo
tosto nel suo settore. Una volta alla settimana giochiamo a
squash insieme e nel nostro ultimo incontro mi ha detto di
essere stato contattato da un officialis inglese. E vicario giudiziale
cattolico, caso mai avesse dubbi a riguardo. Una posizione
di tutto rispetto, insomma.
Konrad Simonsen borbott qualcosa mentre ascoltava.
L'officialis inglese lo ha pregato di contattare l'amministratore
giudiziario del tribunale fallimentare di Glostrup
per lanciare un'offerta sui suoi collage, Simonsen. E allo stesso
tempo per ribadire che se altri rilanciano, il tribunale deve
mettersi in contatto con il mio amico prima che le suddette
opere d'arte siano vendute. Le autorit inglesi, infatti, gli
hanno dato il mandato di aumentare considerevolmente l'offerta,
in caso di necessit. E sottolineo considerevolmente'.
In pratica il Vaticano vuole comprare i miei... cio, i collage
di Jorgen Kramer Nielsen?
Il Vaticano? No, non credo proprio. Ma vuole acquistarli
qualcuno all'interno della chiesa cattolica.
Chi e perch?
Non lo so.
Non potrebbe scoprirlo? Mi piacerebbe saperlo.
Non penso di poterlo fare. La chiesa cattolica non 
un'organizzazione di cui sia facile scoprire le carte, e d'altra
parte non ho nessuna intenzione di farlo. Potrebbero sorgere
dei problemi se cominciassi a rimestare in questioni del
genere.
Konrad Simonsen incass il rifiuto. Quanto pagherebbero?
Non molto all'inizio. Perch, vuole tenerseli lei?
S, rispose il commissario con sincerit. In ogni caso
almeno uno, ma se fosse possibile anche tutti.
La capisco, sa, sono davvero belli.
Non mi ha risposto: quanto offrono?
Cinquecento corone per collage, ovvero ottomilacinquecento
corone per tutti e diciassette.
Diciotto, sono diciotto. Il che vuol dire novemila corone...
ma s, in fondo  ragionevole.
Come dicevo sono disposti a considerare un significativo
incremento della somma se sar il caso. E comunque,
Simonsen, guardi che io so contare: i quadri sono diciassette
e questo  esattamente ci che riferir al mio amico, che mi ha
chiesto quanti fossero. Perch in effetti lui non lo sa.
Non appena Helmer Hammer spar dalla circolazione,
Konrad Simonsen volle andare a sua volta a dare un'occhiata
ai collage, pensando che in fondo non era stata una perdita
di tempo esporli in casa sua. A parte la gioia che gli procurava
la vista della stanza - una gioia su cui sorvolava, e che a
dire il vero sottovalutava un po' - la galleria gli aveva fornito
ora anche un'informazione che poteva rivelarsi interessante.
Per l'occasione decise di telefonare al prete, cos, giusto per
chiedergli come stava. Per fare due chiacchiere da uomo a
uomo. E invitarlo magari a Sollerod, se gli avesse fatto piacere.
E poi c'era ancora da consultare Madame - la sua consigliera
chiaroveggente - perci tutto sommato era troppo
presto per considerare l'esposizione dei suoi collage come
un fiasco. No, non i suoi: erano del postino defunto, ovvio.
Lui li aveva solo presi in prestito. Purtroppo. Rivolse un sorriso
tirato alla porta da cui era uscito Helmer Hammer. Solo
in prestito... tutti e diciassette.
Nel resto della settimana l'indagine di Konrad Simonsen
si trascin con lentezza esasperante. L'autunno era tornato a
essere grigio e piovoso, e intanto gli agenti si davano da fare
a battere palmo a palmo la zona intorno all'ostello di
Norballe mettendo a confronto le case estive con le carte che si
erano portati dietro. Era un lavoro lungo e paziente, che non
stava producendo alcun risultato. Klavs Arnold richiese cos
un altro giro, e poi un altro ancora.
Il tipo di carta utilizzato da Jorgen Kramer Nielsen per la
creazione dei collage era stato determinato con teutonica
precisione. La prima opera avente come soggetto Lucy Davison
fu creata intorno al 1973, un'informazione per ricavare
la quale ci volle una mole di lavoro enorme e che adesso appariva
del tutto priva di importanza. Lo stesso valeva per il
rapporto di Kurt Melsing, che oltre a determinare il tipo di
collante usato dal postino per fissare gli specchi nella soffitta,
si era limitato a datare l'allestimento della stanza intorno al
2000. Un altro dato prevedibile, che Konrad Simonsen archivi
con un'alzata di spalle.
La Sezione Omicidi in quei giorni era impegnata anche
ad assemblare i diversi dati sulla Banda dei Sei: come si era
formata? Aveva un capo riconosciuto o un capo informale?
Erano previsti degli incontri periodici? E in questo caso, con
quale obiettivo? Queste erano le domande principali, poi ce
n'erano una ventina di altre, le cui risposte potevano fornire
una panoramica della vita dei sei ragazzi nel 1969.
Konrad Simonsen and a cercare i vecchi allievi della terza
Y del Brondbyoster Gymnasium in un raggio pi ampio di
Copenaghen, ma senza che emergesse niente di utile. I tempi
del liceo erano acqua passata per tutti, fatta eccezione per
sprazzi di ricordi insignificanti che non avevano ancora coinvolto
la Banda dei Sei. La sua ultima conversazione aveva
avuto luogo a Ringsted e la prossima tappa sarebbe stata
Nykobing Falster. Se avesse proseguito, sarebbe arrivato fino
a Detroit o Wellington, ipotesi del tutto irrealistica. Duplice
omicidio o meno. Invece fu costretto a trascorrere un
paio di giorni di lavoro con un fastidioso mal di gola e con la
sensazione che l'indagine non usciva dalle secche in cui si era
arenata. Luned 21 ottobre sal in macchina diretto a Falster.
La donna che venne ad aprire la porta aveva fra i cinquanta
e i sessant'anni, usava un linguaggio sofisticato ed era
molto arrabbiata. Il commissario non fece neppure in tempo
a presentarsi che fu investito da una caterva di insulti e maledizioni.
Alla donna le parole non mancavano di certo.
Ora dovete solo piantarla. Prenda il suo insulso distintivo
e se lo infili dove dico io, e se non ha un mandato si tolga dai
piedi.  uscito da dieci anni ormai e ciononostante state sempre
qui a rompere i coglioni. Se ne vada. Aveva appoggiato le
mani sui fianchi, formando un'invalicabile barriera. Dall'interno
della casa sent una voce maschile urlare: Chi ?.
La polizia.
Digli che non sono stato io.
Gli ho detto di filarsela, ma questo sbirro  tonto, sta
ancora qui.
L'uomo apparve nell'ingresso. Pi tardi Konrad Simonsen
raccont alla Contessa: Quando l'ho visto, ho pensato a
un'illusione ottica, ma non lo era. Era proprio lui, porca vacca,
affascinante come sempre: Pelle Olsen in carne e ossa, o
Pelle Mangiasoldi se vuoi, il re di Elmegade.
Me lo ricordo benissimo. Mi piaceva un sacco.
Piaceva a tutti Pelle, anche a quelli che fregava. Si diceva
che riuscisse a sfilare i soldi dalle tasche di qualsiasi uomo
e le mutandine a qualsiasi donna.
A proposito, ora che ci penso mi deve ancora trecento
corone.
Mmm, deve aver fatto un'eccezione.
Konrad Simonsen si becc una gomitata nel fianco per la
battuta.
E andato in pensione?
Quasi, ma non del tutto. Se la smetti di malmenarmi te
lo racconto. Allora, ovviamente mi ha invitato a entrare...
Ben presto si era creata una piacevole atmosfera. L'arpia
di poco prima si trasform in una squisita padrona di casa
dal sorriso caldo e accogliente. Prepar la colazione, mentre
i due uomini parlavano dei bei tempi andati. In barba a tutte
le regole, Konrad Simonsen accompagn le aringhe con un
bel grappino. Pelle Olsen raccont: Capisco che tu possa
pensare che qui gatta ci cova, ma ti assicuro che possiedo
una licenza per il mestiere di ipnotizzatore e non me la sono
certo fabbricata da solo. Mi  costata tre anni di duro e onesto
lavoro, nonostante abbia del talento naturale. Mi credi?.
Konrad Simonsen rise. Certo che ti credo. E proprio
questo il problema: tutti ti credono.
La moglie gli diede man forte, spiegando senza aggressivit:
Ci occupiamo di disintossicazione dal fumo, fobie - se
non sono troppo gravi - e di persone che amano esperienze
trascendentali, che desiderano per lo pi risalire alle loro vite
precedenti, perci alla fine ricevono un file audio con la
registrazione di quel che dicono durante la trance. N pi, n
meno. Quanto a magheggi e intrugli contro le malattie, non
 roba per noi, semplicemente ci rifiutiamo di farli. Non vogliamo
ingannare gente che ha gi i suoi problemi, che tu ci
creda o no.
Stavolta il commento di Konrad Simonsen suon pi
convinto. E sempre stato cos con te, Pelle. Perci piacevi a
tutti noi. Bisogna alleggerire il padrone, mai l'operaio.
Ci vuole un po' di etica, o no? Vuoi sapere che scherzo
da figli di puttana abbiamo tirato ai due giudici del tribunale
regionale? Credo che fosse nel 1984 o 1985. Mi sa che non
ne avete saputo mai niente.
Trascorsero ancora del tempo in piacevoli rievocazioni,
prima che Konrad Simonsen tornasse alla sua missione originaria.
La donna era desiderosa di essere di aiuto, ma in linea
con gli altri compagni di classe i suoi ricordi erano inclini al
sentimentalismo e privi di precisione. S, abbiamo vissuto
di tutto e di pi. I miei anni al liceo furono una girandola di
avvenimenti. Prima superiore nel 1967, l'anno di Summer of
Love e Sergeant Pepper, il re degli LP. Seconda superiore nel
1968, l'anno in cui esplosero le rivolte studentesche a Parigi.
Nel 1969, gran finale, conseguimmo la maturit fra l'atterraggio
sulla luna e il festival di Woodstock. Non potevamo
essere giovani in tempi migliori, splendidi dall'inizio alla fine,
ma questo lo sai, erano anche i tuoi tempi.
S, certo.
Devi ammettere che  stato un periodo fantastico.
A dire il vero non saprei. Per quanto mi riguarda sono
sempre stato un po' da una parte e un po' dall'altra. Quando
qualcuno cita estasiato il maggio 1968 a Parigi, come hai fatto
tu, io penso alla Primavera di Praga. E a quelli che blaterano
di acid heads - teste acide - e parto in casa, rispondo con
amore e sviluppo culturale. La verit  che non riesco a trovare
me stesso davvero. 
Pelle Olsen arriv subito in soccorso. Fatti un bel giro
dietro le sbarre e il problema  risolto! 
Credo che passer la mano.
Lo immaginavo. Be', io non posso vantare chiss quali
competenze culturali, ma una cosa la so per certo: in quegli
anni era facilissimo riempirsi le tasche di spiccioli, bastava
seguire le persone giuste. Per esempio, io mi mettevo dietro
al tizio con il pappagallo che girovagava per lo Stroget con la
carrozzina.
Sigvaldi, se non ricordo male. Vendeva Succo di Lampone
e Zampa di Cornacchia, fiabe per bambini raccolte in quaderni
rilegati.
S,  vero. Io invece vendevo braccialetti di perline di
legno acquistate per una sciocchezza nel negozio di giocattoli
di Osterbro. Artigianato artistico tibetano di Lhassakya, il
monastero pi in alto di tutti dell'Himalaya. Quando piove
sul prete, si bagna anche il chierichetto. Se vendeva Sigvaldi,
vendevo anch'io. La gente era cos ingenua in quel periodo.
Era come se tutti si affannassero a entrare nella nuova era,
senza sapere ancora distinguere il fieno dalla paglia. Io avevo
addirittura una chitarra e una parrucca. Gironzolavo da un
ritrovo di studenti all'altro, cantando e accompagnandomi
con la chitarra. Era uno spettacolo raccapricciante, nemmeno
io mi sopportavo, eppure le monetine cadevano a pioggia
nel cappello.
A quel punto fece finta di strimpellare la chitarra e poi
cant con una voce stridula come un treno in frenata: Mio
padre e mia madre erano tutti e due operaiiiiiiii.
La Contessa sorrise alla rievocazione di Konrad Simonsen,
pi che altro perch lo vedeva cos contento della storia
che aveva raccontato. In definitiva la moglie si  ricordata
qualcosa o no?
Neanche lontanamente. Quando siamo arrivati al dunque,
la sua memoria  andata in tilt, come quella di tutti gli
altri con cui ho parlato. Nessun nome dei componenti della
Banda dei Sei le diceva niente, n sono state di aiuto le foto
che le ho mostrato.
Insomma, un altro buco nell'acqua. Credo proprio che
tu debba lasciar perdere questa pista, Konrad.
No, aspetta un attimo. Gi che ero l, ho pensato che
valeva la pena appurare se Madame fosse in casa oppure no.
E ho fatto centro. Poi me la sono filata a Rodby.
A fare che cosa?
Lo saprai pi tardi, intanto ascolta. Alla centrale di polizia
di Rodby, mentre aspettavo, ho chiesto di poter usare un
computer per dare un'occhiata al sito di Pelle Olsen, per pura
curiosit. Nel frattempo mi  tornato in mente il suo commento
a proposito della mia difficolt a trovare me stesso,
cos mentre guidavo verso casa sono passato di nuovo a trovarlo.
Non dirmi che ti sei fatto ipnotizzare.
Ma no, sei matta? Per ho pensato che poteva ipnotizzare
sua moglie.
Pelle Olsen aveva valutato la proposta con attenzione.
Alla fine rispose: Non sar una passeggiata. Questo tipo di
ipnosi richiede un'intensa preparazione ed  ovvio che non
posso dare garanzie su cosa e quanto mia moglie ricorder,
perci  possibile che getterai i tuoi soldi al vento.
Avevo sperato in un piccolo sconto.
E naturalmente lo avrai, Simonsen, siamo vecchi amici,
bla, bla, bla. Ma non posso scendere sotto le quattromila corone,
sarebbe un affronto a me stesso. Oppure duemilacinquecento
se mi paghi in contanti, non so se mi spiego. No,
no, scusa, non  corretto.
Mi sembra un prezzo ragionevole, purch l'offerta includa
un bicchiere di quelle tue pasticche al ginseng per disabituarsi
alla nicotina. Ho smesso di fumare da poco e non
c' nulla di male se mi faccio aiutare da un collaudato rimedio
omeopatico. Non  quello che scrivi sul tuo sito?
A pensarci bene, Simonsen... sai una cosa, sono cos
contento di averti rivisto, e poi tu mi hai sempre trattato benissimo...
insomma, la mia consulenza ti coster... Guard
il suo ospite. Mille corone? Che ne dici?
Konrad Simonsen osserv il soffitto e aspett.
Gratis et amore Dei, e non ne parliamo pi. Gratis, ecco.
Certo  molto generoso da parte tua.
Ci mancherebbe altro. L'amicizia  amicizia. Che ne dici
di mercoled a cena? Cos avr anche il tempo di far abituare
la mia signora all'idea.
Alla stazione di polizia di Rodby Konrad Simonsen aveva
oltrepassato una soglia psicologica che era tutt'altro che sicuro
di poter superare.
Si trattava del nome di Rita. In giovent l'aveva amata
per quasi due anni. Nel bene e nel male, e in certi periodi
con maggiore intensit che in altri. Non era stato un problema,
per lui, pensare cos spesso a Rita nei mesi successivi
all'operazione, oppure, in determinate situazioni, sognarla a
occhi aperti. Tutto sommato era stato anche bello. O meglio,
era bello. E senza impegno. Era una condizione grazie alla
quale Rita restava solo un ricordo, una voce proveniente dalla
giovent e che non faceva pi parte della sua vita: di lei
Simonsen ricordava solo il nome di battesimo, per quanti
sforzi facesse.
All'agente di guardia della stazione di polizia di Redby, il
commissario non aveva certo nascosto che la sua visita era di
carattere privato, ma l'uomo lo invit a superare la sbarra
indicandogli un ufficio. Posso vedere di nuovo la sua carta
di identit? E pu ripetere che cosa desidera?
Lui gli mostr il documento. E una questione personale.
Non mi serve nessun trattamento speciale.
Per me non c' problema. Chi aveva bisogno di rintracciare?
Una donna di cui conosco solo il nome di battesimo,
cio Rita. Il cognome  molto comune, di quelli che finiscono
in -sen: Jensen, Nielsen, Hansen, Petersen, roba del genere.
E poi aveva un secondo nome insolito, che non riesco
proprio a ricordare. Fu arrestata per tentato contrabbando
di valuta nel novembre o dicembre del 1972.
1972? Ma  una vita fa!
Purtroppo s. Ma quello che mi interessa  solo il suo
cognome. Il caso  in secondo piano.
Forse lei  molto, molto fortunato. Lo scorso anno
abbiamo accolto due studenti lavoratori che svolgevano il servizio
civile - nessun altro li aveva voluti - e cos ne abbiamo
approfittato per aggiornare una parte del nostro preistorico
archivio. Non so esattamente... credo che sia rimasto nel vecchio
scantinato.
Ho portato tre bottiglie di ottimo vino rosso, spero contribuisca
alla motivazione.
L'uomo riapparve dopo soli dieci minuti. Caspita,  stato
pi facile del previsto: Rita Metz Andersen. Se ne sono
occupati anche gli agenti del PET, i servizi di sicurezza, ma
poi il caso  stato archiviato.
Il prete arriv a Sollerod il marted, in un mattino di sole.
Il tempo era splendido: cielo azzurro e limpido spazzato da
un vento tiepido, che giocava con le foglie avvizzite ammucchiate
qua e l nelle vie delle villette lungo il percorso della
salute di Konrad Simonsen. Aveva passeggiato per tutto il
tragitto, come un anziano signore pacioso, trascinando i piedi
lentamente attraverso i cumuli di foglie, come faceva da
bambino. Certo non si poteva chiamarlo jogging, tuttavia il
giretto miglior ugualmente il suo umore e in fondo si diceva
che anche questo allungasse la vita. Tornato a casa, fece giusto
in tempo a portare un tavolino da giardino quadrato e un
paio di sedie nella galleria, nonch a piazzarvi sopra pedine
e scacchiera, prima che il prete bussasse alla porta. L'uomo
era arrivato da Hvidovre in bicicletta e aveva un bel colorito
sulle guance. Si salutarono. Konrad Simonsen era sincero
quando gli disse che era felice di vederlo, e altrettanto valeva
per il prete, cos per lo meno afferm. La banale verit era
che i due si piacevano. Il prete si tolse la giacca a vento e la
pos sulla cyclette di Konrad Simonsen. Bene bene, che
trucchetto ha escogitato per oggi? Sono curioso di vederla
all'opera. L'ultima volta che ci siamo incontrati mi ha manipolato
come un pivello.
Le sue parole non suonarono per nulla risentite. Konrad
Simonsen rispose con la stessa leggerezza nella voce: No,
stavolta niente sgambetti. Come le ho detto al telefono,
pensavo che le avrebbe fatto piacere guardare pi da vicino i
collage di Jorgen Kramer Nielsen. E poi ho un paio di domande
da farle a riguardo, ma questo se lo immaginava, non
 cos?.
Direi di s. Comunque sono felice, di vedere i collage.
Non me la sentivo di salire nella soffitta di Jorgen, perci
l'opera d'arte l'ho vista solo da lontano, bench ammetta di
aver allungato il collo per poterle dare una sbirciata.
Indic il tavolo al centro del locale. Vedo che ha predisposto
tutto per giocare a scacchi. Dovete aver passato al
setaccio tutta la mia esistenza, perch sono trascorsi parecchi
anni dall'ultima volta che ho fatto una partita.
Secondo posto nel campionato universitario in Gran
Bretagna, anno 1985. Non  mica un piazzamento da poco.
 per questo motivo che ho invitato Arne Pedersen, il sottufficiale
della Giudiziaria che l'ha interrogata in Questura.
Agli scacchi  molto pi bravo di quanto lo sia io, ma  probabile
che arrivi un po' in ritardo, perci si deve accontentare
di me. Le va? O vuole prima vedere i collage?
Il prete si sedette, poi tirarono a sorte per il colore. Al
prete tocc il bianco. Konrad Simonsen disse: Ho evitato
l'orologio, pensavo che nel frattempo potevamo scambiare
due chiacchiere.
Volentieri.
Cominciarono e nel gioco d'apertura non ci fu molto spazio
per la conversazione. Come il commissario aveva ipotizzato,
il prete era troppo bravo per lui, pur seguendo una
tattica cauta e iperdifensiva. Dopo una ventina di mosse,
quando la sua situazione era gi sul punto di precipitare,
Konrad Simonsen se ne usc con studiata noncuranza: Ho
sentito dire che la sua chiesa vuole acquistare i collage. E
un'idea che ha avuto lei, non  vero?.
Il prete fece la sua mossa e rispose: S,  cos.
Perch?
Glielo dir quando i collage verranno svincolati e noi li
avremo acquistati.
Non pu dirmelo ora?
Konrad Simonsen mosse la sua pedina e il prete gli rese
subito la pariglia. Poi disse con calma: S, potrei, ma credo
che sia meglio aspettare.
Un officialis. Certo che lei ha i suoi buoni contatti.
Mi rendo conto che questa  la prima impressione che
uno pu avere, ma la posizione di officialis della persona in
questione non ha niente a che vedere con il caso. Le motivazioni
sono completamente diverse.
Lei sa bene che i quadri saranno svincolati solo al termine
della mia indagine. Potrebbe volerci molto tempo.
Siamo persone pazienti, abbiamo tutto il tempo del
mondo.
Arne Pedersen fece il suo ingresso nella stanza. Salut
entrambi, scusandosi per il ritardo. La macchina non ne voleva
sapere di partire. Lanci una rapida occhiata alla partita
in corso e mise una mano sulla spalla del commissario. Non
sar per niente facile, Simonsen.
Effettuarono ancora una decina di mosse, poi Konrad Simonsen
porse la mano.
I tre uomini percorsero lentamente la galleria osservando
i collage. All'inizio nessuno di loro apr bocca. Il prete era
molto accurato: dedicava una notevole quantit di tempo
all'esame di ogni singolo quadro, guardandolo da diverse angolazioni.
L'ispezione dur a lungo, ma nessuno dei tre aveva
fretta. Al quarto collage Arne Pedersen disse: d4.
Il prete ribatt all'istante: d5 e Arne ancora pi veloce:
cavallo in c3. Konrad Simonsen fece un passo indietro.
Non poteva proprio seguirli: gli scacchi a occhi chiusi erano
fuori dalla sua portata.
La partita termin prima che il prete arrivasse all'ultimo
quadro. Vinse Arne Pedersen e il ministro della chiesa si
congratul senza risentimento. Konrad Simonsen invece gio
un pochino, anche se si guard bene dal mostrarlo. Arne
Pedersen rimase impassibile.
Si sedettero in soggiorno a bere t e caff. Il prete parl
dell'aspetto sociale della sua missione, Konrad Simonsen e
Arne Pedersen dei ghiacci dell'entroterra in Groenlandia,
che avevano avuto occasione di visitare durante un caso
dell'anno precedente. La chiacchierata divenne piacevole,
soprattutto perch i due poliziotti glissarono abilmente
sull'indagine in corso.
Mi ha lasciato vincere, ammise Arne Pedersen dopo
che il prete se ne fu andato. Ne sono pi che sicuro. Non
credi?
Konrad Simonsen scosse la testa. Non ne ho idea. Non
riuscivo a seguirvi.
Alla fine avevo il pedone di cavallo contro la sua torre e
lui avrebbe potuto catturare il mio cavallo con una semplice
mossa, invece  andato a mangiare il pedone ed  finito in un
banale gambetto. Vuoi vedere?
Volentieri. Giocarono di nuovo la partita e scoprirono
che il prete aveva davvero scelto di perdere. Perch l'avr
fatto? si meravigli Arne Pedersen.
Konrad Simonsen disse: Non aveva voglia di vincere
due volte di fila. Credo che sia fatto cos.
 un uomo strano.
 un uomo piacevole, ma non va sottovalutato.
Se il prete era un tipo strano, come aveva affermato Arne
Pedersen, l'altra persona che and a far visita a Konrad
Simonsen nella galleria lo era ancora di pi. Il commissario
aveva convinto Madame, la consigliera chiaroveggente, a
raggiungerlo a Sollerod. Di solito andava a trovarla lui nella
sua casa di Hoje Taastrup, portandosi dietro qualche oggetto,
spesso il lembo di un abito, che riguardava il caso in cui
era impegnato. Per esempio l'orologio da polso di una persona
uccisa. Ma in questo caso non si poteva fare, perch
non aveva niente che fosse appartenuto a Lucy Davison.
Pauline Berg aveva avuto il permesso di osservare Madame
nello svolgimento del suo lavoro, ci teneva da matti e
Konrad Simonsen si pieg alla sua insistenza. La ragazza arriv
mentre Arne Pedersen stava per andarsene. Il commissario
not che lei lo aveva salutato a malapena, con un breve
e freddo Ciao Arne, mentre lui fu gratificato di un affettuoso
abbraccio e persino di un sorriso. Accompagn Arne
al cancello del giardino. Non appena fu sicuro che Pauline
non poteva sentirli, Simonsen indag: Siete di nuovo ai ferri
corti?.
Arne Pedersen esit prima di rispondere. Ma che ferri
corti e ferri corti. Tutte le volte che non si fa come dice lei,,
diventa intrattabile. Ormai ci ho fatto l'abitudine.
Che cosa ti sei rifiutato di fare?
Di chiedere alla tua amica chiromante di aiutarla nel
non-caso Juli. Ho gi le mie rogne a finanziare le tue stranezze,
e passi, ma ora dovrei addirittura scovare altre risorse per
lei. E per di pi per un caso che non esiste.
Aveva ragione. Era sempre un problema contabilizzare le
prestazioni di Madame. Neanche a Konrad Simonsen piaceva
pi di tanto che la Sezione Omicidi usasse i soldi dei contribuenti
danesi per queste stregonerie, cos aveva dato una limatina
qua e l, affinch l'onorario della signora non apparisse
in evidenza nel budget. Ora toccava ad rne fare lo stesso.
Ma non era argomento che Konrad Simonsen avesse voglia di
approfondire. Cos devi l'attenzione dicendo: Ma guarda
come si  conciata. Si veste quasi peggio del questore.
Pauline Berg, dal canto suo, indossava un tailleur che sarebbe
stato perfetto su una vecchia contabile. Forse per
compensare quell'aspetto cos dmod, aveva completato il
tutto con un vistoso foulard al collo.
Cosa c' che non va nel modo di vestire di Gurli? domand
stupito Arne Pedersen. Io la trovo sempre cos giovanile.
Dieci minuti dopo arriv Madame a bordo di un Mercedes
Van, attrezzato in modo da poter trasportare una carrozzella.
Al volante della macchina c'era il marito della donna.
Si chiamava Stephan Stemme e a Konrad Simonsen non piaceva
un granch. Non piaceva a molti, per la verit. O forse
a nessuno.
Dalla finestra del soggiorno il commissario e Pauline Berg
videro Stephan Stemme scendere dall'auto e scrutare la casa.
Spero che non entri anche lui, comment Simonsen.
Vieni, sar meglio andare a prenderla.
Appena li vide uscire, Stephan Stemme diede loro la mano
e spieg che la moglie aveva subito una brutta frattura
dell'anca, seguita, dopo l'operazione, da un'infiammazione dell'articolazione.
Quindi non poteva camminare finch l'infiammazione
non fosse sparita e lei potesse tornare in ospedale. La
macchina era stata noleggiata per la visita a Sollerod e la spesa
relativa messa in conto al commissario. Cos dicendo, porse a
Simonsen una busta. Poi fece il giro della macchina, apr il
portellone posteriore e ne estrasse una pedana, che con l'aiuto
del telecomando sollev in modo da posizionarla orizzontalmente
rispetto al retro dell'auto. A fatica l'uomo sal e spinse
la moglie sulla pedana. Fiss con cura la carrozzella, riabbass
la pedana e consegn la moglie a Konrad Simonsen.
Simonsen condusse Madame nella galleria, dopo aver
portato la carrozzella sulla scala di pietra del giardino con
l'aiuto di Pauline Berg. Il terreno della Contessa era inclinato
e l'ala destinata agli ospiti si trovava a un livello pi elevato
rispetto alla villa, perci la scala non si poteva evitare.
Madame era una donna rinsecchita, con una voce monotona
e due penetranti occhi grigi. Il marito era rimasto in
macchina, cosa che a Konrad Simonsen andava benissimo.
Dopo che si erano fatti carico del trasporto della carrozzella,
Stephan Stemme aveva afferrato per un braccio Pauline Berg
e preteso con sfacciata insolenza che gli portasse un caff.
Lei gli aveva ringhiato contro. Per l'amor del cielo, ci mancava
anche questa. Gi le zampe! Sbalordito, l'uomo era
tornato a rintanarsi in macchina. Madame aveva osservato la
scena senza reagire, forse perch era abituata a quel genere
di spettacolo.
Come tutti gli altri ospiti che Konrad Simonsen aveva
portato nella sua galleria, anche Madame si sofferm a lungo
sui collage. Pauline Berg e il commissario arretrarono di un
passo per non disturbare la sua concentrazione e rimasero in
attesa. La donna reag gi al primo collage. Evidentemente le
erano apparsi gli spiriti. Gir irritata la testa: Chi  questo
bambino che piange? Non si riesce a sentire niente!.
Per un po' si copr le orecchie con le mani. Poi all'improvviso
colp forte i raggi di una ruota della carrozzella, che
si mise a girare. Punt un indice accusatore contro Pauline
Berg: Vedi di toglierti quel fazzoletto dal collo! Via, ora!.
Pauline si affrett a lasciare la stanza senza protestare.
Una volta uscita la ragazza, Madame domand: Dov' il diciottesimo
collage?.
Nella mia stanza da letto, devo esaminarlo in dettaglio,
prov ad arrabattarsi Konrad Simonsen. Vado a prenderlo?
Sciocchezze, lei voleva rubarlo. Comunque no, lasci
perdere.
Quando Pauline Berg torn, senza fazzoletto, Madame
continu a studiare i collage. Dopo un po' di tempo disse:
La ragazza si chiamava Lucy, era inglese ed  morta. E successo
molti anni fa. Era venuta in Danimarca in moto... no,
non solo, anche in nave. A Esbjerg, credo.
Konrad Simonsen conferm e Madame continu: 
contenta che la chiesa abbia acquistato i suoi collage ed 
ansiosa di vedere i nuovi locali di esposizione. Per le va
bene anche che uno dei quadri sia sparito.
Cos' questa storia del quadro sparito? domand
Pauline.
Madame era in tutta evidenza ancora arrabbiata con lei
perch aveva cercato di ottenere il suo aiuto con l'inganno,
ovvero avvolgendosi al collo il foulard che era appartenuto a
Juli Denissen. Le dica di stare zitta, ordin a Konrad Simonsen.
Questi lanci un'occhiata eloquente alla sua sottoposta
nella speranza che obbedisse. Poi domand a Madame:
Perch la chiesa cattolica vuole comprare i suoi quadri?
Lo sa Lucy questo?.
Madame non rispose subito. Il suo sguardo vag a lungo
nel vuoto. Alla fine disse: Non capita di frequente che io li
veda cos bene, gli spiriti. Com' bella! Oh, ma guarda... la
sta prendendo in giro, Simon. Ti piacerebbe saperlo, eh?
cos dice. E sorride.
Konrad Simonsen avvert un'ondata di calore in tutto il
corpo che non provava da anni, e quasi arross quando Madame
disse con voce grave: Eh s, caro Konrad, al momento
ci sono molte ragazze intorno a lei. Ma forse sta trascurando
la pi importante di tutte, ed  un errore fatale.
Dopo questo non meglio precisato ammonimento, sfior
con la mano il collage accanto a cui era seduta. Lucy  sepolta
nella sabbia nera. Sabbia nera danese, s, dice proprio
cos... sabbia nera. Ed  stata uccisa nella sua tenda.
Si blocc, fissando la stanza con occhi inespressivi. Poco
dopo riprese: Non era la sua tenda, gliel'aveva prestata l'amico.
Quello con la moto.
E stato questo amico a ucciderla? domand il commissario.
Ma Madame sembr non sentirlo. Disse piano: E stata
violentata... o forse... no, s... credo che sia stata violentata.
Insomma non ne sono sicura, per di sicuro  stata aggredita.
Sessualmente. Ma guarda che casino, due ragazze morte e
un marmocchio che non la smette pi di strillare.
Fece scivolare la carrozzella all'indietro di un metro. Era
seduta con il piglio di un generale che assista a una parata
militare: coinvolto e distaccato al tempo stesso.
Presti ascolto al cristiano che le sta antipatico, Konrad.
Me lo prometta.
Certo, certo, glielo prometto. Ma com' morta Lucy?
Non lo so. Ho avvertito solo un'angoscia improvvisa.
Un'angoscia da panico,  terribile.
Furono i suoni strozzati provenienti da Pauline Berg a
spingere Konrad Simonsen a girarsi verso di lei. La ragazza
si era irrigidita nei movimenti, era pallida come un cencio ed
emetteva uno strano gorgoglio, come se stesse per vomitare.
Lo fissava con gli occhi sbarrati, senza vederlo, mentre si
portava le mani al collo, come se stesse lottando con un nemico
invisibile. Poi allung il braccio verso di lui, disperata,
gemendo. Che cosa ti succede? url il commissario. Pauline,
che succede, dimmi. Devo chiamare un'ambulanza?
Lei non reag.
Madame lo tranquillizz: Non serve a niente andare in
panico. Si calmi, la ragazza non muore di certo.
Fu un sollievo saperlo. Ma era evidente che la seduta spiritica
di Madame doveva essere interrotta, cosa di cui lei
stessa era consapevole. Pauline Berg richiedeva il massimo
dell'attenzione, non c'era dubbio. Il commissario spinse la
chiaroveggente fuori dalla stanza, trascin a fatica la carrozzella
lungo le scale del giardino e la riconsegn al marito. Poi
torn in fretta alla galleria, dove trov Pauline seduta contro
una parete. Si era raggomitolata tutta, con le ginocchia premute
contro il mento e le spalle contratte in una posa innaturale.
Piccole gocce di sudore le imperlavano la fronte lungo
l'attaccatura dei capelli e il labbro superiore. Non rispondeva
alle sue domande. Lui le pose una mano protettiva
sulla spalla, con l'unico risultato di vederla allontanarsi arrancando,
neanche l'avesse sfiorata con una fiamma. Valut
di nuovo l'ipotesi dell'ambulanza, poi decise di darle una
delle pillole che teneva custodite nel suo album da disegno.
Si procur rapidamente un bicchiere d'acqua e quasi la costrinse
a ingoiarla. A poco a poco riusc a ristabilire un contatto
con lei, se n'era accorto dallo sguardo, un po' pi presente.
Funziona la pillola? le domand cauto. Lei scosse la
testa. Che cosa devo fare?
Semplice: doveva andare a casa. No, no! protest Pauline,
non doveva chiamare un medico. Bastava che restasse l
con lei. Gli afferr la mano. Non se ne vada, non voglio
restare da sola. Me lo prometta.
Lui le promise che non l'avrebbe abbandonata. Altro
non poteva fare. Anche se, per quanto poteva valutare, Pauline
avrebbe dovuto essere visitata da uno psichiatra, e forse
persino ricoverata in ospedale. Ma cosa poteva farci se lei
non voleva neppure sentirne parlare?
Lungo il tragitto in macchina Pauline fu sopraffatta dalla
stanchezza, e l'angoscia a poco a poco spar. Nell'ascensore
che saliva verso il suo appartamento, abbandon la testa
contro la spalla di Simonsen e, giunti davanti alla porta di
casa, gli porse le chiavi. Le cedettero le gambe e il commissario
dovette sorreggerla, mentre cercava contemporaneamente
di aprire la porta.
Era la prima volta che andava a casa sua. L'appartamento
di Pauline era ordinato fino alla pignoleria, tanto da fargli
venire in mente una biblioteca. Avrebbe scommesso che fosse
pi sciatta. Il panorama che si intravedeva dalla finestra
del soggiorno era squallido: due palazzi di cemento uguali a
quello in cui abitava lei, collocati a fianco alla massicciata della
linea ferroviaria fra Rodovre e la stazione di Brondbyoster,
da quel che poteva valutare. Il commissario condusse la ragazza
nella sua stanza, l'aiut a togliersi le scarpe e la mise a
letto. Lei gli strapp di nuovo la promessa di non andarsene,
farfugliando, e di nuovo lui promise di restare. Si addorment
non appena pos la testa sul cuscino, o quasi, con la mano
ancora stretta in quella di Simonsen, che era seduto sul bordo
del materasso. Lui accese la piccola tv che stava su un cassettone
all'estremit del letto, poi tolse l'audio, anche se Pauline
non si sarebbe svegliata nemmeno con una cannonata.
Dopo un po' di tempo telefon alla Contessa. Sarebbero
dovuti andare al cinema, ma per quella sera ormai non se ne
parlava. Lei gli diede dei buoni suggerimenti. Gli raccomand
di girare Pauline su un fianco, era molto importante. Seguirono
altri due ragionevoli consigli, che lui per non ascolt.
Non disse molto altro, la Contessa, a parte offrirsi di raggiungerlo
da Pauline per dargli il cambio. Ma lui rifiut.
Rest a lungo ad ascoltare il respiro regolare della ragazza,
mentre rifletteva su quel che gli aveva detto Madame.
Non riguardo all'indagine - a quella avrebbe pensato l'indomani
- ma a lui stesso. La chiromante aveva osservato che
era circondato da molte giovani donne. E che trascurava la
pi importante. Lucy, Rita, Anna Mia, forse doveva includere
Maja Norgaard e persino Pauline Berg. Trascurava la pi
importante? Pens e ripens a quella frase. La pi importante...
chi era?
Era stata una lunga serata e la notte si annunciava interminabile.
La seduta di ipnosi mostr a Konrad Simonsen un aspetto
di Pelle Olsen che non aveva mai notato prima. L'uomo
aveva sacrificato un po' della sua giovialit a vantaggio di un
approccio pi professionale nell'incontro di gioved. La moglie
era seduta su una poltrona. Nel giro di un paio di minuti
Pelle la guid in uno stato di rilassamento mentale, che a
Konrad Simonsen sembr piuttosto una specie di dormiveglia.
A quel punto la riport indietro nel tempo alla sua classe
di liceo, come se gli ultimi quarant'anni fossero spariti in
un battito di ciglia.
Dove ti trovi adesso?
Nella nostra classe. Stiamo facendo matematica con mister
Aquilone.
Che classe frequenti?
La seconda Y, la pi forte della scuola.
Che giorno  oggi?
Il 14 marzo 1968.
Pelle Olsen disse piano a Konrad Simonsen: Adesso le
parlo per un po' di cosa vede, poi le puoi fare qualche domanda
anche tu, ma tramite me,  meglio. Va bene?.
Konrad Simonsen assent. Con l'inconfessabile sospetto
di essere vittima di una ben orchestrata messinscena. Con
cautela domand: Puoi chiederle se in classe c' qualche
bullo?.
Se Pelle Olsen rimase stupito della domanda, non lo diede
a vedere. Vedi qualche bullo in classe?
No, Uffe  malato, perci non c' nemmeno Silver, ti
pareva.
A Konrad Simonsen bast. Pelle prosegu: L'Aquilone
che hai nominato prima  il vostro insegnante?.
Il preside Henderson. Lo chiamiamo Mister Aquilone
perch ha l'hobby di fabbricare e far volare aquiloni, anzi 
un maestro in questo campo. Perci abbiamo dei giapponesi
in visita. Henderson  un nome noto in Giappone.
Ridacchi come una ragazzina e prosegu: E facile per
lui darcela a bere, ogni tanto fa lo spaccone, si vanta di questo
e di quello, ma per il resto  un tipo a posto. Si dice che
agli esami faccia il bastardo, ma io non ci credo. Lo dicono
tutti - tutti quelli dell'ultimo anno - per spaventarci.
Parlami di questi giapponesi.
Adesso non ci sono, hanno fatto un giro a Kronborg. Il
viaggio in Danimarca gliel'ha organizzato Mister Aquilone.
In Giappone frequentano l'accademia artistica, dove a fianco
alle materie normali, tipo quelle che studiamo noi, imparano
anche acrobatica. Sono otto, sette ragazzi e una ragazza,
e alloggiano da alcuni di noi, privatamente. Ci piacciono
molto, anche se il loro inglese fa paura ed  perci difficile
parlarci. Per sabato abbiamo pensato di fare insieme un'esibizione
per tutti quelli che vorranno venire a vederci.
Il viso della donna si apr in un sorriso pieno di aspettative.
Ti rende felice l'idea?
Felicissima, sar fantastico. Sapessi che spettacolo mettono
in piedi! Corrono sui trampoli e contemporaneamente
fanno volteggiare delle fiaccole da una mano all'altra, un bel
numero di giocoleria. Fiaccole con fuoco vero, sai. E si arrampicano
l'uno sull'altro, come se la forza di gravit per
loro non valesse. Tutto questo  in onore di Mister Aquilone,
perci lui e sua moglie saranno in prima fila. Anche noi ci
esibiremo, cio, alcuni di noi. Balleremo la quadriglia, ma
solo tre giri.
Ballerai anche tu?
Fece ancora il risolino di prima. Ma certo, mio cavallo.
Perch dici questo?
Lo diciamo sempre, a volte un po' troppo spesso. Cos
diventa snervante. E il nostro insegnante di inglese, che 
anche il nostro insegnante di musica. Non fa altro che ripetere
tutto il tempo ofcourse my borse, e noi l'abbiamo tradotto
cos. Per un periodo l'abbiamo chiamato Mister Cavallo,
ma questo nomignolo non ha mai riscosso molto successo,
perci ora diciamo semplicemente Henry e gli diamo del
tu. Non sono molti gli insegnanti che lo permettono, ma
Henry non  vecchio come gli altri. Ci fa fare le prove di
quadriglia e sabato baller anche lui un valzer viennese con
la moglie. Sono patiti di gare di ballo. Si esibiranno subito
dopo di noi.
Pelle Olsen fece un cenno d'intesa a Konrad Simonsen.
Chiedile se riesce a vedere Jorgen.
La donna alz le spalle con indifferenza e rispose senza
aspettare l'intermediazione del marito: Jorgen Kramer
Nielsen. Non c' niente da dire. Esiste, tutto qui. Fa parte
dei Cuori.
Cosa sono i Cuori? Ci sei dentro anche tu?
La sua risatina stavolta era di scherno. Il Club dei Cuori
Solitari Che banalit, noi li chiamiamo semplicemente i
Cuori. E stata Helena a metterli insieme. Jorgen, Jesper, Hanne,
Pia e due o tre studenti di altre classi. C' anche Mouritz,
cio Mouritz il Coglione.
Che cosa fanno i Cuori?
Niente, a parte stare insieme, anche se credo che vorrebbero
stare con noi. Ma noi non vogliamo avere niente a
che fare con loro.
Perch no?
La donna si prese un po' di tempo per rispondere. Helena
 una tipa strana, non piace a nessuno. Andr tre settimane
negli Stati Uniti perch ha vinto non so quale concorso
da idioti bandito dagli americani. Le abbiamo scritto USA
OUT sul banco e insultata dicendole che i suoi amici prenderanno
una batosta dai Vietcong nell'attacco di Capodanno.
Suor Helena. Dio, quanto non la sopporto. La chiamiamo
anche Vergine Helena e lei diventa tutta rossa, perch cos
sar, garantito, brutta e acida com'. Per non  stupida, lo
ammetto.
E gli altri Cuori?
Lei sorvol sulla domanda e and avanti per i fatti suoi,
un po' pi agitata di prima. Con un gesto della mano il marito
fece capire a Konrad Simonsen che avrebbe presto ripreso
il controllo della situazione.
Tiene una rubrica di posta dei lettori, se la tira un sacco
con noi e poi ha un taglio di capelli che pare fatto con una
scodella. Usa persino il reggiseno, anche se ha le tette grandi
come due portauovo. Una volta, durante l'ora di ginnastica,
glielo abbiamo nascosto ma lei - non ci crederai - ne aveva
uno di riserva nella borsa.
Raccontaci qualcosa degli altri.
Lei prov di nuovo a non rispondere. Konrad Simonsen
sentiva che qualcosa non quadrava. Nella voce della donna si
era insinuato un che di affannoso, una sorta di inquietudine.
Avvicinando il pollice all'indice, Pelle Olsen fece capire a
Konrad Simonsen che non restava molto tempo.
Alla recita scolastica suo padre arriv in uniforme, con
medaglie e tutti gli annessi e connessi. E stato davvero
penoso, eravamo tutti in imbarazzo. A questo punto preferisco
i miei genitori, anche se spesso si sbronzano. Persino quando
ci siamo esibiti...
Il marito la interruppe scuotendola con delicatezza. Lei
sembr leggermente stordita, poi disse: E stato nauseante,
Pelle, alla fine  stato davvero nauseante. Non mi sento benissimo.
Proprio questo avevo detto.
Tranquilla, ragazza mia, sono qui con te.
Non lo far pi. Sapevamo bene quello che sarebbe
successo.
Lui la abbracci e fece cenno al suo ospite di uscire.
Konrad Simonsen se la fil in silenzio. In macchina scrisse
un paio di appunti sulla seduta-interrogatorio e lungo il tragitto
verso casa non riusc a decidere se si sentisse triste o
allegro.

CAPITOLO 8.

Fino a quel momento l'autunno era stato tutt'altro che
piacevole. La disoccupazione era aumentata, il mercato immobiliare
era crollato e i prezzi degli alimentari avevano fatto
precipitare nella povert milioni di persone nel mondo.
Presto sarebbe stato insopportabile vedere il telegiornale.
Nella villa di Sollerod la Contessa aveva spento la tv ed
era andata in cucina per preparare un t freddo al suo beneamato.
Aveva letto una nuova ricetta su una rivista di salute e
benessere: t alla mela cotogna, succo di fiori di sambuco
biologico, succo di arancia e limone. Dos le quantit di ciascun
ingrediente, riemp tre bicchieri alti e li decor con
qualche fettina di fragola e una manciata di mirtilli. Prima di
servire, infil in ciascun bicchiere una cannuccia argentata.
Sulla veranda, Konrad Simonsen era nei guai. Di nuovo.
Muoveva lentamente la testa da sinistra a destra, nel disperato
tentativo di trovare una via d'uscita. Aveva perso due
pedoni e gli era impossibile difendere la torre. Un attacco
inesorabile al suo re aveva divorato le sue posizioni lasciandolo
in uno svantaggio irrecuperabile. Ripass mentalmente
le sue limitate possibilit di gioco e le trov senza speranza.
A quel punto si abbandon contro lo schienale della sedia e
disse serio: Quanto amo gli scacchi. E come se i pensieri
dell'anima e il mondo esterno si unissero nel loro - non esito
a usare questo termine - amore per il gioco.
Arne Pedersen si mise a ridere, mentre Konrad Simonsen
continuava patetico: Ebbene s, parlo anche di quelle
persone che si nascondono dietro un muro di illusioni senza
farsi mai illuminare da un raggio di verit prima che sia troppo,
troppo tardi. Dobbiamo condividere la nostra vita con
gli altri, in modo che tutti vincano e tutti perdano. Solo cos
possiamo raggiungere la pace dell'anima. Questo sono gli
scacchi. Questa  l'anima stessa degli scacchi.
La Contessa apparve sulla veranda con il vassoio, che mise
accanto alla scacchiera. Che balle vai raccontando? domand
a Simon.
Arne Pedersen spieg: Sta provando a farsi concedere
un pareggio, ma ce ne vuole ancora.
Se vuoi vivere in pace con te stesso non c' bisogno di
stravincere, magari al costo di perdere la tua anima. Sei quel
tipo di persona, Arne? No, non credo...
Okay, basta cos. Ti concedo il pareggio. D'altronde
l'ultima volta che abbiamo giocato mi hai regalato una partita,
e questa pu essere una compensazione.
Si strinsero la mano e Konrad Simonsen si affrett a
sgomberare il tavolo da pedine e scacchiera. Poi lanci
un'occhiata diffidente ai bicchieri sul vassoio della Contessa.
E quest'intruglio cos'? Fragole e fango?
T freddo alla mela cotogna. Tutta salute per te.
Proprio quello che temevo. Non so nemmeno cos' una
mela cotogna.
Arne Pedersen si avventur nell'assaggio.
Konrad Simonsen lo guard incuriosito. Anche la Contessa prese il suo
bicchiere.
Per,  buono! disse Arne Pedersen. Assaggia, Simon.
Non te ne pentirai.
Ci sono precedenti? Voglio dire, ci sono state prima di
noi persone che hanno assunto mele cotogne, qualunque cosa
esse siano?
Nonostante queste parole, Simonsen bevve un sorso
dell'intruglio, e poi un altro pi lungo. Arne aveva ragione,
non era niente male. Allora fiss negli occhi la Contessa e
vide che lo incoraggiava con piccoli cenni del capo. Lui bevve
ancora una lunga sorsata, poi pos il bicchiere e disse:
Ieri sono andato all'ospedale, Arne. Se tutto va come i
medici si aspettano, posso tornare alla mia precedente posizione
professionale dopo Natale. Il che vuol dire riprendere le
mansioni che ora svolgi tu.
Sono lieto di sentire sia che stai bene, sia che torni a fare
il capo.
Guarda che non  detto che debba andare cos.
Che vuoi dire?
Aveva discusso della faccenda con la Contessa e riflettuto
a lungo sul da farsi anche per conto suo. Ed era giunto alla
conclusione che non aveva nulla in contrario a che Arne continuasse
a essere il responsabile della Sezione Omicidi. Era
ovvio che tale decisione implicasse vantaggi e svantaggi, primo
fra tutti la perdita di prestigio, a cui faceva fatica a rassegnarsi.
D'altra parte si sarebbe liberato di quelle mansioni
che non gli erano mai state congeniali. La distribuzione delle
risorse economiche, la gestione del personale, senza dimenticare
gli obblighi di rappresentanza e le mail del capo della
polizia. Era il motivo per cui quella sera lui e la Contessa
avevano invitato Arne.
Ho capito che le cose mi vanno benissimo cos come
stanno ora, perci se vuoi puoi continuare a fare il capo,
sempre se ce ne daranno conferma dall'alto, ma non credo
che sar difficile.
Arne Pedersen rimase in silenzio. Konrad Simonsen e la
Contessa gli lasciarono il tempo di riflettere. Finalmente Arne
trov le parole giuste: Non ti nascondo di essere lusingato
dalla proposta. Ne siete sicuri, cio, ne sei sicuro, Simon?
S, ne siamo sicuri.
Arne si concesse di nuovo un po' di tempo prima di rispondere:
Pensandoci bene so di essere all'altezza del mio
lavoro, ma a conti fatti la mia risposta alla vostra offerta  no.
 troppo presto. Preferisco aspettare che tu vada in pensione,
Simon, e non mancano molti anni, senza offesa.
Cos stavano le cose. La decisione era stata presa e non se
ne parlava pi.
Konrad Simonsen fece i conti: Andr in pensione a sessantaquattro
anni, non  un segreto per nessuno. Ho iniziato
a lavorare al QG che ne avevo venticinque, poi sono stato
trasferito alla Sezione Omicidi quando  stata costituita, e
avevo trentasei anni. A quarantanove ne ero il responsabile.
Arne Pedersen sembrava sollevato: la sua decisione non
era stata semplice. Il successo esercitava sempre un grande
fascino. Non sapevo che fossi anche un numerologo, disse,
ma vorr dire che erediter il trono allora, sempre se mi
vogliono. Suona molto pi attraente. La verit  anche un'altra.
Quando lavoriamo insieme, come ora nell'indagine sulla
morte del postino, mi trovo benissimo. Tanto per dire, domani
non vedo l'ora di fare la riunione preliminare con te, il
che  strano. Tre mesi fa un giorno valeva l'altro. Tutto questo
mi dice che  giusto che io aspetti un paio d'anni, prima
di dirigere un qualsiasi dipartimento.
La Contessa fin di bere il suo t e mise il bicchiere sul
vassoio accanto a quello di Simonsen, che era vuoto da un
pezzo. Poi disse: Visto che siamo in tema di lavoro, che te
ne pare di Klavs Arnold? E prima che tu ti senta scavalcato,
ti anticipo che io e Simon ne abbiamo discusso e siamo d'accordo.
Stiamo parlando di assumerlo?
Esatto. Che ne pensi?
Arne Pedersen guard Konrad Simonsen.
Se ho capito bene per qui non si tratta solo di una semplice
assunzione, ma di includerlo nella cerchia dei collaboratori
pi stretti.
Be' s, l'idea sarebbe questa.
Per me va bene, benissimo. L'unica cosa  che sar costretto
a imparare il danese.
 vero, la sua parlata ha pesanti inflessioni dialettali.
Intanto dovrebbe declinare le parole come si deve. Dice
uno bandiera e un casa.
Tu invece dovresti ripassare un po' di grammatica, intervenne
la Contessa. Quello che hai detto non ha niente a
che vedere con le declinazioni. Comunque, sei d'accordo?
Klavs  una persona gradevole, svelto di testa, lavora
sodo e con metodo. Certo, non  proprio un fanatico dell'autorit,
ma s, sono d'accordo. Come la mettiamo per con
Pauline? Fra l'altro, non avrebbe dovuto dire qualcosa?
S, avrebbe dovuto dire qualcosa, conferm freddo
Konrad Simonsen. Esattamente come voi, n pi n meno.
Fra l'altro avevo pensato di mandare lei a Esbjerg con uno di
voi - andata e ritorno in giornata - per vedere come procede
la ricerca sulle case estive di Klavs. Sul piano concreto non
ha alcun significato, certo, ma dimostreremmo a lui e a tutti
gli altri agenti coinvolti che abbiamo a cuore la faccenda e...
Abbiamo capito Simon, dobbiamo lanciare un segnale.
A Esbjerg andr io, Arne non ne avrebbe assolutamente il
tempo. E poi  da un pezzo che non ho l'occasione di stare
un po' da sola con Pauline. Comunque, se Klavs sta effettuando
l'indagine nel modo giusto - come tutto lascia supporre
- direi che possiamo affermare che l'abbiamo valutato
a sufficienza.
Il ragionamento non faceva una piega e Konrad Simonsen
era d'accordo.
Hai per caso ancora un goccio di quel t alla mela cotogna?
domand alla fine.
La mattina successiva la Contessa e Konrad Simonsen fecero
colazione presto. La sera prima lei aveva organizzato in
fretta e furia la breve trasferta a Esbjerg con Pauline Berg,
e visto che dovevano tornare in giornata non era il caso di
partire troppo tardi.
La Contessa si mise a leggere il quotidiano del giorno
prima, dato che il nuovo non era ancora arrivato. Simonsen
era intento a fare colazione. A un certo punto domand alla
Contessa se dovesse passare a prendere Pauline, ma senza
convinzione, pi che altro per mostrare un minimo cenno
di interessamento. Certo che doveva, rispose lei con una
nota di gelo nella voce, mentre ripiegava il giornale. A
Rodby ci sei andato per scoprire il nome completo di Rita,
che non ricordavi pi, non  cos? Rita Metz Andersen, cos
si chiama.
Lui conferm senza capire davvero che cosa stesse succedendo.
Solo nella pausa che segu si rese conto che la sua fidanzata
sapeva cose che non poteva sapere, a meno che...
Dimmi un po', ti sei messa a indagare alle mie spalle?
Come fai a conoscere il cognome di Rita?
Tu volevi rintracciarla, questa  la verit, replic la
Contessa con un tono che a Simonsen sembrava ancora adirato
e inquisitorio. Spiegami che storia  questa.
Cos dicendo gli lanci un dpliant con un gesto pieno di
disprezzo. Lui lo prese e cominci a sfogliarlo confuso. Poi si
ricord. Era il pieghevole che aveva preso all'ufficio turistico
di Frederiksvaerk lungo il tragitto da Frederikssund a Melby
Overdrev per incontrare Pauline Berg. Al centro c'era la cartina
che aveva seguito per tutto il percorso. Il pieghevole era
rimasto nel vano portaoggetti della sua auto per puro caso:
sarebbe finito nella spazzatura al prossimo riordino. Ora invece
era l davanti a lui, con tutta la sua portata accusatoria.
Canzoni per mia nonna, pagina tre.
Il giorno prima non c'erano stati intoppi, lei era stata dolce,
gli aveva preparato il t e la cena e poi stamattina, di
colpo... Simonsen proprio non capiva le donne, e men che
meno capiva cosa dovesse fare con il maledetto pieghevole.
Decise di ignorarlo e cerc di far ragionare la Contessa: niente
da fare. Lei era costretta a fidarsi di lui, se la loro relazione
doveva andare avanti, lo capiva questo? Costretta a Simonsen
assapor le due parole e si sent carico di responsabilit.
E non voleva assolutamente sapere come avesse fatto la Contessa
a procurarsi tutte quelle informazioni su di lui. O su
Rita. La amava, amava viverci insieme e capiva benissimo la
sua paura di perderlo. Non fece riferimenti specifici al fatto
che lei avesse perso un figlio, prefer parlare in modo indiretto
della sua storia, del suo passato. Lui la capiva perfettamente,
doveva credergli, ma... le parole si ingarbugliarono e vennero
ripetute con maggiore intensit e mimica.
Lei aspett che Simon finisse. Poi disse con chiarezza,
precisione, quasi con dolcezza, come se fosse lui ad avere un
problema: S, anche questo  vero. Lo sappiamo bene.
Che cosa sapessero bene, la Contessa non si cur di approfondirlo,
e il fidanzato si guard bene dal fare domande.
Dopo un po' prosegu: Naturalmente tu farai quel che devi
fare. Cos dev'essere.
A quel punto si alz, fin di bere il suo t in piedi, gli diede
un bacio di arrivederci, come se tutto fosse uguale a sempre.
La porta si richiuse alle sue spalle con un tonfo, un po'
pi violento del solito, secondo Simon.
Rimase seduto con il t ormai tiepido e la sensazione di
non riuscire a contare fino a quattro.
Pi tardi, lungo il tragitto verso la Questura, colleg il
GPS, bench avrebbe potuto fare quel percorso a occhi chiusi.
La voce femminile inond l'abitacolo. Pi avanti svoltare
a destra. Autoritaria, imperiosa, inesorabile. Fra 600 metri,
girare a sinistra. Chiudi il becco, gallina! url lui seccato.
Che sollievo poter essere volgari. Mi hai rotto, non ho pi
voglia di ascoltarti. Continu con quel comportamento
scorretto - godendosela un mondo - per qualche chilometro,
poi cominci a stufarsi. Allora spense il GPS con relativa
voce femminile e costrinse la mente a tornare di nuovo ai
vecchi tempi. Poteva ben decidere da solo a cosa e a chi voleva
pensare. O con chi voleva vedersi.
Perch invece non andiamo a Vordingborg?
Ricordava la domanda con lucida chiarezza. Era una domenica
dell'aprile 1973, una grigia mattinata al settimo piano
del Gronjordskollegiet. Credeva che lei dormisse. In ogni
caso aveva cercato di non fare rumore quando si era alzato
dal letto per vestirsi. Non c'era alcun motivo di svegliarla.
Doveva andare al lavoro, ma prima voleva passare dal suo
appartamento, cos aveva puntato la sveglia alle cinque. In
realt non gli era servita, perch si era svegliato spontaneamente
prima che suonasse. Dopo essersi infilato i calzini, si
era sdraiato di nuovo accanto a lei, giusto il tempo di rubare
ancora un istante il suo calore.
Ma quando, il primo maggio?
S, proprio il primo maggio.
La proposta di Rita era sorprendente. Le aveva ripetuto
la domanda per essere sicuro di aver capito bene. La sera
prima avevano parlato di come avrebbero trascorso il primo
maggio, ma senza litigare. Una cosa impensabile l'anno
precedente, quando lui non era proprio contemplato nell'evento.
Il primo maggio, giornata del lavoro, Rita lo festeggiava
manifestando a Faelledparken con i compagni, mica con lui.
Ma quest'anno era diverso. Il suo entusiasmo per quel solenne
appuntamento era considerevolmente diminuito e forse,
aveva suggerito, potevano anche starsene da soli - con un
paio di birre - seduti da qualche parte a Faelledparken in
santa pace, senza unirsi alla manifestazione.
E invece non voleva neanche questo: adesso voleva andare
a Vordingborg.
Erano stati strani, per la loro relazione, gli oltre sei mesi
trascorsi dal giorno in cui Rita era stata ricoverata all'ospedale
di Koge per il raschiamento fino a quello in cui era emigrata,
perdendo ogni contatto con lui. Un periodo caratterizzato
da alcuni momenti critici, anzi terribili, e da altri in cui si
sentivano pi vicini che mai l'uno all'altra. Le differenze
ideologiche non li dividevano pi come una volta. Era raro
che litigassero, e quando lo facevano, di solito non era per
le loro divergenze politiche. La feroce ironia di Simonsen nel
farle certe domande ormai non la colpiva pi di tanto: Rita,
che ne sar di me quando la rivoluzione sar compiuta?.
Un anno prima poteva dire di averla scampata bella, visto
che invece di un colpo di pistola alla nuca aveva ricevuto in
risposta solo l'invito a un aggiornamento professionale. Una risposta
che prese la forma di un lungo dialogo in cui Rita non
si accorse che lui la stava prendendo in giro.
E quanto dovrebbe durare questo aggiornamento?
Dipendeva da individuo a individuo, non c'era niente di
preciso.
Posso avere te come maestra? Sarebbe bellissimo.
Lei esit un attimo, ma non escluse quell'eventualit.
Il senso dell'umorismo non era contemplato dagli studiosi
del Capitale.
Se glielo avesse chiesto ora, invece, avrebbe risposto solo
che non lo sapeva. Con un'ombra di dolore nella voce, senza
gioia per la sua rivoluzione. Come se non avesse voglia di
pensarci.
Lui e Rita avevano trovato alloggio dalle parti di Vordingborg,
a undici chilometri da Copenaghen, verso Knudshoved
Odde, in una comune che aveva acquistato una piccola
propriet agraria abbandonata. L Rita e Konrad - e tutti gli
altri - potevano andare e venire come volevano. Lei ci era
entrata perch conosceva uno degli ospiti, che per si era
trasferito da tempo. Al suo posto erano arrivati loro e nessuno
ci aveva trovato niente di strano. Konrad Simonsen aveva
amato quel luogo. Un rifugio per hippy, fermo a cinque anni
prima, un Klondike anarchico, dove tutto era sottosopra,
niente funzionava secondo un piano, e dove tutti stavano benissimo.
Quando arrivava qualcuno, metteva i soldi di cui
poteva disporre nella cassa comune, che stava su uno scaffale
fissato al muro sopra il tavolo da pranzo: un barattolo di
latta del caff Cirkel, con sopra la sagoma di una donna africana
di profilo. Sempre se uno ce li aveva, i soldi, altrimenti
andava bene lo stesso. Si poteva mangiare tutto quel che c'era
nel frigo, se si aveva fame, e la mattina ci si poteva rifornire
di un paio di calze pulite dalla cesta comune. Certo, era
impossibile trovarne due uguali e ci si poteva considerare
fortunati se la taglia era pi o meno adeguata.
A fianco alla comune abitava una coppia sui quarant'anni,
gestore di una cooperativa di servizi lui, ostetrica lei.
Quando andavano in giro si tenevano per mano e si chiamavano
con sciocchi e imbarazzanti nomignoli. Possedevano
una cascina che avevano ristrutturato da cima a fondo. Lui
era un tipo gioviale, che pi o meno tutti i giorni portava
generi alimentari in scadenza ai ragazzi della comune. In nome
del buon vicinato, s'intende, tanto in ogni caso quelle merci
non avrebbe potuto venderle. Cos diceva quasi ogni volta
che arrivava con i suoi cartoni, facendo seguire alla frase una
sonora risata e aspettandosi in cambio una tazza di t. Lei era
una donna spigolosa con braccia e gambe forti e una gentilezza
particolare che stupiva chi la incontrava per la prima
volta. Si arrabbiava da matti solo quando gli hippy - cos li
chiamava correttamente - prendevano il sole nudi sul prato
davanti alla comune. In quel caso piombava nel vialetto d'ingresso
a passo di carica e con movimenti scoordinati. Che
significava sdraiarsi l nudi proprio quando Arnold doveva
imbiancare la casa? Se proprio dovevano, che andassero nel
cortile sul retro, ecco.
Konrad Simonsen adorava quella coppia. Se ne stava seduto
per ore a fissare la loro splendida propriet, con Rita
accanto, immersa nella lettura. Allora fantasticava sulla possibilit
di vivere con lei in un'abitazione simile. Immersi nella
pace e nella bellezza. Lei poteva diventare assistente e poi
forse professoressa al liceo di Vordingborg, mentre lui poteva...
s, continuare a fare il poliziotto, perch no. Che cosa
avrebbe potuto fare altrimenti? Poi avrebbero avuto dei
bambini, tre, uno dopo l'altro, e gi li vedeva scorrazzare a
piedi nudi dappertutto, diffondendo felicit con le loro risate.
Col tempo avrebbe di sicuro imparato a navigare e poi si
sarebbero comprati una piccola imbarcazione, da utilizzare
nei weekend nelle acque dello Smland.
Rita alz lo sguardo dal libro che stava leggendo: A che
cosa stai pensando, Konrad? Te ne stai l impalato a guardare.
Lui glielo disse. Lei rispose sospirando: Eh gi, sarebbe
bello. Sarebbe.
Sospir di nuovo, forse si asciug una lacrima che non
credeva Konrad avesse notato, poi cerc di riacquistare la
concentrazione.
Se il tempo era bello, facevano una lunga passeggiata fino
a Odden e quelli erano forse i loro momenti pi intensi. Girovagavano
con calma fra le dune moreniche inframmezzate
da pozze di acqua di disgelo. Osservavano il falco pescatore
e il nibbio, e sentivano i rari suoni dell'ululone provenire dai
piccoli stagni, mentre il biancospino fioriva intorno a loro e
Copenaghen era lontana anni luce.
Al contrario di Konrad Simonsen, che era vispo e riposato,
Arne Pedersen si present alla riunione che si teneva
nel proprio ufficio in uno stato a dir poco pietoso. Il capo
facente funzione della Sezione Omicidi aveva trascorso
buona parte della notte a verificare bilanci, e sembr piuttosto
agitato quando disse a Simonsen: Diamoci una mossa,
Konrad.
Le parole avevano a malapena fatto in tempo a uscirgli di
bocca, che Malte Borup piomb nell'ufficio interrompendoli.
Con voce ancora affannosa si scus: Non volevo disturbarvi,
ma tu hai scritto, Arne, che era molto urgente.
Arne si tocc il nodo della cravatta: Avevo sperato che
arrivassi prima di Simon, disse rassegnato.
Mi dispiace. Ho fatto pi in fretta che ho potuto, ma ho
dovuto prima lavare i piatti, altrimenti Anita si sarebbe arrabbiata
al suo ritorno. Glielo avevo promesso.
Va bene, non importa. Vorr dire che vi beccherete le
mie castronerie. S, lo so,  imbarazzante, ma io, porca miseria,
non sono riuscito a mettere in moto questa maledetta
smartboard e allora...
Si alz per rimuovere il telo che copriva il tabellone.
... allora ho dovuto scrivere tutto con un comune pennarello
e adesso non si cancella pi.
Konrad Simonsen osserv il tabellone con interesse. C'erano
tre brevi annotazioni:
- Casella postale = Posta dei lettori: in quale sede?
- L'uniforme del padre / di che tipo?
- Simon ha forse preso lucciole per lanterne?
I primi due punti li riconobbe subito: provenivano dal
rapporto che lui stesso aveva stilato un paio di giorni prima.
A conclusione del suo mea culpa Arne Pedersen disse:
Ho provato con tutto ci che sono riuscito a trovare, ma
non  servito a niente.
Tutto quello che sei riuscito a trovare, ovvero acqua?
domand il commissario pungente.
E detersivo per i piatti. D'accordo, lo so benissimo che
l'alcol denaturato fa meraviglie, e mi dispiace Malte, ma
quando  successo questo pasticcio convocarti mi era sembrato
urgente. Non ce l'hai fatta a comprare la tua CocaCola,
a quanto vedo.
No, non c'era tempo.
Vai adesso e procurati anche un flacone di alcol denaturato.
Quando io e Simonsen avremo finito, pulisci il tabellone
e mostragli il videoclip dove compare Mouritz Malmborg,
hai capito?
Malte Borup si dilegu all'istante. Arne Pedersen acceler.
In effetti l'idea non era che tu vedessi la sequenza dalla
fine, ma ormai  successo, perci affronteremo questo punto
per ultimo. Ho letto gli appunti che hai preso durante la seduta
di ipnosi a Nykobing Falster, in uno dei quali si dice che
Helena Brage Hansen aveva una casella postale personale.
Ci significa che aveva una rubrica dei lettori, ma a questa
conclusione ci sei arrivato sicuramente anche tu. Suo padre
era in uniforme: un altro elemento che emerge dall'ipnosi.
Non sappiamo per di che tipo di uniforme si tratti e a essere
onesto dubito che sia rilevante, per ho scoperto una cosa
che forse lo . Helena Brage Hansen ha un fratello maggiore,
e so bene che secondo te lei non pu sapere che la stiamo
tenendo d'occhio, ma... insomma, tu lo conosci questo fratello:
si tratta di Finn B. Hansen.
Quel Finn B. Hansen?
Il giudice a latere della pretura di Nsestved, proprio lui.
Non so minimamente in quali rapporti sia con la sorella, ma
ho la netta sensazione che la marcher stretto se glielo chiediamo.
In compenso a noi forse non dir nulla. E questa 
un'altra cosa.
Konrad Simonsen era d'accordo. Vale la pena fare un
tentativo. Mi accompagni?
Mi piacerebbe, se lo ritieni opportuno, per sono messo
male con i tempi. Se ti accompagno, bisogna che questa
chiacchierata diventi brevissima.
E brevissima sar. Che cos' questa storia che avrei preso
lucciole per lanterne?
Arne Pedersen spieg senza tanti giri di parole.
Konrad Simonsen aveva da tempo avuto la conferma che
i sei studenti della banda non erano molto popolari fra i loro
compagni di classe.
Arne prosegu: Al punto in cui siamo  necessario
prendere in considerazione qualunque dettaglio, anche il
pi insignificante. Un padre in uniforme, una rubrica di posta
dei lettori... con questi elementi in mano, che aspetti a
convocare i quattro superstiti della Banda dei Sei per un
interrogatorio?
E se nessuno di loro dovesse ricordare niente? Amnesia
collettiva. Che facciamo allora?
Facciamo quel che abbiamo sempre fatto in queste situazioni,
ovvero li mettiamo l'uno contro l'altro. Individuiamo
le contraddizioni nei loro racconti e cominciamo a scavare
finch le loro difese non crollano. Li minacciamo, li raggiriamo,
li lusinghiamo... tutte tecniche che io e te conosciamo
a memoria.
E quando  stata l'ultima volta che hai indagato su un
crimine commesso appena quarant'anni fa?
Arne Pedersen esit un secondo, ma non cedette.
Forse Konrad Simonsen aveva un vantaggio in termini di
tempo, ed era stato proprio per questo che in un primo momento
erano stati d'accordo sull'indagare nel passato della
Banda dei Sei. Ma il tempo stava per scadere, anzi, qualcuno
avrebbe detto che era scaduto da un pezzo.
Prima o poi devi accettare che un quadro generale ce
l'abbiamo, pi o meno, e che  arrivato il momento di agire.
Invece continui a tergiversare. E quel che  peggio  che non
hai nessuna certezza che l'omicidio di Jorgen Kramer Nielsen
abbia qualcosa a che fare con la scomparsa di Lucy Davison. 
soltanto un'ipotesi, neppure tanto solida. Vedi di convocare
quelli della banda per un interrogatorio invece di
trastullarti con i tuoi anni sessanta, prima di arrivare ai tuoi
settanta.
Konrad Simonsen acconsent senza acrimonia. Erano gli
stessi argomenti che aveva sentito ultimamente dalla Contessa,
e con gli stessi toni. Forse un po' pi lievi.
Okay, andiamo pure a Ngestved da Finn B. Hansen.
Provo a vedere se riesco a ottenere un appuntamento gi
per oggi. Dopodich interrogheremo i componenti della
banda, a meno che non salti fuori qualcosa di rivoluzionario.
Facciamo cos?
Facciamo cos, a patto che sia io a decidere che cosa 
rivoluzionario.
Nessun problema per quanto mi riguarda. Vado nel mio
ufficio a leggere le mail, chiamami pure quando hai pulito il
tabellone in modo che io possa vedere il mio filmato.
Quando Konrad Simonsen esamin il videoclip, dovette
ammettere suo malgrado che l'intervistatore non era privo di
fascino. Dietro i capelli lunghi e gli occhiali con la montatura
di acciaio si celava un acuto senso dell'umorismo cui era difficile
sfuggire, nonostante l'uomo lo riversasse senza piet
sui due teenager che aveva scelto come vittime. Alle sue spalle
c'erano Mouritz Malmborg e una ragazza sconosciuta.
L'intervistatore esord con abile retorica: Noi di Ungdomsredaktion
veniamo spesso accusati di non interessarci ai giovani
normali, ma solo ai provos', ai consumatori di hashish, a chi
manifesta per la pace e via di questo passo. Allora ho deciso
di venire qui allo stadio di Hvidovre, dove ho trovato due ragazzi
assolutamente normali. Un ragazzo normale e una ragazza
normale. E dei due la pi normale sembri essere tu. Come ti
chiami?.
Susanne.
Susanne, tu sai fare il giro dello stadio di corsa in un tempo
molto breve e due giri in un tempo un po' pi lungo, giusto?
Be', s
E un giorno speri di diventare brava come le atlete dell'Europa
dell'Est. E sentiamo: il motivo per cui le ragazze dell'Est
fanno tempi di gran lunga migliori dei tuoi dipende dal fatto
che gli stati dell'Est, al contrario di quello danese, offrono ai
propri giovani fantastiche strutture per allenarsi, oltre a una
sana educazione socialista, oppure dal fatto che in quei paesi le
piste sono pi corte?
Non saprei... ma no, le piste mica sono pi corte all'estero.
Dunque questo punto l'abbiamo chiarito. Ottimo. E ora 
il tuo turno, Mouritz. Dimmi un po', come ti chiami?
Mouritz.
Lo immaginavo. Tu pratichi il lancio dello spiedotto. Puoi
mostrare agli spettatori come si effettua questo lancio? No,
resta in piedi. Fai finta di tenere in mano lo spiedotto da lanciare.
Mouritz Malmborg fece come gli era stato chiesto. Sembrava
che stesse piantando un chiodo nel soffitto.
Pi in fretta, pi in fretta, facci vedere un vero lancio.
Il ragazzo acceler. Gli fu concesso di ripetere il movimento
pi volte finch l'intervistatore disse:
Bello spettacolo, Mouritz. E molto, molto normale. Susanne,
vuoi essere cos gentile da fare un bell'applauso a Mouritz
mentre io dico due parole agli spettatori?
La ragazza applaud e l'intervista termin.
Konrad Simonsen era sbalordito. Non c' che dire,
comment rivolto a Malte Borup,  un vero tirapiedi rosso
della peggiore specie. A quando risale questo filmato?
Al 10 aprile 1969, l'ho trovato su Google. Pu essere
utile?
Assolutamente s, utilissimo. Ti ringrazio molto.
Perch era cos antipatico quel tizio? Lo sapeva benissimo
che si chiama giavellotto', e poi questo fatto che li faceva
sembrare due imbecilli... ma che motivo c'era? Non gli avevano
fatto niente, poveretti.
Non lo so. Forse perch era uno stronzo, forse perch
stava dalla parte giusta' e quindi poteva fare qualsiasi cosa.
Erano tempi diversi quelli, Malte.
Quando voleva chiudere una conversazione sul passato,
usava sempre quella frase: erano tempi diversi quelli. Ed era
verissimo, d'altra parte i tempi andati non erano sempre diversi?
In questo caso per la parata del commissario non funzion.
Malte Borup riflett per qualche secondo, ma non cap
ugualmente, tempi diversi o meno. Era divertente all'epoca?
domand stupito. Voglio dire, era divertente umiliare
gli altri?
Che avrebbe dovuto rispondere? S, in un certo senso era
divertente. Era difficile da spiegare.
In macchina, durante il tragitto verso Nsestved, Arne Pedersen
era sprofondato in una pila di estratti conto e copie di
operazioni finanziarie che controllava con l'aiuto di una calcolatrice
tascabile e di una penna. Di tanto in tanto si lasciava andare
a un sospiro, ma a parte questo non apr bocca.
Anche Konrad Simonsen era sprofondato. Nel passato, come
del resto aveva fatto la mattina. Ripens all'ultimo periodo
della sua relazione con Rita.
In alcuni periodi Rita si allontanava da Copenaghen e lui
non sapeva dove fosse diretta, e a volte neppure che dovesse
partire. Al suo ritorno, si rifiutava di rispondere alle numerose
domande del fidanzato, perci gli ci volle un bel po' di
tempo per capire che Rita era un corriere. Trasportava denaro
dalla Danimarca alla Germania o alla Francia, denaro raccolto
in Scandinavia allo scopo di sostenere la lotta di liberazione
del popolo palestinese. Quale organizzazione ci fosse
dietro, Simonsen non lo seppe mai con certezza. Probabilmente
il FPLP, Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina,
ma non ne era sicuro, n allora n adesso. Ce n'erano
tante di organizzazioni simili, cos come c'erano tanti utili
idioti che neppure si accorgevano per conto di chi o di che
cosa stessero agendo. Rita era una piccola pedina in un gioco
pi grande di lei, che nel corso degli anni si faceva sempre
pi pericoloso e crudele. Dirottamenti aerei, uccisioni, rapimenti:
il terrore accelerava il passo, ma anche le reazioni divennero
violente. Il Mossad, i servizi segreti israeliani, rintracciarono
e fecero fuori a uno a uno, sistematicamente,
tutti gli autori del massacro di Monaco.
Nella primavera del 1973 Rita si era assentata per quasi
due settimane. Al ritorno, era abbronzata e depressa. Come
al solito si era rifiutata di raccontargli che cosa aveva fatto
in tutto quel tempo. Era un atteggiamento insopportabile,
che aveva portato la loro relazione in stallo. Si erano presi
una pausa di riflessione, come avevano fatto tante altre
volte, per tornare insieme poco dopo. Quando si arrivava al
dunque, non potevano fare a meno l'una dell'altro. Cos
credevano.
Quella stessa primavera Konrad Simonsen dovette fronteggiare
la scioccante notizia che gli fece capire, nero su
bianco, fino a che punto fosse pericolosa la china su cui era
scivolata la fidanzata. Stando a quello che ricordava, in quel
periodo a Fselledparken si teneva un Festival dei Popoli e
delle Nazioni che richiamava migliaia di partecipanti, e che
si era dimostrato un modello di perfetta organizzazione. Forse
si sbagliava, forse quei festival si celebravano in un altro
periodo dell'anno, e non era tanto sicuro neppure che fosse
il 1973. In ogni caso era stato assegnato al servizio d'ordine
della suddetta manifestazione in virt di un accordo stipulato
con i comunisti danesi. Era un lavoretto di tutto riposo: a
parte la sua avversione per quel partito, infatti, doveva ammettere
che i loro quadri erano stati addestrati a mantenere
l'ordine alla perfezione. Nelle manifestazioni organizzate dai
comunisti non si verificavano mai casini e i poliziotti venivano
tutt'al pi ignorati: di certo, mai insultati. Anzi, a lui era
capitato persino che gli offrissero un caff.
Era stato avvicinato da due uomini, due operai di mezza
et, tranquilli e posati. Si erano seduti su una panchina a un
tavolo sotto un gazebo, o almeno gli sembrava. Ricordava
con chiarezza solo la tovaglia a quadri bianchi e rossi che ricopriva
il tavolo, molto comune nei ristoranti pi economici
di Copenaghen. I due tizi gli avevano messo sotto gli occhi
due fotografie quasi identiche. Entrambe mostravano Rita in
procinto di salire su un aereo. Aveva le stampelle e una gamba
ingessata. Il velivolo era della E1 Al, la compagnia di bandiera
israeliana, ed era diretto a Tel Aviv.
I due uomini erano stati gentili, ma non vollero dirgli come
avessero ottenuto le foto, n come fossero venuti a sapere della
sua relazione con Rita. Gli consigliarono sommessamente di
tirare fuori la fidanzata dal pantano in cui era sprofondata.
Se i due fossero stati spediti in missione dal partito - ammesso
che fossero comunisti - o se avessero agito per conto proprio,
per una questione di dignit, non lo scopr mai.
Per due notti Konrad Simonsen aveva vagliato il problema
da tutti i possibili punti di vista. Alla fine si era recato al
dipartimento del PET, i servizi di sicurezza danesi, a esporre
ci che aveva saputo. Il quartier generale del PET si trovava
al primo piano della stazione di polizia di Bellahoj. Tre colleghi
avevano raccolto la sua deposizione, riportandola per
iscritto e chiedendogli in dettaglio che tipo di relazione avesse
con Rita. Poi gli avevano fatto un'altra sfilza di domande
pregandolo di rispondere, se possibile. Al termine del colloquio
gli agenti per la sicurezza gli avevano dato - paradossalmente
- lo stesso consiglio che aveva ricevuto dai comunisti:
Tirala fuori da questa merda, e prima possibile. Con queste
parole fu congedato. Subito dopo and a infilarsi in un'osteria.
Stava da schifo. L'interrogatorio al dipartimento del
PET era stato sgradevole, non riusciva a liberarsi dalla sensazione
di aver tradito Rita, per quanto continuasse a ripetersi
che era stata l'unica cosa giusta da fare. Senza contare che
non erano pi fidanzati.
Il giudice a latere Finn B. Hansen era stato per molti anni
il capo del dipartimento 15 della Corte d'Appello per la regione
Danimarca Occidentale, dove era responsabile delle
preparazioni delle cause civili del tribunale. Dieci anni prima
era stato trasferito alla pretura di Nasstved, dopo essere stato
costretto a prendere un periodo di aspettativa per gravi problemi
di alcol. Da allora aveva a poco a poco risalito la china
fino a riprendere il controllo della propria vita, ma la sua
carriera era stata irrimediabilmente compromessa e ora doveva
guardare in faccia la realt: magistrato, non lo sarebbe
diventato mai. Era un uomo corpulento con sottili capelli
bianchi e un viso appesantito. Accolse i due poliziotti nel suo
ufficio con garbo e cortesia e li invit a prendere posto davanti
alla scrivania, dove spiccavano due sedie Bauhaus.
Konrad Simonsen ebbe un attimo di esitazione: trovava belli
i mobili di quello stile, ma li utilizzava con qualche perplessit,
piuttosto scettico sulla resistenza di quei sottili tubi di
metallo.
Bene, ditemi pure in che cosa posso esservi utile. Mi
devo preoccupare?
Konrad Simonsen sfid la sorte e si sedette, poi inizi a
esporre le ragioni per cui erano l. Molti anni prima, la sorella
minore del giudice era andata in vacanza studio con alcuni
compagni di classe dalle parti di Vesterhavet, il Mare del
Nord. Nel corso di quella vacanza, avevano ricevuto la visita
di una ragazza inglese che successivamente era scomparsa. Il
commissario gli mostr alcune fotografie, scartando quelle
in cui i ragazzi e le ragazze del gruppo apparivano seminudi.
L'espressione del giudice a latere pass dalla giovialit alla
riservatezza. Studi le fotografie a lungo, poi domand:
Credete che la ragazza inglese sia morta?.
Era una conclusione piuttosto ovvia, dopotutto venivano
dalla Sezione Omicidi. Konrad Simonsen gli conferm il loro
sospetto che Lucy Davison fosse morta. Finn B. Hansen
annu con aria grave, poi disse: Sono passati molti anni. Ma
intanto ditemi, posso offrirvi qualcosa, acqua o caff?.
Era chiaro che il giudice aveva bisogno di una pausa per
digerire le loro informazioni. Arne Pedersen disse no sia
all'acqua che al caff, poi con la maggiore delicatezza possibile
gli parl dell'eventuale coinvolgimento della sorella nel
caso. A questa spiegazione fece seguire un breve ragguaglio
sull'omicidio di Jorgen Kramer Nielsen. Subito dopo che
Arne ebbe finito, attacc Konrad Simonsen: Capiremmo
perfettamente se lei non volesse aiutarci. Non so come io
stesso reagirei in una situazione come la sua, ma sappia che
qualsiasi sia la sua scelta, non comparir negli atti da nessuna
parte. N a livello ufficiale, n a livello interno. Ma le saremmo
grati se non facesse parola a sua sorella di questo nostro
colloquio.
Il giudice a latere scosse la testa, come se con quel gesto
potesse liberarsi dell'incresciosa situazione. Dopo un po' di
tempo domand: Dunque i morti sono due?.
S, su questo non c' dubbio.
Nella peggiore delle ipotesi mia sorella potrebbe essere
accusata di omicidio,  cos?
Nella peggiore delle ipotesi, s. Ma non  probabile, almeno
per quanto riguarda la storia di Esbjerg. Non pensiamo a
un omicidio premeditato e qualsiasi altra supposizione sarebbe
fuori tempo massimo ora. Questo per lei lo sa meglio di
noi. Riguardo al caso del postino, invece,  chiaro che...
No, Helena non pu aver spezzato l'osso del collo a nessun
postino. Lo sapete, vero, che vive nel nord della Norvegia?
S, lo sappiamo.
Non potreste farvi un giro? Ho bisogno di riflettere con
calma su tutta la faccenda.
Cos dicendo si alz, non lasciando loro di fatto altra
scelta. Mentre li accompagnava alla porta li rassicur: Vi
prego di non temere che io possa contattare mia sorella nel
frattempo. Non lo far.
Uscirono dall'ufficio e Arne Pedersen si gett di nuovo a
capofitto sui suoi conti. Era il vantaggio di essere oberati di
lavoro: c'era sempre un modo interessante di passare il tempo
dell'attesa. Konrad Simonsen bighellonava per i corridoi del
tribunale. Era di costruzione relativamente recente, e sui mattoni
rossi era stata esposta una fila di dipinti, probabilmente
scelti alla bell'e meglio dall'associazione artistica del personale.
I quadri erano difficili da capire e anche un po' noiosi.
Una mezz'ora dopo Finn B. Hansen aveva preso la sua
decisione. Vi aiuter, nei limiti del possibile. Alla fine credo
che sia la cosa migliore per Helena, in ogni caso lo spero.
Che cosa avete bisogno di sapere in concreto? 
Arne Pedersen prese la parola: Abbiamo motivo di credere
che suo padre in una determinata circostanza si fosse
presentato al Brondbyoster Gymnasium in uniforme. Questo
le fa venire in mente qualcosa oppure abbiamo preso una
cantonata?.
No,  corretto. Era commissario generale nell'associazione
degli scout. Non ricordo se fosse verde, blu, grigia a
strisce o altro, so solo che per un certo periodo aveva preso
l'abitudine di andare in giro con la sua uniforme, nelle situazioni
appropriate e in quelle fuori luogo. Soprattutto in queste
ultime, anzi, e non le dico quanto abbiamo litigato in
quegli anni. Io studiavo Legge all'universit e per mio padre
era incomprensibile che saltassimo le lezioni per occupare
l'ufficio del rettore, o che fumassimo hashish sui gradini
dell'universit come certi scrittori.
Konrad Simonsen moll un calcio sullo stinco ad Arne
Pedersen non appena si accorse che questi stava per fare un
commento. Dopo tutta una carrellata di ricordi degli anni
sessanta della terza Y del Brandbyoster Gymnasium, cap
che gran parte dei giovani di quell'epoca ne aveva passate di
cotte e di crude, deliberatamente o meno. Questo rendeva
incerta la ricostruzione dei fatti, in quanto i vari avvenimenti
venivano spostati di un paio d'anni in avanti o indietro in
modo da adattarli ad altri ricordi, e magari anche allo scopo
che si voleva raggiungere. Il giudice a latere non faceva eccezione,
a quanto sembrava.
"... Perci mio padre girava in uniforme per una specie
di reazione contro i tempi. Oggi come oggi penso che in
fondo abbia avuto del fegato, allora invece mi era sembrato
un cretino.
Anche sua sorella era una scout?
Riflett a lungo prima di rispondere: Non me lo ricordo,
ma pu darsi senz'altro. Io e lei eravamo comunque molto
diversi. Forse perch io ero un maschio e lei una femmina,
ma anche perch io protestavo contro i miei genitori, mentre
lei protestava contro di me. Se fosse stata lei la maggiore forse
sarebbe successo il contrario, chi lo sa. Quando si  giovani
sono spesso fatti casuali o all'apparenza insignificanti a
determinare ci che diventeremo.
Comunque non se lo ricorda con esattezza.
Purtroppo no. Helena era la mia sorellina, perci l'interesse
che provavo per ci che faceva e per la gente che frequentava
era molto limitato.
Negli anni del liceo sua sorella redigeva una rubrica della
posta. Pu essere stato che l'abbia tenuta su un qualche
periodico dell'associazione scout?
Pu essere benissimo, s. In casa ho ancora degli oggetti
appartenuti ai miei genitori, e sono sicuro che esaminandoli
posso appurare a quale settore del movimento scout appartenesse
mio padre e magari trovare il periodico.
Le saremmo molto grati. Che cosa ne  stato di sua sorella
dopo il liceo?
Ha iniziato a soffrire di gravi disturbi psichici. Non so
se fosse subito dopo la maturit, ma dev'essere stato comunque
in quel periodo. Ci sono voluti molti anni prima che
Helena ricominciasse a funzionare', se cos posso dire.
Quando ripenso al passato, il primo ricordo che mi viene in
mente  il suo profondo malessere, oltre a qualche sporadico
episodio della nostra infanzia. Helena  entrata e uscita da
tutte le possibili istituzioni, e questo ha avuto un impatto
tremendo sulla nostra famiglia, soprattutto su mia madre e
mio padre. E su di lei, si capisce.
Fece di nuovo una pausa. I due poliziotti aspettarono pazienti.
Konrad Simonsen era stupito. Nel corso delle ricerche
sulla vita di Helena Brage Hansen non era emerso nulla
sulle sue condizioni psichiche. Una svista madornale, di cui
in fondo era responsabile lui. Finn B. Hansen continu:
Credo di poter intuire la domanda che non riuscite a formulare:
in realt non ho idea se la malattia di Helena sia la
causa o l'effetto del suo viaggio a Esbjerg. La mia ipotesi
pu essere dunque tanto valida quanto la vostra. Comunque sia,
un po' alla volta ha trovato un equilibrio. Credo dovuto per
lo pi ai progressi della farmacologia. Gli psichiatri trovarono
delle pillole che riuscivano a placare i suoi demoni. Negli
anni ottanta and a vivere in una comune agricola, dove sono
andato a trovarla un paio di volte nonostante fosse sull'isola
di Bornholm. Quando morirono i nostri genitori - nel
1984 e 1986 - ereditammo una discreta somma di denaro.
Helena utilizz la sua parte per rifarsi una vita e trasferirsi in
Norvegia. Prima a Bergen, poi ancora pi a nord. Ora vive
ad Hammerfest, dove si mantiene facendo la guida turistica
e la guardia forestale. A un certo punto ha ottenuto persino
la cittadinanza, non ricordo esattamente quando.
Non ha un marito, dei figli?
N l'uno, n gli altri, ma credo che abbia un fidanzato.
 in contatto con lei?
Sporadicamente. Di tanto in tanto ci scriviamo qualche
mail, ma possono passare anche cinque, sei mesi fra l'una e
l'altra.
Vi vedete qualche volta?
Lei  venuta da me in occasione del mio sessantesimo
compleanno e il pi giovane dei miei figli  andato a trovarla
durante un suo viaggio in Lapponia, un paio di anni fa. Se
me ne ricordo, le faccio una telefonata di auguri a Natale e
questo  tutto, pi o meno.
N Konrad Simonsen, n Arne Pedersen avevano altre
domande da porre. Avevano bisogno per di sapere un'ultima,
piccola cosa che in compenso poteva rivelarsi decisiva.
L'accordo era che nella fatidica domanda si cimentasse quello che dei due era apparso pi in sintonia con il giudice durante
la conversazione. E non c'era dubbio che la persona in
questione fosse Konrad Simonsen.
Come pu ben capire, inizi il commissario,  necessario
che noi parliamo con sua sorella. E sarebbe molto meglio
per tutti se questo colloquio potesse aver luogo in Danimarca,
dato che non possiamo andare a interrogare un cittadino
norvegese, in Norvegia, bypassando la polizia di quello
stato. Ma  superfluo che io le spieghi queste cose.
Vedr che cosa posso fare. Quando dovrebbe avvenire
il colloquio?
La chiameremo noi. Ci vorranno di sicuro una o due
settimane prima che cominciamo a convocare i compagni di
classe di Helena, e dopo aver sentito loro pu anche darsi
che non serva pi.
Speriamo.
I due uomini della Sezione Omicidi non avevano fatto in
tempo neppure a mettere il naso fuori dal tribunale di
Naestved, che Konrad Simonsen si blocc e rimase come una
statua di sale. Arne Pedersen gli domand preoccupato:
Che succede? Ti senti male?.
No,  che ho i riflessi sempre pi lenti. Seguimi, dobbiamo
tornare dal giudice. 
Finn B. Hansen li scus per il disturbo, quando piombarono
di nuovo nel suo ufficio. Un po' in affanno Konrad Simonsen disse:
Ho dimenticato una cosa. Il movimento scout
di cui suo padre era membro possedeva per caso una colonia
nella zona di Esbjerg?.
Vesterhavsgrden. Mi ricordo Vesterhavet, il Mare del
Nord, dove eravamo andati qualche volta da bambini, ma
non ricordo se la colonia fosse dalle parti di Esbjerg o di
Blokhus.
I due agenti ringraziarono. Il giudice a latere ebbe uno
scatto improvviso, come se solo in quel momento si fosse
reso conto del significato che poteva assumere la sua informazione.
Poi disse piano: Purtroppo credo che il terreno
sia piuttosto esteso. In ogni caso  cos che me lo ricordo.
Vesterhavsgrden si rivel un'ottima dritta, nonostante il
posto fosse ora. di propriet del comune di Esbjerg e avesse
per di pi assunto un altro nome. Dalle fotografie di Jorgen
Kramer Nielsen era impossibile capire se il luogo in cui alloggiava
la Banda dei Sei fosse o meno una colonia; d'altra
parte agli agenti incaricati delle ricerche nella zona dell'ostello
di Nerballe era stato comunicato di cercare una casa
vacanza, e questo avevano fatto. La colonia non l'avevano
presa in considerazione finch Konrad Simonsen non aveva
telefonato a Klavs Arnold.
Le foto corrispondevano. Klavs Arnold aveva portato
con s una macchina fotografica e spedito immediatamente
via mail al commissario una delle immagini che aveva scattato.
Dubbi non ce n'erano: stesso tramezzo di tavole, stessa
posizione e pendenza di quarant'anni prima. La parte terminale
dell'asse della gronda era intagliata a forma di testa di
drago, probabilmente con un coltellino a serramanico, e il
mostro c'era anche nel 1969, bench nella versione in bianco
e nero della foto fosse meno nitido. Inoltre era stato rintracciato
anche l'uomo affetto da sindrome di Down. Aveva abitato
nel cortile dirimpetto fino al 1991, anno della sua morte,
ma gli anziani della zona ricordavano benissimo Troels il
Matto: un'anima gioiosa e innocua, che ora non c'era pi.
L'unica spina nel fianco era rappresentata dal fatto che Finn
B. Hansen aveva decisamente sottovalutato le dimensioni
dell'area, che consisteva di pi di trenta ettari di terreno accidentato
con erba, ginestre, erica, conifere e impraticabili
roveti.
Konrad Simonsen e Pauline Berg zoomarono sull'area
con l'aiuto di Google Earth. Non era una visione confortante,
per chi doveva cercarvi un cadavere.
Pauline scosse la testa nel vedere la colonia dall'alto.
Come facciamo a decidere dove scavare, se non sappiamo
dove si trova il cadavere? Possono averlo nascosto sotto un
abete qualsiasi.
Konrad Simonsen riflett: Non credo che abbiano trascinato
la ragazza in giro pi del necessario.
Forse no, ma visto che non sappiamo dov', se anche
l'avessero sepolta a dieci metri dalla porta principale non
avremmo nessuna possibilit di trovarla.
Questo  vero.
Non esiste uno strumento in grado di rilevare la presenza
di ossa nel terreno, tipo metal detector, ma per i cadaveri?
Kurt Melsing non ne ha uno?
Non da utilizzare su un terreno sabbioso, e soprattutto
non adatto a un'operazione del genere dopo tutto questo
tempo.
Peccato. Allora cosa dobbiamo fare?
Leggere.
Si era procurato tutti i numeri del periodico Giovani
Esploratori dal 1967 al 1969 e li aveva ammucchiati sulla
sua scrivania. Helena Brage Hansen curava la rubrica delle
lettere, e secondo Konrad Simonsen leggere quelle riviste
poteva essere molto utile per scoprire la personalit della
donna.
Pauline Berg lo accontent malvolentieri. Non aveva voglia
di sciropparsi giornalini scout vecchi di quarant'anni,
ma per una volta fece come le fu ordinato.
Fu solo dopo parecchio tempo che Konrad Simonsen si
rese conto di aver assegnato alla giovane collega un compito
impossibile. E precisamente quando lei, dopo un'ora e mezza
di lettura, di punto in bianco disse: Non sono sicura di
aver capito quello che devo fare.
Lui alz lo sguardo dal periodico che stava leggendo.
Dai consigli che Helena B. Hansen d ai lettori, devi farti
un'idea di che tipo di persona sia, dei suoi principi, delle sue
opinioni, visioni, etica, sogni e cos via. Del resto, nelle sue risposte
ai ragazzi che le scrivono usa spesso se stessa come
punto di riferimento.
Era una ragazza anche lei.
S, e allora?
Allora secondo me  strano che si metta a dare tutti quei
consigli. Di solito lo fa chi  un po' pi maturo, adulto. Per
scrive molto bene.
Voleva diventare giornalista.
Come lo sa?
Dalle risposte che ho appena letto e che tu hai letto dieci
minuti fa.
Pauline si sfreg gli occhi. Non credo di essere tanto
brava in questo lavoro. Mi pu fare un esempio?
Un esempio di che?
Di qualcosa di importante che  riuscito a capire fra le
righe. 
Konrad Simonsen prese il suo quaderno e ne stacc un
foglio. Stammi a sentire. Helena risponde a una ragazza che
non riesce a trovare un fidanzato e per questo motivo si sente
tagliata fuori dalla classe. Cito alla lettera: Devi continuare
a essere te stessa. Pu essere difficile, lo so bene, ma non vale
la pena far parte di una compagnia se il prezzo da pagare per
entrarci  che non si pu essere ci che si . E un prezzo troppo
alto, anche se la merce che si acquista pu essere allettante,
qualche volta. 
S, giusto, comment Pauline, ma che c'entra con il
resto?
Il commissario abbandon questo esempio e pass a un
altro. Qui abbiamo un ragazzo che si  beccato un rimprovero
dal suo capogruppo per aver detto che non gli piace la
guerra del Vietnam.
A nessuno piace la guerra.
Lui si riferisce all'intervento degli Stati Uniti in Vietnam.
Senti che cosa gli risponde Helena. Cito: Tu puoi pensarla
come credi,  un tuo diritto, e devi dirlo al tuo capogruppo.
Ma prova anche a riflettere sul fatto che il Vietnam del
Nord  una dittatura, che il Vietnam del Sud  una dittatura.
La Cina  una dittatura. L'Unione Sovietica  una dittatura. E
impopolare dirlo, ma  cos. Prova ora a immaginare che anche
gli Stati Uniti siano una dittatura. E difficile, ma provaci
meglio che puoi e dimmi come staremmo in Danimarca se questo
fosse vero. Non ci vuole un gran fegato a bersagliare un baluardo,
quando si sa che tanto resta sempre in piedi. 
Mi sembra molto ragionevole. Lei non  d'accordo?
Santo cielo, Pauline, quello che penso io  irrilevante! Il
punto  quello che pensavano di lei i suoi compagni di classe.
E come faccio a saperlo? Erano solo gli scout a scriverle! 
Devono averla vista come il fumo negli occhi.
Pauline Berg non replic e il commissario constat soddisfatto
che era finalmente riuscito a metterla sulla pista giusta.
Una supposizione che si rivel errata non appena, poco dopo,
sent le considerazioni a cui era giunta la giovane collega:
Adesso forse ho capito cosa voleva dire. Helena avrebbe dovuto
fare qualcosa di pi per se stessa. Certo, non era mica
colpa sua se aveva quella faccia, quell'aspetto, per avrebbe
potuto darsi un'aggiustatina e vendersi un po' meglio. Non
servono tanti soldi. Ma... forse a quei tempi s, che ne so.
Lascia perdere, Pauline, non importa.
E gli altri? Perch  cos interessato proprio a lei?
Perch  l'unica sulla quale abbiamo scoperto qualcosa
di concreto e perch era una specie di capo informale per il
resto della compagnia.
Il Capo dei Cuori Solitari.
S, qualcosa del genere.
Da dove hanno preso un nome cos cretino?
Konrad Simonsen la ignor.
Non del tutto per, perch quando lei radun ordinatamente
i suoi fogli mettendoli in fila, le chiese: Che ne pensi
di Klavs Arnold? Deve darsi anche lui un'aggiustatina?.
Avrebbe voluto farle quella domanda da un pezzo - la
prima parte, non quella riguardo all'aspetto dell'uomo - non
appena se ne fosse presentata l'occasione, e ora quel momento
era arrivato. Quando Pauline rispose, il commissario si
pent di non averglielo chiesto prima.
Ci penseremo io e la Contessa, una volta che l'avr assunto.
Come fai a sapere che lo voglio assumere? Hai parlato
con la Contessa? Con Arne?
No, era nell'aria da tempo. Perch, non  vero?
S,  vero, lo assumer. E molto presto anche, sempre se
lui vuole.
Il sabato pomeriggio Konrad Simonsen e la fidanzata andarono
a fare la spesa al Lyngby Storcenter. Il carrello della
Contessa traboccava di ogni ben di dio. Il suo approccio ai
supermercati era impulsivo e disorganizzato, nel senso che
arraffava la merce dai primi scaffali che le capitavano a tiro
a mano a mano che passava. E per giunta con l'espressione di
chi valutava scrupolosamente ogni scelta. Un atteggiamento
che aveva ingannato Konrad Simonsen all'inizio della loro
relazione, ora non pi. Di tanto in tanto pescava un qualche
articolo dal carrello della Contessa e lo rimetteva al suo posto,
gesto che non sembrava infastidirla. A volte lo faceva
senza dirle nulla, altre fornendo una spiegazione: La nostra
dispensa straripa di caff, a che cosa ci servono altri tre pacchi?.
Lei reagiva con un gesto di indifferenza e proseguiva.
Dopo aver pagato alla cassa presero l'ascensore portandosi
dietro il carrello e poi lo spinsero fino alla macchina della
Contessa, posteggiata nel parcheggio sotterraneo del centro
commerciale. Qui trasferirono la spesa in alcune buste di
plastica e le infilarono nel bagagliaio dell'auto. Mentre erano
impegnati in queste operazioni la Contessa disse: So bene
di aver sbagliato ad aggredirti per la storia del dpliant di
Frederiksvaerk e per averti rimproverato il viaggio a Rodby.
Ti chiedo scusa. Non volevo comportarmi cos e mi dispiace
di averlo fatto.
Per tutta risposta Simonsen emise un borbottio indistinto
e lei riattacc con la solfa che lui aveva ormai imparato a
memoria. In compenso aveva notato che stavolta la Contessa
era stata pi profonda nelle sue considerazioni. Non aveva
ancora superato il divorzio dall'ex marito, bench fossero
passati gi cinque anni. Ovviamente non era pi innamorata
di lui, figuriamoci, ma era ancora gelosa della nuova famiglia
che si era creato, dei suoi figli. A volte capitava che si incupisse
alla sola idea di imbattersi in pubblico nell'ex marito
insieme alla sua seconda moglie, o peggio ancora di vedere la
coppia spingere il passeggino. Lei ammetteva di essere esagerata
e anche un po' meschina, ma cos stavano le cose, non
poteva farci niente.
Lui la capiva, le disse. Ma dentro di s sapeva benissimo
quale fosse il vero dramma non risolto nel passato di lei, anche
se non poteva neppure accennarvi. Era tab. Tanti anni
prima la Contessa aveva perso il suo unico figlio, pi di questo
Simonsen non sapeva, ma era gi abbastanza. E ora che
l'ombra di quel bambino scomparso si allungava minacciosa
sul loro rapporto, che cosa avrebbe potuto fare? Niente, se
non sperare che si sarebbe dileguata col tempo. Rispose con
un tono di voce che parve a lui stesso concitato: Come facevi
a sapere che ero stato alla stazione di polizia di Rodby per
chiedere informazioni su Rita?.
Lei lo gratific di un sorriso pieno di ironia. L'ho capito
gioved mattina mentre eri in bagno, quando ho sentito un
messaggio telefonico da parte di una agente della polizia di
Rodby. Evidentemente ti aveva detto che nell'arresto di Rita
per contrabbando di valuta, nel 1972, erano stati coinvolti i
servizi di sicurezza, ma era sbagliato: in realt gli agenti
del PET entrarono in scena solo un paio di mesi dopo. Questo
era il succo, pi o meno, ma il messaggio puoi ascoltarlo tu
stesso.
Era una buona notizia. Aveva temuto che la spiegazione
fosse molto pi spiacevole. Il resto lo avevano probabilmente
scoperto strada facendo.
Una volta in macchina la Contessa sput il rospo: Sarei
contenta se tu la rintracciassi pi in fretta possibile, Simon,
cos almeno la facciamo finita con questa storia.
Non c'era dubbio che si stesse riferendo a Rita. Lui non
le promise niente, si limit a muovere la testa avanti e indietro
pensieroso, gesto che poteva essere interpretato in molti
modi.
Poco prima di arrivare a casa, l'atmosfera fra loro si era
leggermente rasserenata. Lo facevano intuire alcuni commenti
senza importanza sul traffico e sul tempo.
Dimenticavo, ho ricevuto un invito a teatro per domenica,
disse a un certo punto la Contessa. Il Faust di Goethe,
esibizione del Deutsches Theater come artista ospite, al
Kongelige.
Konrad Simonsen sent puzza di bruciato, sebbene non
cos forte come quella di mezz'ora prima.
Non contare su di me. Per quella sera ho preso con me
stesso il solenne impegno di non andare da nessuna parte.
Stai calmo, tu non sei neppure invitato, la cosa riguarda
solo me e Stella.
Chi ? Non conosco nessuna Stella.
Stella  una forza della natura, madre di cinque figli - anche
se lei sostiene che siano sei - e futuro membro della
Commissione Cultura del parlamento, cosa che evidentemente
le permette di avere biglietti gratis per spettacoli teatrali
e quant'altro. Suo marito  un nemico della cultura quasi
quanto te, perci la proposta  stata girata a me.
Ho capito. Quale partito rappresenta?
Non ne ho idea, non gliel'ho mai chiesto. E un dettaglio
di secondo piano.
Forse s, certo. Ci andrai?
Ovvio, Stella mi sta molto simpatica.
Passando a Klavs,  stato bravo a organizzare le ricerche?
Bravissimo, ed era anche molto contento che noi fossimo
l con lui. Nonostante Pauline abbia parlato poco, anzi 
stata zitta quasi tutto il tempo.
Quindi gli riconosci una buona competenza professionale?
Intendo dire non solo in base a ci che hai visto ieri,
ma anche valutando la settimana in cui avete lavorato fianco
a fianco.
 stato molto stimolante lavorare con lui, su questo non
c' alcun dubbio. All'inizio c' stata un po' di maretta, poi
ha capito che la collaborazione va intesa in tutte e due i sensi di
marcia, anche con le donne. E a quel punto i problemi sono
cessati.
Mi sembra un po' poco. Questo  il massimo che puoi
dirmi di lui?
 sveglio, metodico e creativo. Va meglio cos?
Decisamente meglio.
Mi ha molto colpito una cosa che non credo di averti
detto. La prima volta che ero l, aveva ricevuto una foto di
Jorgen Kramer Nielsen che sembrava ritoccata. E non perch
fosse stata scattata male. Era difficile capire che l'uomo
era morto, ma i suoi occhi erano strani, in un certo senso
addirittura inquietanti.
I tecnici dell'immagine hanno dovuto rendere i suoi occhi
visibili, per cos dire, eliminando le palpebre.
Certo, fin qui tutto bene dal punto di vista anatomico',
ma la cosa ha reso il nostro lavoro parecchio difficile. Il primo
impulso dei potenziali testimoni a cui abbiamo chiesto di
esaminare la foto,  stato quello di chiudere gli occhi, e magari
molti non se ne sono resi neanche conto. Lo ha notato
Klavs, il quale per il secondo giro di testimonianze si  fatto
preparare un ritratto che abbiamo usato al posto della foto.
Il risultato  stato che la proprietaria dell'ostello di Norballe
ha riconosciuto nella persona raffigurata Jorgen Kramer
Nielsen, cosa che non le era riuscita la prima volta. E ora
basta lavoro per oggi, Simon, non ne posso pi.
Okay, basta cos. Credo che telefoner a Klavs per chiedergli
se ha voglia e tempo di farsi un giro al QG stasera.
Stasera? Non si pu rimandare? E comunque se viene,
puoi sempre parlargli per telefono da qui.
S certo, solo che non ne ho voglia. Magari puoi andarci
tu al QG, se lui si presenta e se ne hai voglia.
La Contessa accett che lui telefonasse allo jutlandese,
dal momento che si era detta disponibile a incontrarlo. Era
difficile non essere d'accordo con lei oggi. Neanche quando,
un paio di ore dopo, se ne present l'occasione. Simonsen
stava passando l'aspirapolvere nelle loro macchine, mentre
lei leggeva su una sedia pieghevole che aveva sistemato vicino
a lui. Quando Simonsen spense l'aspirapolvere, la Contessa
approfitt dell'occasione: Visto che ora vuoi rintracciare
Rita... esord.
Ti ho detto che non  affatto sicuro, la interruppe lui.
E io ti ho detto che faresti meglio a chiudere questa
storia.
 tutt'altro che scontato che viva in Danimarca, anzi,
credo proprio che non sia cos. 
Cosa te lo fa pensare?
Voleva partire per gli Stati Uniti, il suo sogno era raggiungere
San Francisco.
E allontanarsi dalla Danimarca?
Anche. Anche questo.
Aveva detto a Rita che sapeva del suo viaggio in Israele,
con la gamba rotta e le stampelle. A muso duro. Dirottare un
aereo per uccidere persone che avevano l'unica colpa di essere
ebrei o americani, a causa di avvenimenti che si erano
verificati in Medio Oriente e con i quali non avevano niente
a che fare... era in una porcata del genere che l'avevano coinvolta?
S, aveva ammesso lei piagnucolando. Lei intendeva
solo... Delle sue ragioni non gliene importava un tubo. Aveva
davvero intenzione di rendersi responsabile della morte di
gente innocente, passeggeri qualsiasi, che non avevano fatto
niente di male n a lei, n tanto meno ad altri? Era arrivato
addirittura a picchiarla. Colpendole il cranio con la mano,
mentre lei cercava di proteggersi piangendo. Pi volte, forte
- e aveva preteso delle risposte. Alla fine ne aveva ottenuta
qualcuna. Rita non sapeva chi fossero i suoi datori di lavoro,
sapeva solo che si trattava di due uomini: un danese e
un mediorientale, forse un siriano. I loro incontri avvenivano
in bar o caff sempre diversi, dove di volta in volta le
comunicavano quel che doveva fare. Durante il viaggio in
Israele bisognava che stesse attenta ai controlli di sicurezza
in aeroporto e soprattutto al gesso, nel caso venisse ispezionato.
Lui l'aveva tormentata per avere altre informazioni, subissandola
di domande, mentre prendeva appunti senza
preoccuparsi di cosa ne pensasse lei. Alla fine non trov pi
nulla da chiederle. Lei aveva smesso di piangere ed era rimasta
impietrita, con lo sguardo fisso nel vuoto. Poi d'un
tratto aveva detto: Non si pu uscire dal giro. Non  cos
che funziona.
Simonsen non ricordava che cosa le avesse risposto, neanche
quando Rita aveva aggiunto: Molliamo tutto, Konrad.
Potremmo fuggire negli Stati Uniti e ricominciare da zero.
L non mi troveranno mai.
Il giorno dopo lui aveva telefonato al PET per fare rapporto.
Loro lo avevano ringraziato per le informazioni, ma volevano
altri dettagli. Lui si rifiut.
La voce misurata della Contessa lo riport al presente.
Simonsen, io credo che Rita sia tornata.
Lui svuot il posacenere della macchina in una busta di
plastica che si era portato allo scopo. Erano vecchi mozziconi
che risalivano a quando fumava.
Non dirmi che hai fatto un'indagine su di lei! 
Tranquillo, non ho indagato proprio su niente. Certo
per che la fai davvero troppo difficile. Magari si tratta solo
di consultare l'elenco del telefono.
Forse, ma non sono sicuro di volerlo fare. Perch pensi
che Rita sia in Danimarca?
Non aveva n fratelli n sorelle, giusto?
S, e allora?
Sei riuscito a dare un'occhiata alla brochure che hai preso
al comune di Halsnaes?
Lui scosse la testa. L'aveva allontanata da s in un gesto
di stizza rifiutandosi di leggerla con pi attenzione. La Contessa
and a prendere la brochure e la apr alla pagina che le
interessava: Credo che la nipote di Rita si esibir domani
pomeriggio al Gjenthuset di Frederiksvaerk. Le scuole di musica
terranno il loro concerto di fine anno e uno dei numeri
in scaletta si chiama Canzoni per mia nonna. Lo eseguir Teresa
Metz Andersen e consiste nell'interpretazione di tre
pezzi di Joan Baez. Potrebbe facilmente essere Rita la nonna
della canzone.
Konrad Simonsen guard la brochure e disse soffermandosi
a lungo sulle parole, come se le assaporasse a una a una:
S, potrebbe essere benissimo.
L'assunzione di Klavs Arnold venne confermata in via
ufficiosa il sabato sera. Konrad Simonsen aveva attirato lo
jutlandese in Questura con il pretesto di discutere con lui la
strategia dell'esplorazione del campo scout. Non  che ci
fosse molto da girarci intorno, alla strategia, obiett ripetutamente
il provinciale dello Jutland, ma il cittadino di Copenaghen
tenne il punto. L'incontro ebbe luogo alle otto, prima
non era stato possibile organizzarlo. Arne Pedersen protest
per quella riunione convocata di sabato sera, oltretutto
per un caso su cui avrebbero potuto benissimo continuare a
indagare nel normale orario di lavoro della settimana successiva.
A Konrad Simonsen non poteva importare di meno. Aveva
organizzato l'incontro su due piedi, era vero, ma non aveva
costretto nessuno a partecipare. Aveva solo sentito che era
giusto procedere all'assunzione di Arnold subito. Sentito,
una parola nuova nel suo vocabolario, ma cos era, e ai suoi
collaboratori non restava che regolarsi di conseguenza o lasciar
perdere.
Pauline Berg arriv in abito da gran sera ed era splendida.
Aveva un appuntamento subito dopo il meeting, ma di
che genere e con chi non ci fu verso di farglielo dire. Era
bello vederla di nuovo cos, serena e gioviale con tutti. Finch
durava.
Klavs Arnold si present che era gi buio. Le giornate si
erano accorciate sensibilmente e la cappa gravida di pioggia
che opprimeva la citt da una settimana faceva il resto.
Quando il personaggio principale fece finalmente il suo
ingresso sulla scena, Konrad Simonsen and dritto al punto.
Klavs Arnold non aveva fatto in tempo neppure a sedersi che
il commissario gli chiese: Che ne dici di lavorare in pianta
stabile da noi invece che a Helsinge?.
Tutti avevano pensato che l'uomo quella proposta se l'aspettasse.
Solo quando lo videro con la mascella penzoloni e
gli occhi che si guardavano intorno increduli, capirono di
essersi sbagliati. A meno che lo jutlandese non fosse un attore
consumato.
Fate sul serio?
Ma figurati, rispose caustica Pauline Berg, lo diciamo
tanto per dire e se stiamo qua  solo perch non abbiamo
altro da fare, visto che  sabato sera.
La ragazza per si sciolse quando Klavs Arnold ricambi
il suo sarcasmo con un complimento: Come sei bella. Chi 
il prescelto?.
Wow, grazie. E un uomo che conosco.
Un uomo molto fortunato e a proposito... mi va s di
lavorare con voi, se volete.
Non c'era molto altro da aggiungere. Arne Pedersen e Pauline
Berg fecero a gara a chi usciva prima dalla porta, e anche la
Contessa si volatilizz. Gi che era l, voleva riuscire a sbrigare
un paio di cosucce. Konrad Simonsen la aspett. Gli
salt in mente che se e quando Arne Pedersen fosse diventato
il capo, la cerchia di collaboratori stretti di cui lui amava
circondarsi avrebbe cessato di esistere. Dopo un minuto riapparve
Pauline Berg. Non sono riuscita a dirlo prima, avevo
la testa da un'altra parte, ma sappi che sono felice che tu
sia stato assunto. Molto felice.
Poi spar di nuovo.
I due uomini la seguirono con lo sguardo senza commentare,
poi Konrad Simonsen domand: Quanto tempo resterai
in citt?.
Fino a domani, rispose Klavs Arnold. Credevo che
avremmo discusso dell'esplorazione del campo tutta la notte,
anche se  un argomento gi chiuso.
Nel senso che escludi che possiamo trovarla?
Sono stato laggi per un'ora soltanto. Mia moglie  oberata
di lavoro in questi giorni e io devo darle una mano con i
ragazzi. Ieri una delle figlie si  ammalata e sono stato costretto
a restare in casa per buona parte della giornata. Non
l'avevo mai provato prima.
Qual  la tua impressione?
Che non abbiamo la minima chance di trovarla se non
sappiamo dove cercare.
 la seconda volta nel giro di poco tempo che lo sento
dire. Domani verr a Esbjerg con te. Voglio vedere il posto.
...
.
...
FINE Parte 2.